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, 28 Febbraio 2021

Considerazioni sparse post Roma-Milan (1-2)


Partita divertentissima vinta meritatamente dal Milan, pur con Ibra già con la testa a Orietta Berti.


- All’Olimpico va in scena una partita divertentissima tra una Roma desiderosa di invertire il trend nei big match e un Milan determinato a ripartire dopo un periodo difficile;

- I rossoneri partono molto aggressivi, con un’efficace pressione alta che manda in crisi la costruzione della Roma costringendola a numerosi errori, e nei primi 15’ dilapidano almeno 3 occasioni clamorose per passare in vantaggio e il punteggio resta solo per miracolo sullo 0-0. Poi la Roma riesce a trovare la bussola del match e a riportarlo su binari a lei più consoni, ma al tramonto del primo tempo un intervento inutile di Fazio porta al rigore dello 0-1 di Kessi;

- La ripresa è un ping pong continuo di occasioni e di emozioni da una parte all’altra, non a caso finirà con 17 tiri a 20. La spunta il Milan con il bel gol di Rebic, nato da un disgraziato rinvio di Pau Lopez, che rende vano il pari di Veretout. La Roma avrebbe le occasioni per pareggiare, ma si infrange su Donnarumma e la scarsa vena sottoposta di Mkhtaryan;

- La Roma paga tantissimo le assenze: quella di Dzeko, fondamentale per risalire il campo, quella dei 3 centrali KO che costringono Fonseca a riesumare un disastroso Fazio, e quella ormai atavica di un portiere affidabile. I giallorossi, tolto il terribile avvio, giocano comunque una buona gara e mostrano un’ottima capacità di adattamento alle difficoltà, ma non basta. Bene Veretout e Mancini, vero leader della squadra (con l’unica macchia sul gol dell’1-2), mentre Spinazzola cresce nella ripresa. Oltre al cataclisma Fazio, rivedibili anche un evanescente Mayoral e lo sciupone Mkhtaryan, insieme Pedro che manda in campo il suo gemello meno dotato tecnicamente.
Per quanto il buon lavoro di Fonseca si veda e sia tangibile, occorre trovare più solidità e cinismo negli scontri diretti per non vedere il treno Champions svanire.

- Il Milan in molti tratti della gara sembra tornato agli antichi fasti e mostra una reazione da grande squadra agli ultimi risultati negativi, non scomponendosi nemmeno per i cambi forzati e riuscendo sempre a trovare trame di gioco verticali. Con l’uscita di Calhanoglu la squadra perde il suo miglior pressatore offensivo e gli avversari trovano più fluidità nella costruzione bassa. Se Ibra è già con la testa a Orietta Berti, Rebic spacca la partita con il gol i suoi continui tagli dalla sinistra, mentre Saelemakers fa il solito preziosissimo lavoro nelle due fasi. Da sottolineare le prove di Calabria, forse il terzino più solido nella fase difensiva della nostra A, e di un Donnarumma che fa sembrare semplici anche gli interventi che non lo sono e trasmette un senso di sicurezza ai suoi per tutti i 90’. Pioli può sorridere

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore.
    Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali.
    Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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