Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post 26esimo turno di Ligue 1

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PSG, all-in sulla Champions? Le pretendenti ci sperano mentre a Marsiglia si attende l’annuncio di Sampaoli.


– Riprendiamo da dove abbiamo lasciato nelle ultime “considerazioni sparse”, ossia dalla proiezione del CIES della classifica finale di Ligue 1 stagione 20/21. Molti potevano essere sorpresi dal fatto di non vedere il PSG campione di Francia. Ovviamente l’algoritmo non poteva prevederlo, tuttavia nella sconfitta dei parigini contro il Monaco sono racchiusi i principali motivi per cui il club potrebbe perdere lo scettro dopo tre anni. Esploriamo solamente quello più sottovalutato dalla stampa estera: la concorrenza in panchina. Rudi Garcia, Cristophe Galtier e Nico Kovac non vanteranno lo stesso clamore di Mauricio Pochettino (anche se il tecnico croato aveva già umiliato 7-2 l’argentino in un Tottenham-Bayern del 2019), eppure in ciascuno degli scontri diretti hanno messo a nudo le difficoltà strutturali del PSG. La vittoria monegasca al “Parc Des Princes” diventa seduta stante il capolavoro tattico di Niko Kovac, un vero e proprio scacco matto che prende forma minuto dopo minuto: dalla marcatura asfissiante su Mbappé, affidata a tre pitbull come Disasi, Diop e Aguilar, a una compattezza del 4-5-1 che ha ridotto drasticamente la pericolosità dei parigini in zona-gol (appena un tiro in porta). Tanti anche gli errori di Pochettino, su tutti la gestione del centrocampo eccessivamente muscolare e poco creativo. Se a questo sommiamo che alla squadra del Principato è andato tutto liscio come l’olio, dall’ennesimo gol di Maripan alle assenze di Neymar e Di Maria, la sintesi è molto semplice: ci sono tutti i segnali per il passaggio di consegne;

– Nonostante il vento sia tornato decisamente a favore dopo l’arrivo di Kombouaré, a Nantes tiene banco la diatriba a distanza tra i tifosi canarini e il presidente Waldemar Kita. In che modo? Attraverso l’espressione “Kita Circus”, che ormai il popolo gialloverde conosce a memoria. C’è dunque modo e modo di contestare la proprietà, assaltando per esempio il centro sportivo oppure affiggendo per la città cinquemila manifesti con l’immagine di un clown. Un modo alternativo di protestare che tuttavia non ha trovato particolare accoglimento da parte del diretto interessato, alla guida del club dal 2007. Ad agitare le acque sono state alcune recenti dichiarazioni rilasciate da Halilodzic, ex-allenatore del Nantes tra il 2018 e il 2019 e l’attaccante ora in forza al Lione Islam Slimani, il quale ha parlato di “mancanza di rispetto” come motivo scatenante la sua decisione di non approdare sull’Atlantico nel 2013;

Sarà pronto nel 2024 il futuro “Stade Louis Nicollin”, prossima casa del Montpellier. Mancava l’ultimo tassello, ovvero la collocazione geografica successivamente indicata nel comune di Perols, a sud-est del capoluogo dell’Herault, posizione strategica per i collegamenti su strada e via aerea. Le stime parlano di una capienza di 25mila spettatori e di un costo pari a 180 milioni, interamente coperto privatamente. L’impianto sarà concepito nella moderna tradizione funzionale, dunque come luogo sociale ricco di servizi e fruibile sette giorni su sette. Il nuovo stadio, dedicato allo storico presidente deceduto nel 2017, sostituirà l’attuale casa della Mosson, pronta ad andare in pensione dopo 52 anni e uno storico campionato vinto nel 2012;

Continua a tener banco la fragile situazione economica dei club. Dopo lo choc dell’abbandono di Telefoot, permane grande incertezza di fronte alle prospettive finanziarie che i club si troveranno ad affrontare a partire dalla prossima stagione. Le prime a muoversi optando per una riduzione dei salari dei loro dipendenti sono state Lens e Reims. I Sang et Or dovrebbero attuare una rimodulazione dal 5% al 20% trasversale alle categorie, mentre il club dello Champagne fa sapere di aver ricevuto una lettera firmata dai giocatori. L’inizio di un effetto domino?;

– Testa a testa su quale palafitta scricchioli maggiormente tra Rennes e Marsiglia. A questo giro puntiamo sui Rouge et Noir, il cui ruolino recita zero vittorie nelle ultime sei gare e contemporanea eliminazione dalla Coupe de France, vinta nel 2019. È però l’atteggiamento del club a inasprire i toni dei tifosi, per nulla rassicurati dalle parole di Holveck e Stephan. La sensazione è che l’immediato futuro societario sia fortemente in bilico, specialmente per i conti in rosso dopo la campagna acquisti tanto faraonica quanto infruttuosa della scorsa estate. E se non arriverà la qualificazione in Europa ecco che le porte girevoli potrebbero essere un’ipotesi tutt’altro che remota.


 

Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.