Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Spezia-Parma (2-2)


Il coraggio di Italiano viene premiato e lo Spezia si prende un punto d’oro.


– Temperature primaverili, squadre che devono impossessarsi di punti salvezza e ne viene fuori una gara dai ritmi alti, in cui si alternano giocate di spessore a errori difensivi marchiani. Il 2-2 è il risultato corretto ed è un toccasana per lo Spezia: se i Crociati tre anni fa al Picco godevano per la promozione in Serie A, oggi forse in Liguria hanno perso uno degli ultimi treni per la permanenza nella massima lega;

– D’Aversa è zavorrato dagli infortuni che hanno bersagliato il reparto offensivo, ultimo quello di Cornelius nel riscaldamento. Allora va col trio di piccolini composto da Mihaila, Brunetta e Karamoh. Proprio quest’ultimo nel primo atto della recita del Picco fa il bello e il cattivo tempo, sbloccando il match con un mancino da cineteca e facendo venire il mal di testa al dirimpettaio Bastoni. Raddoppio di Hernani con tocco sotto porta da calcio piazzato, con gli Aquilotti che si imbambolano per dieci fatali minuti;

– A inizio secondo atto Italiano cambia due interpreti della mediana – Ricci e Estevez out, Sena e Acampora in – lasciando in campo capitan Maggiore. E’ l’intuizione giusta, perché proprio Maggiore con una super giocata fa segnare a Gyasi la marcatura della speranza. Il mister dei padroni di casa rischia l’azzardo e mette Nzola per Bastoni, un’all in con quattro attaccanti e ripaga subito perché Gyasi fa doppietta ed è un 2-2 ossigenante per i liguri;

– I Ducali invece si fanno rimontare per la seconda volta consecutiva nonostante le due reti di vantaggio, come successo settimana scorsa con l’Udinese. Sono 4 punti rimasti lì che potrebbero risultare determinanti per la retrocessione, dal momento che il Parma è penultimo e non gioisce dal 30 novembre. L’alibi delle impoverite soluzioni del ventaglio d’attacco ha un peso specifico indicibile per oggi, ma D’Aversa doveva avere più coraggio e non togliere Mihaila e Karamoh, i due migliori, per difendersi ancor di più. Con questa mossa impaurita ha tolto gli unici elementi che garantivano imprevedibilità, con la sua squadra che ha sempre lasciato il pallino agli avversari. Ad ogni modo Kucka è da lacrime agli occhi per quanto predichi nel deserto, Conti invece è stato un telepass per Gyasi;

– Sull’altro fronte la truppa di Italiano dimostra di saper districarsi da situazioni impantanate, come il doppio svantaggio odierno. Ci piace come il mister degli Aquilotti abbia rivoluzionato la sua squadra, giocandosi il tutto per tutto e venendo premiato con un pari di platino. A fine febbraio lo Spezia si ritrova con 10 tacche maggiori di distanza dal terzultimo posto – attendendo Crotone vs Cagliari – ed è affascinante assistere ad un allenatore che vuole imporre il suo gioco propositivo e la sua mentalità per scrivere capitoli prestigiosi, con l’obiettivo finale di mantenere i suoi in Serie A; si tratterebbe di un piccolo miracolo calcistico vedendo le risorse dei liguri paragonate a quelle del Parma.

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.