
Considerazioni sparse post Verona-Juventus (1-1)
La Juventus impatta su un solido Verona: sfuma definitivamente il sogno del decimo scudetto consecutivo?
- Finisce con lo stesso risultato dell’andata l’anticipo del sabato sera tra Verona e Juventus, col Bentegodi che si conferma ancora una volta uno dei campi più complicati per la Vecchia Signora. Il bollettino di guerra delle ultime settimane lascia pochissima scelta a Pirlo, che si presenta a Verona con la panchina imbottita di Under 23; Juric si affida ai soliti noti, con l’ex Sturaro che prende il posto di Tameze e Lasagna in avanti supportato da Zaccagni e Barak;
- Partita intensa ma sporca, tanti errori da una parte e dall’altra e poche occasioni da gol. I gol arrivano tutti nella ripresa: al destro di Ronaldo, imbeccato da Chiesa, risponde la zuccata di Barak sul suggerimento di Lazovic. Le due squadre giocano la partita che tutti si aspettavano: la Juventus continua a ricercare in modo ostinato - e quasi seccante - quella costruzione dal basso che è tanto cara al suo allenatore quanto poco adatta ai suoi interpreti. Bentancur e Rabiot si alternano in modo caotico e sconclusionato nel ruolo di play, tanto che Alex Sandro è spesso costretto ad accentrarsi per mettere ordine, mentre gli unici acuti sono affidati alle fiammate del solito Chiesa;
- Dall’altro lato, l’Hellas tiene il campo in modo ordinato, pressando a uomo gli avversari e andando più volte vicino al gol rispetto ai bianconeri. Szczesny nega la gioia prima a Faraoni e poi a Lazovic, deviando le loro conclusioni rispettivamente su palo e traversa. La mole di gioco costruita sugli esterni, dove il Verona ha la superiorità numerica, viene spesso vanificata dalla poca presenza in area di rigore, mentre i difensori, complice anche la serata poco ispirata di Ronaldo e Co., dormono sonni tranquilli per tutti i 90 minuti;
- Capitolo singoli: Barak e Zaccagni sono il motivo per cui a Verona non si sente la mancanza di un attaccante, Lazovic (che sostituisce un Di Marco spesso in sofferenza contro Chiesa) e Faraoni pare stiano tornando ai livelli dell’anno scorso, quando infiammavano le corsie esterne con le loro scorribande. Sterile Lasagna, spesso sovrastato dalla fisicità di De Ligt;
- Nella Juventus di oggi si salvano davvero in pochi: Szczesny tiene a galla in almeno due occasioni la Signora mentre Sandro (meglio in fase di impostazione che in fase difensiva) e Demiral soffrono costantemente i trequartisti del Verona. Non vogliamo infierire aprendo ancora una volta la pagina “centrocampo”, dove i vari Rabiot, Bernardeschi, Bentancur e Ramsey offrono la solita prova incolore e dove, ancora una volta, l’unico a brillare è Chiesa. Insofferente Ronaldo, che oltre alle solite punizioni sparate sulla barriera, salva la sua prestazione segnando il gol del momentaneo 1-0.
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