
Considerazioni sparse post Crotone-Torino (4-2)
Serse Cosmi torna alla vittoria in A dopo 8 anni: fuoco di paglia o inizio di una nuova favola sportiva? Per il Torino molte attenuanti ma situazione che si fa decisamente complicata.
– All’Ezio Scida va in scena uno scontro tra disperate: il Crotone ci arriva da ultimissimo, il Torino in una stagione già difficile, ma complicata ulteriormente dalle recenti disavventure legate ai casi Covid. Ne esce una partita perfino gradevole tecnicamente, e la vittoria del Crotone spariglia le carte nella lotta salvezza, con i calabresi che riaccendono la fiammella della speranza ed i granata che ricadono nelle sabbie mobili;
– Le "sliding doors" della partita sono le due trasferte colpite dal Torino, sulle cui azioni successive i calabresi segnano due reti decisive. Nel primo caso, sull’1-1, il vantaggio di Simy arriva direttamente sul ribaltamento di fronte; nel secondo, pochi minuti dopo la traversa di Gojak che avrebbe significato il pareggio (3-3) , arriva il gol di Ounas che chiude l’incontro sul 4-2. Spesso un campionato è deciso dagli episodi, ed il Crotone oggi è stato bravo a farli convergere dalla sua;
– Il Crotone, diciamolo chiaramente, a livello di gioco non aveva mai troppo demeritato: oggi però ha finalmente anche mostrato anche il cinismo necessario a chiudere il match. Il simbolo di questo concetto è il trio d’attacco Simy, Ounas, Messias: spesso bello da vedere, oggi anche estremamente prolifico sotto porta con un poker di gol e tante giocate da applausi. Se continua così, per livello tecnico ha le qualità per diventare un fattore decisivo per i rossoblù, a patto che anche la difesa ancora traballante si sistemi meglio;
– Il Torino, proveniente da una serie positiva, oggi è andato in difficoltà , ma ha tante attenuanti: le assenze pesanti (su tutte il Gallo Belotti, fatto rimpiangere clamorosamente da un indecoroso Zaza), i casi Covid attivi, la mancanza di ritmo gara da due settimane, le condizioni di allenamento non ottimali imposte dal protocollo (i granata fino a pochi giorni fa erano isolati nelle rispettive abitazioni). La prestazione non è da buttare, ed i granata possono recriminare per le due traverse di cui sopra e per un rigore dubbio non sanzionato in un momento decisivo: certo, dover giocare un match così importante in queste condizioni è l’ennesimo segnale di una stagione storta. Ora sono terzultimi, e dovranno sfruttare i due recuperi con Sassuolo e Lazio per riabilitarsi. Potranno contare comunque su quanto di buono fatto vedere dall’arrivo di Nicola (la classifica è in gran parte figlia dell’inizio disastroso con Giampaolo) e su un Sanabria in più (oggi per lui un gol da cineteca);
– Serse Cosmi riassapora una vittoria in Serie A dopo 8 anni e dopo avventure in panchina decisamente poco esaltanti, per la gioia dei fan del suo Perugia dei miracoli e del suo personaggio così genuino. Se sia un fuoco di paglia o l’inizio di una bella storia di riabilitazione sportiva lo dirà il tempo: certo è che in terra calabra non dimenticano una rimonta salvezza disperata ma esaltante guidata, ironia della sorte, da Davide Nicola, e questa vittoria può sbloccare un ricordo ed un entusiasmo collettivo utili a ripetere l'impresa.
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