Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Parma-Udinese (2-2)


A chi ha avuto il coraggio di guardare l’anticipo della domenica, Parma e Udinese regalano una divertentissima partita e si spartiscono la posta in palio.


– Nel lunch match della 23sima giornata, Parma e Udinese danno vita ad una partita tanto divertente quanto maschia e si spartiscono il bottino in palio, guadagnando un punticino che serve ben poco agli uomini di D’Aversa, che non muovevano la classifica dall’1 a 1 contro il Sassuolo del 17 gennaio. I friulani offrono invece una buona prova d’orgoglio dopo la sonora sconfitta della settimana scorsa contro la Roma e, soprattutto, dopo essere andati in svantaggio di due reti contro i ducali;

Il primo tempo è tutto a stampo Parma: Cornelius ci mette 3 minuti ad interrompere un digiuno che durava da sei mesi e mezzo, svettando tra i tre centrali bianconeri e insaccando di testa alle spalle di Musso su suggerimento di Pezzella, e Kucka, alla mezz’ora , trasforma in maniera glaciale il rigore guadagnato da un vivacissimo Mihaila. I gialloblu pressano alti e inscenano buonissime trame di gioco, cosa che raramente abbiamo visto nella prima parte di stagione: al contrario l’Udinese è vittima della troppa imprecisione sugli esterni e sulla trequarti e al 45’ rientra frastornata negli spogliatoi;

Nel secondo tempo il copione si ribalta completamente: Gotti azzecca tutti i cambi, Molina e Ouwejan sono argento vivo sulle fasce, Okaka subentra ad un inconsistente Llorente e timbra, al 64’, il gol che riapre la partita e restituisce speranza ai friulani, correggendo alle spalle di Sepe la solita pennellata di De Paul. Il Parma paga i ritmi altissimi del primo tempo e alla lunga si spegne. I cambi di D’Aversa non risultano all’altezza dei titolari e così, a dieci dal termine, dopo aver inserito Bruno Alves per irrobustire la difesa, incassa il pareggio di Nuytinck, che sovrasta proprio il portoghese e, ancora di testa, riequilibra la contesa. Gli ultimi minuti sono frizzanti ed emozionanti, con gli emiliani che vanno vicinissimi alla vittoria prima con Gagliolo e poi con Cyprien: il pareggio, per come si è evoluta la gara, sembra il risultato più giusto;

– Tra le fila ducali, Andreas Cornelius merita una menzione particolare: il danese, oltre al gol, offre la miglior prestazione della sua, fin qui, deludente stagione, facendo reparto da solo e risultando prezioso anche in fase di ripiegamento; Kucka continua a dimostrare di essere uno dei centrocampisti più completi della serie A (5 dei 16 gol del Parma, in questa stagione, portano la sua firma), mentre difensivamente i gialloblu si dimostrano ancora una volta troppo fragili e perforabili. Bene anche Mihaila, che non fa rimpiangere un sempre più svogliato Gervinho (escluso dai convocati per scelta tecnica, insieme a Kurtic, per il poco impegno mostrato in allenamento);

– Nell’Udinese, come di consueto, brilla la stella di De Paul: l’argentino è il sole attorno al quale ruotano tutte le azioni pericolose dei friulani e corona la sua partita di oggi con uno splendido assist per Okaka (perché non schierarlo da subito al posto di un Llorente visibilmente fuori forma?); bene anche Molina e Ouwejan, che hanno saputo accompagnare ogni sortita offensiva della squadra di Gotti con intensità e precisione (doti venute a mancare nel primo tempo ai gemelli Zeegelaar e Stryger Larsen). Malissimo Becao, travolto dal dinamismo di Mihaila e sostituito nell’intervallo, e Pereyra, che si è rivelato un pesce fuor d’acqua nel ruolo di vice Deulofeu.

Fausto Nardone, nato a Verona nel ’93, anno in cui il suo idolo Pinturicchio rinunciò alla tavolozza dei colori per iniziare a dipingere solo in bianco e nero. Tifoso juventino e avellinese grazie (o a causa) di suo padre, adora l’estetica concreta di Guardiola, la variante Ascari di Monza e il rovescio a una mano di Federer. Si guadagna la pagnotta occupandosi di comunicazione e marketing ed extra-sportivamente ama cucinare, viaggiare per ostelli, guardare Cinepanettoni e ascoltare i Red Hot Chili Peppers. Il suo ricordo sportivo più bello? Stagione 2002/2003, campionato di Serie C1, Stadio Partenio-Lombardi: Avellino 3 - Benevento 1.