
Considerazioni sparse post 27a giornata di Ligue 1
PSG e Monaco si fanno sotto grazie al calendario favorevole. Marsiglia e Rennes chiudono un ciclo.
- Riprendendo la metafora della palafitta, dopo il Marsiglia anche le fondamenta dello Stade Rennais hanno finito per cedere. Epilogo di un legno sempre più marcio, corroso da continue tarme che non accennano ad andarsene. Una sola vittoria nel 2021, a Brest, e un distacco abissale dalle prime della classe, ancor più di un nono posto che rischierebbe di ingannare, considerando il minimo distacco dalla zona europea. Nella mattinata di lunedì Julien Stephan rassegna le sue dimissioni, accettate dal board, salutando i rouge et noir dopo due stagioni da capo allenatore della prima squadra e nove nel club. Il tecnico 40enne ha portato il Rennes a raggiungere i suoi migliori traguardi nella storia vincendo la Coppa di Francia nel 2019 e conquistando una (seppur fortunosa complice l’interruzione) storica qualificazione in Champions League. Come raccontavamo anche nelle ultime considerazioni, Stephan ha costruito la sua prima vera esperienza in panchina puntando molto sul suo carisma e su un calcio dichiaratamente offensivo. Contiano nel suo atteggiamento, è sempre riuscito a dribblare le critiche senza mai rinunciare al suo credo calcistico. Ma se il tecnico leccese ha saputo trovare l’assetto migliore dopo un periodo di appannamento, Stephan ha pagato lo scarso rendimento dei nuovi arrivati (su tutti Doku, pagato 26 milioni) e un vistoso calo di forma da parte dei migliori interpreti (su tutti Camavinga). Elementi riconducibili a un rapporto molto severo tra giocatori e allenatore, a mio giudizio un po’ troppo superbo nel non mettersi mai in discussione per primo. Difficile fare previsioni sulla stagione in corso, non è escluso che l’alta marea possa spostarsi da Mont-Saint-Michel anche in pianura;
- Se in Bretagna pare difficile ipotizzare scissioni vulcaniche, alla foce del Rodano non si è certamente perso tempo per avviare la rivoluzione. Franck McCourt, proprietario dell’Olympique Marsiglia, ha preso in mano le redini della situazione e fatto tabula rasa, sostituendo la figura di Jacques-Henri Eyraud con Pablo Longoria nel ruolo di nuovo presidente dei phoceen. Il business man americano atterrerà in queste ore in Provenza per una serie di appuntamenti in agenda che spaziano dall’acquisto del Velodrome fino alla presentazione di Jorge Sampaoli, il neotecnico ciel et blanc. Un messaggio forte che spazza via le nubi sulla possibile vendita al principe d’Arabia. Sul campo l’OM ha ottenuto un accesissimo 1-1 nell’Olympico contro il Lione, ricco di polemiche per il rigore concesso e trasformato da Milik (a segno dopo il discusso rientro) e l’espulsione di Paquetà. Non sono mancati infine i soliti contrasti tra i giocatori: immancabile in tal senso l’apporto di Alvaro Gonzalez;
- Un punto guadagnato. Vede correttamente il bicchiere mezzo pieno Cristophe Galtier, tuttavia non lesina una reiterata critica nei confronti dei propri giocatori (Maignan a parte, decisive le sue parate). I Dogues hanno drasticamente calato il loro fatturato casalingo, perdendo sette punti solo nel nuovo anno, rimangono comunque due lunghezze da gestire anche se il calendario prevede i due Olympique sulla strada. Il pari 1-1 contro lo Strasburgo registra anche un episodio singolare: l’allenatore alsaziano Thierry Laurey ha accusato un leggero malore nel corso del primo tempo ed è stato sostituito dal vice Lefebvre. Il veterano tecnico del Racing ha diretto tranquillamente l’allenamento odierno questa mattina:
- Si interrompe a tre la striscia di vittorie del Nimes Olympique, che ha permesso ai Crocos di rientrare a tutti gli effetti nella lotta salvezza. Il merito è ascrivibile a Pascal Plancque, colui che ha preso il posto sur le banc di Jerome Arpinon, abile a blindare la difesa (appena un gol al passivo nelle ultime quattro) e capace di rivitalizzare sotto il profilo psicologico l’intero collettivo. Il pareggio 1-1 in rimonta contro il Nantes è agrodolce, considerando lo scontro diretto sul proprio terreno. Ora servirà mettere in campo quello spirito da gladiatori di cui la città fa sfoggio ai turisti;
- Chiudiamo la rassegna con una notizia carica di ottimismo, forse eccessivo. Il ministro dello sport transalpino (è dura ammetterlo, ma c’è un po’ d’invidia verso i cugini), Roxana Maracineanu, ha parlato della parziale riapertura degli stadi in un range temporale di tre-quattro settimane che preveda l’uso massiccio di tutte le “tecnologie” per affrontare la crisi pandemica. Una soluzione caldeggiata dal presidente dell’OL Aulas ma che stride con le dichiarazioni del presidente Macron, il quale ha escluso cambiamenti dello status quo prima di 4-6 settimane.
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