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2 min

- di Marco Maso

Considerazioni sparse post Sampdoria-Atalanta (0-2)


L'Atalanta riscatta la sconfitta infrasettimanale in Champions League e porta a casa tre punti d'importanza capitale.


- Ranieri e Gasperini stupiscono tutti fin dalle formazioni ufficiali. Il primo lascia fuori Keità, Quagliarella e Candreva in favore di un 4411 molto stretto e compatto; il secondo (sostituito oggi in panchina dal suo vice Tullio Gritti) lancia dall'inizio Malinovsky e Pasalic al posto dei titolarissimi Ilicic e Pessina;

- Parte bene la Sampdoria che nella prima mezz'ora tiene testa all'intensità della Dea e crea pericoli a Sportiello, bravo in due occasioni a salvare il risultato nella prima mezz'ora di gioco. Viceversa, dopo il primo gol neroazzuro, i padroni di casa sembrano più imprecisi e rinunciatari, forse anche in modalità "risparmio energetico" per il derby infrasettimanale di Mercoledì;

- Non è un problema per l'Atalanta se mancano i gol dei bomber Muriel e Zapata. La apre Malinovsky con un sinistro tanto forte quanto chirurgico (dopo un'azione veloce e corale terminata dall'ucraino su assist di Muriel), la chiude più tardi Gosens su assist di Maehle, che anticipa uno 'svogliato' Candreva e firma il suo nono sigillo stagionale concludendo la più classica delle giocate della Dea sull'asse "quinto-quinto";

- Se i cambi degli ospiti nel corso della ripresa portano maggior ritmo e dinamismo, non sortiscono gli stessi effetti quelli dei padroni di casa. Nessuno tra Keità, Quagliarella, Gaston Ramirez o Candreva riesce a trovare la giocata per mettere in pericolo la retroguardia orobica e riapire il match;

- Da segnalare, tra le file dell'Atalanta, l'ennesima sontuosa prestazione di Cristian Romero. Il difensore argentino classe '98 si dimostra nuovamente uno dei centrali più in forma della Serie A, guidando la retroguardia bergamasca ad un altro clean-sheet e proponendosi per lunghi tratti anche in fase offensiva.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Marco Maso, classe 1997. Laureando in Scienze Motorie, nutre una sorta di ossessione verso tutti gli sport, in particolare verso la vena di Daniele De Rossi, la versatilità di Devin Booker, la mano sinistra di Rafael Nadal, l'eclettismo di Remco Evenpoel. Nel tempo libero ama allenare. Scrive della grandezza dell'NBA, dell'imprevedibilità del College-Basketball e del fascino dell'Eurolega.

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