, 3 Marzo 2021

Considerazioni sparse post Milan-Udinese (1-1)


Milan e Stryger: due cuori nella pallavolo.


- Le difficoltà del Milan a trovare spazi contro le squadre che si chiudono ermeticamente, in assenza di una punta di peso sono note e Gotti non si tira certo indietro nello sfruttare questo vantaggio. Dopo un accenno di pressing nei primi minuti, l’Udinese si piazza in dieci uomini nella propria metà campo, con la chiara intenzione di non spostarsi da lì, salvo qualche sparuta ripartenza e nel primo tempo funziona tutto alla perfezione, con Musso che si ritrova quasi inoperoso;

- Come già fatto notare in passato, Leao non può giocare da centravanti o quantomeno non con le caratteristiche di Zlatan Ibrahimovic. Il portoghese va servito in velocità negli spazi, che stasera non ci sono e soffre tantissimo in mezzo al sandwich di centrali bianconeri, al punto che i compagni rinunciano presto anche a provare il cross. Se a tutto questo si aggiungono la serata no di Rebic e l’assenza di Calhanoglu, il più bravo a creare superiorità numerica, si comprende la sterilità rossonera;

- Theo abbiamo un problema. Ci siamo lustrati tutti gli occhi di fronte alle sue discese palla al piede, che in passato hanno fruttato tanto al Milan, ma col passare del tempo la bilancia pende sempre di più dalla parte degli errori. Se è vero che basta il suo nome per impensierire gli avversari, al punto da costringerli a giocarsi un uomo su di lui, è altrettanto vero che da un giocatore che viene considerato un fuoriclasse ci si debba aspettare molto di più, non solo difensivamente, ma anche tatticamente e mentalmente;

- OPS! L’ha fatto di nuovo! Rodrigo Becao, talvolta, si trasforma in Aristoteles quando vede la maglia rossonera e questa sera ci riesce grazie ad una “paperona” di Gigio Donnarumma, di quelle che non si vedevano da parecchio tempo, ma che costa carissima alla sua squadra, anche perché arriva proprio nel momento di massimo sforzo per trovare il vantaggio, che invece si ritorce contro;

- Il risultato finale di pareggio, regalato dalla follia di Larsen all’ultimo secondo, è quello che rispecchia meglio l’andamento di un match dove nessuna delle due squadre ha realmente fatto nulla per portare a casa i tre punti. Chiaramente i rimpianti più grossi sono per l’Udinese, che a San Siro ha fatto la sua onesta partita e non avrebbe rubato un eventuale bottino pieno, ma resta l’enorme campanello d’allarme per un Milan che ormai sembra più a suo agio con le grandi che con le cosiddette piccole;

 

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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