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3 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post prima serata - Sanremo 2021


C'è vita senza pubblico. La prima serata del Festival scorre piacevolmente, nonostante un Ibra un po' macchiettistico (ma con ottimi tempi comici).


- Malgrado le urla scomposte delle Cassandre, alla fine il Festival per fortuna si è fatto - seppur con delle forti restrizioni (forse persino eccessive, dato che in tutti gli altri show televisivi il pubblico c’è) - regalando una piccola boccata di ossigeno al settore musicale e non solo;

Fiorello e Amadeus aprono le danze e si dimostrano da subito bravi - per merito soprattutto del primo - a trasformare un problema come l’assenza del pubblico in un punto di forza, con una serie di gag non memorabili ma ben strutturate. Ottima l’idea di sfruttare il teatro vuoto per mostrarne alcune parti più “dietro le quinte”, come lo storico bar, anche al pubblico da casa. Divertente anche l’utilizzo delle standing ovation del passato. Alla fine le quasi 5 ore di diretta scorrono in maniera piuttosto fluida (anche se qualcosa, vedi la banda della polizia, era evitabile): il giudizio è positivo in attesa di serate con una scaletta più probante, che potrebbero condurci direttamente ad Uno Mattina;

- Molto bene, come detto, la conduzione Amadeus-Fiorello, ben affiancata dai due presentatori di serata (Ibra e Matilda De Angelis). Non ce ne voglia lo svedese, ma a spiccare nel deserto dell’Ariston è Matilda De Angelis: spigliata, brillante, capace di presentare, cantare e recitare (insomma, completa). Peccato solo per il monologo non memorabile sui baci, ma in questo caso la critica va rivolta più agli autori. Anche la presenza di Ibra, comunque, non è trascurabile: il centravanti rossonero mostra dei buoni tempi comici, ma il suo ruolo tende a eccedere nel macchiettistico, incentrandosi sulla narrazione dello Zlatan onnipotente. Sul palco ha dimostrato di saperci stare e potrebbe rivelarsi una scelta azzeccata, dato anche l'interesse che ha suscitato;

Venendo alla gara, partiamo dalle note liete (ovviamente a un primo ascolto, il giudizio potrebbe cambiare). Colapesce e Di Martino (7,5), già molto apprezzati dalla stampa, cantano - sempre in coppia, armonizzando con classe - un brano che sa molto di “Figli delle stelle”. I Maneskin (7,5) sono già padroni del palco e regalano una delle performance più convincenti sia a livello vocale che strumentale. Madame (7) può essere la rivelazione, non solo perché non incarna (per fortuna) lo stereotipo della rapper ma anche perché convince vocalmente e ha un pezzo molto radiofonico (che passerà tantissimo); Gazzè (7,5) si presenta col solito testo geniale e poco digeribile a un primo ascolto, potrebbe crescere nelle prossime serate e giocarsi il premio della critica; Noemi (7) sorprende e, a dispetto dei pronostici, ha un brano che valorizza il suo timbro inconfondibile. Gli attesissimi Fedez e Michielin (6,5) non sembrano avere una canzone irresistibile, ma sono apprezzabili gli sforzi vocali dell’ex giudice di X Factor e la sua voglia di mettersi in gioco (e perché no, anche la sua emozione). Ah, funzionerà in radio (tra gli autori c’è anche Mahmood);

- Galleggiano sulla sufficienza (6) i Coma Cose, Annalisa, Fasma (o il suo autotune) e Arisa. Quest'ultima ha un bel brano (scritto da Gigi D'Alessio), ma non sembra tailormade per la sua vocalità. Venendo alle insufficienze, delude Ghemon (5,5) e appare pessimo il brano di Renga (4,5): non sembra crederci nemmeno lui e la sua voce è insolitamente imprecisa. La palma del peggiore va però ad Aiello (4), che fatica a prendere anche solo una nota e ci regala il raccapricciante urlo “dovevi portarci meeee, sesso e ibuprofene”;

- Piccola nota a margine: non fate troppo caso alla classifica della giuria demoscopica, è sempre piuttosto sballata e tende a non premiare le novità musicali. Con i voti dell'orchestra e della sala stampa assisteremo a un bel ribaltamento. Già domani, quando si saranno esibiti tutti i 26 big, potremo avere un quadro più completo e azzardare qualche previsione.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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