Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Mondiali di Biathlon, Pokljuka 2021


Il Biathlon ha visto concludersi nel fine settimana la sua rassegna iridata in quel di Pokljuka, Slovenia. La Norvegia non ha tradito le aspettative, mostrando al mondo un altro possibile cannibale della disciplina in campo maschile. Italia delusa, con più di un rimpianto.


– L’uomo copertina di questi Mondiali non può che essere Sturla Holm Laegreid. Il norvegese classe 1997 esce dalle due settimane in terra slovena con quattro medaglie al collo, due delle quali a livello individuale. Quel che più ha stupito, però, è la sua tenuta di gara, da assoluto dominatore del circuito. Individuale e Mass Start conquistate, mettendo sulla neve un ritmo sugli sci insostenibile per la concorrenza e con un solo errore al tiro nell’ultima gara di ieri. Un anno fa guardava tutti dal divano, oggi è pronto a dominare la disciplina;

– Due parole anche sul grande deluso e attuale leader di Coppa del Mondo (nonché assoluto padrone del Biathlon post era Fourcade) che conclude questi Mondiali con le ossa rotte. Stiamo parlando di Johannes Boe, il cui dominio inizia leggermente a scricchiolare. Un solo podio a livello individuale nel format a Inseguimento, ottenuto con un recupero poderoso sugli sci dopo due errori nelle sessioni di tiro centrali della gara. Errori al tiro letali e frequenti per il più vecchio dei fratelli Boe, che ha dimostrato ancora una volta di essere il più forte fondista del lotto, se mai ce ne fosse bisogno. Dovrà ora guardarsi le spalle dal Laegreid di cui sopra, per quello che si pregusta come un duello rusticano in salsa norvegese tutto da gustare;

– Al femminile abbiamo assistito a una Tiril Eckhoff semplicemente ingiocabile. La fuoriclasse norvegese ha cannibalizzato la prima parte di rassegna con la doppietta Sprint-Inseguimento. Condotta di gara da vera leader, un tiro che in passato ha lasciato qualche speranza alla concorrenza e che invece ha dato a lei solide sicurezze in questi Mondiali. Qualche pasticcio solamente nella Mass Start di ieri, conclusa però con una rimonta furiosa che le è valsa il terzo posto finale. Un sorpasso simbolico, che ha scalzato Marte Roeiseland dal podio e ha avvicinato ancora di più la Coppa del Mondo generale verso casa Eckhoff;

– Tanta, troppa Norvegia ma non solo. I Mondiali di Pokljuka hanno infatti regalato soddisfazioni anche a Svezia e Francia, storiche rivali della corazzata nordica. Jacquelin (con Fillon Maillet erede del già citato Fourcade) dopo il terzo posto nella gara Sprint, si è preso l’oro nell’Inseguimento. Un tiro che porta a scuola tanti, se non tutti, con una velocità di rilascio da far spavento. Svedesi che invece conquistano la Sprint con Ponsiluoma, atleta che partiva un gradino sotto rispetto ai favoriti, unico outsider dei quindici giorni iridati. Al femminile onore alla ceca Marketa Davidova, spesso discontinua ma capace di esaltarsi a Pokljuka nella gara a Inseguimento e all’austriaca Hauser che ha chiuso la rassegna con la regale vittoria nella Mass Start, in quella che è per lei la stagione della vita;

Capitolo azzurri. Rimpianto e delusione rimangono, perché le occasioni ci sono state. Una su tutte nella staffetta Singola Mista, nella quale l’Italia, con Dorothea Wierer e Lukas Hofer è arrivata a sparare per l’oro. Il Mondiale di Pokljuka è il primo dal 2013 senza medaglie per i colori azzurri. Un bilancio che di conseguenza non può far sorridere, tanto più se il pensiero corre alla manifestazione iridata di Anterselva di un anno fa. Tanti i giovani lanciati, soprattutto in campo maschile, con i due classe 2000 Bionaz e Giacomel protagonisti di un positivo esordio iridato. Un evento sloveno che ha certificato la competitività di Hofer, capace di lottare tra i grandi e con una condizione sugli sci invidiabile. Wierer non è invece quella che ci ha da sempre abituato, con uno stato di forma altalenante in questa stagione. La classe ovviamente non si discute e da questa è doveroso ripartire.


 

Classe 1994, nato a Treviso. Bianconero fin dai primi respiri, traumatizzato fin da Manchester 2003. Attratto dallo sport a tutto tondo, amante incallito dei colpi di genio. Lascio alla scrittura raccontare questa passione, sperando in un futuro a tinte giornalistiche. Progetto da tempo l'elisir di lunga vita per Re Roger.