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4 min

- di Matteo Cardia

Mason Mount ormai sa camminare da solo


Mason Mount, a soli ventidue anni, è al centro del progetto del Chelsea e della sua nazionale. Nonostante le critiche, il suo talento sta brillando più che mai.


Quando Frank Lampard, il 25 gennaio scorso, veniva esonerato dopo diciotto mesi di lavoro sulla panchina del Chelsea, Mason Mount perdeva il suo padre calcistico. Sempre insieme dal 2018 Frank e Mason, da quando a Derby facevano la prova finale per tornare in quella che è sempre stata la loro casa, il Chelsea. La fine della storia d’amore tra lo storico ex capitano e la panchina di Stamford Bridge sembrava poter mettere in crisi il giovane talento inglese: ma il figliol prodigo ha imparato a camminare da solo e in queste settimane lo sta dimostrando.

Una vita al Chelsea

Cresciuto a Portsmouth, il classe ’99 ha avuto bisogno solo di arrivare a compiere sei anni per dare una sterzata importante alla sua vita: entra nell’Academy del Chelsea e da lì è un processo senza interruzioni verso il primo trasferimento lontano dalla famiglia, a quindici anni, quando si accasa presso le strutture londinesi del club. Centrocampista dalle spiccate doti offensive, Mount conferma, tra le file giovanili del club e con le Under dell’Inghilterra, le attese dei Blues, che gli fanno firmare il primo contratto da professionista nel 2017, e poi cominciano a metterlo davanti a sfide adatte a forgiarne il carattere.

A diciotto anni va in Eredivisie, al Vitesse, dove nonostante un inizio complesso poi finirà la stagione con 13 gol e 10 assist tra campionato olandese e playoff di Europa League. L’anno calcistico seguente torna in Inghilterra, in quel Derby County in cui incontra il suo idolo di sempre, Frankie Lampard, a cui manca solo un anno per imboccare nuovamente la strada verso Londra. Compiranno il viaggio di ritorno insieme. L'allora neo tecnico del Chelsea, dopo una stagione del giovane talento in Championship da 8 gol e 5 assist in 35 partite, non ha paura di lanciarlo da titolare e alla prima a Stamford Bridge Mount ripaga la fiducia, con un gol che fa esaltare i tifosi sugli spalti. È l’inizio della definitiva consacrazione, in una stagione che si chiude con una quarta posizione in classifica e una maglia da titolare quasi sempre a disposizione.

Nonostante la campagna acquisti sontuosa del Chelsea, Mason Mount è rimasto un caposaldo del calcio di Lampard. Il rendimento altalenante però porta Abramovich a decidere per la separazione il 25 gennaio scorso. Al suo posto Thomas Tuchel, preso probabilmente per cercare di far rendere al meglio i talentuosi tedeschi Werner ed Havertz. Alla prima partita della nuova gestione, il prodotto dell’Academy è rimasto in panchina: per tanti una bocciatura, quasi una condanna. In realtà, solo un piccolo passaggio per capire al meglio dove mettere nel nuovo scacchiere un giocatore di cui non si può fare a meno. Tuchel lo ha schierato sempre da trequartista fino ad ora, estremizzando la posizione fino a quella da falso nueve: una zolla di campo in cui le occasioni da gol si moltiplicano e in cui Mount, a detta del suo stesso allenatore, deve essere più cinico. Tuttavia, al nuovo tecnico, sono state già regalate tre gioie nelle ultime cinque gare. L’ultima giovedì sera, contro il Liverpool.

Qualità e quantità

Mount è capace di adattarsi a seconda dei bisogni del proprio allenatore. Può giocare nei 3 di centrocampo, da mezzala sinistra, nel 4-3-3, oppure trequartista a supporto dell’arco offensivo nel 4-2-3-1. Naturalmente destro ma abile anche con il piede debole, Mount lascia intravedere margini di crescita importanti sia in fase difensiva – in questa stagione di Premier ha vinto il 54% dei contrasti affrontati – che in fase offensiva, dove il talento è più sotto gli occhi. La capacità di pulire il pallone è facilmente rintracciabile in ogni sua partita, così come quella di essere un pericolo per gli avversari, sia individualmente che come uomo in grado di mettere gli altri in condizione di far male. Secondo Whoscored, in Premier League, Mount ha una media di 2.5 key pass a partita, a cui si aggiungono quattro assist e una precisione dell’88.7% nei passaggi. Ma il numero 19, come detto, ha fatto vedere anche di saper segnare: già 5 gol in questa stagione, vicino al record dei 7 della stagione passata. Statistiche che si abbassano lievemente con il club nelle competizioni europee ma non con la nazionale inglese di Southgate, di cui Mount sembra essere in procinto di diventare un punto fermo, nonostante la concorrenza e alcune critiche di tifosi e addetti ai lavori che preferirebbero vedere in campo Jack Graelish o Phil Foden, malgrado non interpretino propriamente gli stessi ruoli.

I minuti giocati in campo internazionale e la maturità ormai raggiunta parlano però già chiaro per il ventiduenne. È per questi motivi e per il suo talento che molto probabilmente potremo osservare Mount anche agli Europei di quest’estate, dove l’Inghilterra cercherà di arrivare alla finale di Wembley per sollevare un trofeo continentale mai vinto prima.

Non ci può essere ormai nessun dubbio sul talento di Mason Mount: al centro del Chelsea e della sua nazionale, a soli 22 anni, si sa reggere in piedi da solo.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Sardo, classe 96. Studente di Relazioni Internazionali, allergico a molte cose e aspirante giornalista. Lo sport è stato il mio primo amore.

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