Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Mondiali di Cortina 2021

cortina 2021

Un Mondiale leggermente sotto le attese per i colori azzurri, ma che fa davvero ben sperare per la buona riuscita dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026.


– A sedici anni dall’edizione di Bormio/Santa Caterina Valfurva, i Mondiali di sci alpino tornano in Italia e lo fanno in grande stile. A Cortina si è chiuso il primo grande appuntamento di un percorso che conduce dritto dritto verso i Giochi Olimpici del 2026, che la località dolomitica condividerà con Milano in un esperimento tanto curioso quanto affascinante. La location è splendida e il livello delle piste veramente eccezionale, peccato per due cose: il maltempo che ha funestato i primi due giorni di manifestazione (neve prima, nebbia poi) e soprattutto l’assenza del pubblico a fare da ciliegina sulla torta sul contesto. Nel 2026 abbiamo intenzione di recuperare con gli interessi;

– Passando al piano sportivo, non vogliamo assolutamente nasconderci: per i colori azzurri è stata una rassegna al di sotto delle aspettative. Nel mezzo di una stagione ricca di soddisfazioni ci auguravamo che il Mondiale casalingo potesse arrivare a coronare le grandi qualità dei nostri atleti, riempiendo il medagliere di metalli e le nostre corde vocali di urla di vittoria. Gli azzurri chiudono invece con due medaglie: l’oro ex aequo vinto da Marta Bassino nella gara più polemizzata del Mondiale (quel gigante parallelo a cui va urgentemente cambiato il format) e l’argento spettacolare e inatteso conquistato da Luca De Aliprandini nel gigante maschile, probabilmente l’unica gara del calendario in cui i nostri colori partivano quasi completamente senza ambizioni. Il mondo alla rovescia. Come spesso succede nel mondo dello sci;

– Per la verità l’infortunio della punta di diamante della squadra Sofia Goggia nella settimana antecedente al Mondiale ci aveva preannunciato che potesse essere una rassegna sfortunata. La sfortuna ci ha regalato tre quarti posti, quello di Elena Curtoni in combinata, di Alex Vinatzer in slalom speciale nell’ultima gara della rassegna e quello di Dominik Paris in discesa libera. Quest’ultimo era la più grande incognita del team azzurro, perchè veniva da una stagione difficile post infortunio, ma si era dimostrato in palla nelle ultime gare. Il quarto posto nella discesa libera e il quinto del SuperG sono chiara sintesi di questi due mondi, anche se tirando le somme Domme ha pagato soprattutto i suoi errori. E per questo se ne va con dei rimpianti;

– Con gli italiani delusi (anche da Marta Bassino era lecito attendersi qualcosina in più nella prova di slalom gigante) tocca a Austria e Svizzera incoronare il Re e la Regina dei Mondiali dolomitici. Vincent Kriechmayr domina le discipline veloci e si candida a nuovo simbolo del movimento recentemente rimasto orfano di un signore come Marcel Hirscher. Lara Gut-Behrami (sí, è sposata con Valon, il centrocampista del Genoa) scherza le avversarie in SuperG, è bronzo in discesa e si prende il lusso di beffare la Shiffrin in gigante. Giusta menzione anche per Katharina Liensberger, classe ‘97 destinata a dominare nelle discipline tecniche;

– Difficile trovare un grande deluso in una rassegna iridata in cui più o meno tutti i campioni hanno piazzato una zampata medagliata. Tra chi non arriva nemmeno vicino alla medaglia, forse il nome più importante è quello della nostra Federica Brignone, decisamente sottotono e incapace di arrivare al traguardo in entrambe le prove tecniche. Un nome che si presentava per dominare il Mondiale e si deve accontentare di un bottino ridotto è Alexis Pinturault, che però è già proiettato sulla terapia consolatoria: la Coppa del Mondo generale.


 

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.