Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Cagliari-Torino (0-1)


Nicola si dimostra a suo agio nelle sabbie mobili della lotta salvezza, e guida il Torino ad una vittoria pesantissima in una partita lontanissima dal concetto di calcio-champagne: per il Cagliari è notte fonda.


Alla Sardegna Arena va in scena il più classico degli spareggi salvezza: il Cagliari era reduce da 1 punto nelle ultime 9 gare, il Torino in lenta ripresa dopo l’arrivo di Nicola. Chi cercava una partita gradevole per il suo venerdì sera ha sbagliato indirizzo, perché il match tra le deluse di questa stagione è davvero di una pochezza tecnica disarmante: ne esce una vittoria che vale doppio per i granata, che staccano proprio il Cagliari nella corsa salvezza (ora +5);

Il Torino tira fuori dalla naftalina l’abito di mazzarriana memoria e si dimostra cinico oltre l’inverosimile, segnando al primo tiro in porta su corner (a metà secondo tempo). Va detto però che la fase difensiva granata stasera ha retto bene, e che il rientro dei senatori Izzo e Nkolou si è fatto sentire non poco, e Bremer ha addirittura segnato la rete decisiva: se è vero che in ottica salvezza la prima regola è prendere pochi gol, il Toro sembra averla capita benissimo;

– Nel primo tempo i rossoblù a dire il vero avevano cominciato meglio, aggrappandosi alle incursioni del Ninja Nainggolan (che crolla alla distanza) ma risultando troppe volte imprecisi dalla trequarti in poi. Joao Pedro e Simeone (e poi Cerri e Pavoletti) dimostrano nei fatti i motivi della sterilità offensiva isolana, un problema non da poco se pensiamo che la salvezza deve necessariamente passare dai loro gol;

– Dall’arrivo di Nicola per il Toro sono 7 punti in 5 gare, un ruolino di marcia importante se ti devi salvare. Certo, questo risultato non deve ingannare, perché oltre alla difesa la pochezza del gioco granata resta disarmante: il centrocampo oggi non ha mai acceso la luce, gli attaccanti sono anime in pena, Zaza è lontano parente di quello visto a Sassuolo e Valencia ed anche Belotti sembra meno lucido sotto porta. Insomma, messo questo pesantissimo mattone, guai ad abbassare la guardia;

Per il Cagliari questa sconfitta sa di condanna quasi definitiva. La squadra su cui fare la corsa era proprio il Torino, da cui a questo punto la distanza aumenta ulteriormente. Gli isolani dopo una buona partenza stanno vivendo un vero e proprio tracollo di prestazioni e risultati, e la panchina di Di Francesco traballa non poco: da qui alla fine c’è da  invertire una situazione drammatica, e non è così certo che sia il tecnico abruzzese a tenere il timone in questa rincorsa.


 

Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.