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Di Francesco
, 24 Febbraio 2021

Incubo a Cagliari


Breve racconto dei sei mesi trascorsi a Cagliari da Eusebio Di Francesco: tragedia annunciata o clamoroso naufragio?

Prologo

Agosto 2020: classica bollente estate cagliaritana. L’euro-Cagliari di Rolando Maran è già un lontano ricordo: da inizio dicembre i rossoblù hanno iniziato la loro parabola discendente (il momento esatto del trauma lo trovate qui), il tecnico trentino ha perso addirittura la panchina, affidata al classico traghettatore, Walter Zenga, che salva la squadra senza patemi. Giulini non conferma l’Uomo Ragno, crede che sia tempo di un nuovo progetto, una ventata d’aria fresca. 

In Sardegna arriva Eusebio Di Francesco, reduce da un precoce esonero blucerchiato, ma ancora pieno di credito come profeta di un bel calcio offensivo. Con lui, in sostanza, deve arrivare l’agognato salto di qualità: basta quattordicesimi posti, è ora di spostarsi nella metà sinistra della classifica.

di francesco

Estate

Il calciomercato, per l’arrivo di un maestro come il tecnico abruzzese, non può essere lasciato al caso. Ebbene, Giulini ed il DS Carta non regalano a Di Francesco una rosa adatta al suo 4-3-3. Certo, il clima è ancora idilliaco, ma siamo sicuri che già in estate qualche fantasma abbia iniziato ad infestare la fragile mente di Eusebio.

Facciamo tre esempi: in difesa, arriva Diego Godìn.
Meno male, si dovrebbe pensare, ma attenzione: il caudillo uruguayo, ormai 34enne, non pareva così adatto a guidare una linea difensiva chiamata a calpestare la linea di metà campo, e a coprire una spropositata prateria di profondità alle proprie spalle.

A centrocampo, dall’Ajax giunge il rumeno Razvan Marin per la bellezza di 12 milioni di euro.
Stesso procuratore di Di Fra, viene presentato come un regista (e così sarà effettivamente utilizzato) quando di mestiere fa la mezzala di corsa e inserimento.

In attacco, poi, casca l’asino: il top scorer della stagione precedente, João Pedro, è un equivoco tattico che cammina. Non è davvero un centravanti, non è un’ala sinistra, che sia un trequartista? Sì, peccato che il ruolo non sia contemplato dal modulo di Di Francesco.

Ultimo ma non ultimo, il mancato arrivo di Radja Nainggolan, chiesto a gran voce dal suo ex allenatore, ma rimasto all’Inter dopo un lungo tira e molla.

Autunno

Nelle prime uscite, il nuovo Cagliari sembra in difficoltà, ma nulla che un periodo di rodaggio tattico non possa risolvere. 1-1 a Reggio Emilia col Sassuolo, con pareggio neroverde nel finale, poi sconfitte in sequenza contro la Lazio in casa e a Bergamo per 5-2. Bottino magro, compensato però dalle prime due vittorie stagionali: 2-3 a Torino con i granata - con la coppia João Pedro-Simeone in grande spolvero - e 4-2 in casa con il Crotone, ancora il brasiliano e Sottil sugli scudi. C’è già chi rilancia ambizioni europee, mentre Di Fra ha cucito un abito inedito per il suo Cagliari: 4-2-3-1, con João Pedro sottopunta, Rog e Marin a fare da cerniera, Nàndez dirottato sulla fascia destra a faticare e mettere cross.

È sconfitta per 3-2 a Bologna, qualche ingenuità di troppo che non preoccupa, seguita da una convincente vittoria casalinga per 2-0 sulla Samp di Ranieri. Eusebio gongola in conferenza stampa, i tifosi vedono sprazzi di bel gioco, la classifica parla di 10 punti in 7 partite. La sconfitta dello Stadium con la Juve non spaventa nessuno, mentre lascia qualche perplessità il 2-2 interno con lo Spezia: il Cagliari regala il primo tempo, ribalta nella ripresa, ma è raggiunto al 94’ da un rigore di Nzola; l’aggancio al treno europeo fallisce, ed è solo l’inizio della caduta.

Sconfitta in casa con l’Inter in mezzo a due pareggi esterni, incoraggiante l’1-1 di Verona, da sbadigli lo 0-0 del Tardini, poi altro pari interno con l’Udinese. All’Olimpico contro la Roma, una prima tragedia: Marko Rog si rompe il crociato, per il croato è stagione finita, il Cagliari gioca benino ma concede molto e perde 3-2.

Inverno

I quattro schiaffi subiti in casa col Napoli sono il preludio al mercato di riparazione.

Arriva subito Nainggolan, che fa in tempo a perdere con i compagni la sfida interna col Benevento. A Firenze, un Cagliari meno spavaldo sbaglia un rigore con João e perde 1-0. Nel mentre, proprio dai viola arriva Duncan, che scende in campo nella sconfitta interna col Milan. L’ultima di andata è a Marassi col Genoa: 1-0 per il Grifone nonostante una discreta prova della banda del Di Fra, al quale non solo viene confermata la fiducia, ma perfino rinnovato il contratto.

Il resto è storia recente: nelle prime quattro del girone di ritorno arriva solo il punto interno col Sassuolo (altro psicodramma con il pari di Boga al 94’), seguito dalle sconfitte con Lazio, Atalanta e Torino.

Epilogo

Di Francesco aveva perfino abiurato la difesa a quattro, cosa per la verità già sperimentata a Roma, e aveva sistemato un Cagliari più guardingo, disegnando un 3-4-2-1, con l’arrivo di Rugani a rinforzare la retroguardia e Nainggolan a giostrare da trequartista.

Non è bastato, perché la gara interna di venerdì scorso con i granata era davvero l’ultima spiaggia: lo stacco di testa di Bremer sopra un timido Godìn è l’ultima istantanea di un’altra avventura maledetta per Di Francesco. Esperienza, come detto, iniziata nel segno degli equivoci tattici forniti dalla società, ma proseguita mettendoci del suo, senza se e senza ma.

Il gol che ha condannato, definitivamente, Difra.

Le facce da limone in zona mista, le scuse accampate dopo alcune sconfitte ingiustificabili, gli esperimenti falliti. Tutto questo è riconducibile ad una gestione del gruppo che vale i 15 punti in 23 giornate collezionati dalla banda rossoblù.
Ciliegina sulla torta: Di Fra ed il suo oneroso staff non hanno rassegnato le dimissioni (come da presunto gentleman agreement col patron Giulini), ma sono stati esonerati in blocco, eccezion fatta per il preparatore dei portieri Orlandoni; quasi 4 milioni di euro netti che graveranno pesantemente sul bilancio della società di via Mameli.

Se gli errori in panchina possono essere perdonati, la mancanza di spessore morale no: e pensare che era l’unica caratteristica che nessuno gli aveva ancora contestato.

Panchina a Leonardo Semplici, 15 giornate per sperare nel miracolo. Nel frattempo, anche a Cagliari, come a Roma e Genova, non rimpiangeranno il maestro abruzzese, c’è da scommetterci.


  • Nasce a Cagliari nel 1991, ovvero mentre al potere c’è El Principe Francescoli. Bartender per professione in omaggio a Fábian O’Neill, malato di fútbol per vocazione. Si sfoga su Ultimo Tango a Cagliari, scrive per Sportellate e Il Calcio Latino.

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