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, , 25 Febbraio 2021

Considerazioni sparse post Napoli-Granada (2-1)


Il Napoli vince ma lascia la competizione, pagando caro i soliti errori ma facendo vedere qualche traccia di luce.


- Napoli che vince ma è una vittoria di Pirro: il gol di Montoro è l'annunciato foglio di via per gli azzurri dall'Europa League;

- Una gara dalle diverse facce: dopo un inizio scoppiettante e una parte centrale in cui non sono mancate trame di gioco, finisce poi per spegnersi lentamente con un finale nel quale, fra infortuni, palesi perdite di tempo e momenti di nervosismo vari, si è giocato davvero molto poco;

- Nella ripresa si è visto un Napoli tutto sommato sufficiente, o che quanto meno ci ha provato a creare qualcosa in fase offensiva. Gli azzurri, messi spalle al muro, trovano le forze (o forse l'incoscienza) per giocare a calcio e farsi vedere nei pressi dell'area di rigore spagnola. Poco per ribaltare il proprio destino, forse troppo poco in generale: ma per i tempi che corrono è già un segnale;

- Vedere il Granada di oggi accresce i rimpianti del Napoli: gli spagnoli sono una squadra sì organizzata, ma che in generale sembra non degna delle connazionali che hanno scritto grandi pagine di Europa League. I fatti però dicono che sono agli ottavi, e lo sono meritatamente: i demeriti degli azzurri però sono evidenti;

- Nel Napoli prova positiva di Zielinski e Fabian, buono l'ingresso di Ghoulam e Mertens, che pur lontani dalla condizione ideale hanno fatto la loro parte una volta chiamati in causa. Bocciata la difesa in toto: subire gol a difesa schierata, coi centrali indecisi su chi dovesse prendere in consegna l'autore della rete, è un indizio sufficiente per finire dietro la lavagna.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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