Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Verona-Parma (2-1)


Dimarco e Barak trascinano il Verona e fanno sprofondare ulteriormente il Parma.


– Due squadre gialloblù, due squadre fisiche, con una – quella di casa – che solitamente impone ritmi alti di gioco, mentre l’altra – i Crociati – solitamente aspettano per pungere in contropiede. Ne nasce un match che va ad intermittenza, ma alla fine al Bentegodi la spunta la squadra più forte e più propositiva, vale a dire il Verona, per 2-1;

– Pronti, partenza e due gol per rendere subito esplosivo il match. Lovato e Silvestri non si intendono, allora l’estremo portiere scaligero in uscita bassa affossa Karamoh; Kuco dal dischetto è freddo e si dimostra l’unico in grado a segnare tra le fila dei Ducali. Passa un soffio di vento e l’Hellas riequilibra tutto con l’autogol di Grassi che non riesce a salvare sulla girata volante di Dimarco;

Da lì l’Hellas prende in mano la bussola dell’incontro, sfruttando un inesauribile Dimarco e il suo mancino prelibato fonte di gioco e di cross perpetui zuccherati. L’ex di giornata su punizione disegna un arcobaleno di pregevole fattura, ma Sepe è miracoloso. Nella ripresa da corner arrotante del solito Dimarco è uno stacco poderoso di Barak a completare la rimonta vincente per i suoi ed è il 1000esimo gol dei veronesi in Serie A;

– Dimarco più altri 10, verrebbe da dire, perché la truppa di Juric ha tanti soldati valorosi, ma il fluidificante sinistro stasera è stato il coltellino svizzero che ha disarcionato il binario destro dei Ducali di uno stordito Conti. Menzione d’onore per il sacrificio costante di Lasagna e le intuizioni negli spazi di Barak. Il Verona era pure senza due frombolieri del calibro di Zaccagni e Faraoni squalificati, con una variabile offensiva come Kalinic fuori per infortunio, però è di tempra forte, rispecchiando il suo tecnico, e ha preso tre punti dorati, supportato dalle colonne del trio difensivo Cetin-Gunter-Lovato. Dopo due passi falsi di seguito l’Hellas va a 33 gettoni e mette in cascina una piccola ipoteca per la salvezza;

– Sull’altro fronte ci si lecca le ferite per il quarto k.o. consecutivo e la classifica dei parmensi è drammatica. Penultimo posto a 13 punti, a 4 tacche di distanza dal Toro quartultimo, e scenari burrascosi futuri fanno da preoccupanti visioni al team con il “D’Aversa bis” che non decolla ancora. Il piatto offensivo dei Crociati chiede pietà. Cornelius e Gervinho sono protagonisti perenni di “Chi l’ha visto” e oggi dopo il provvisorio vantaggio di Kucka i Ducali non hanno più fatto nulla, eccezion fatta un colpo di testa nel finale del giovane neo arrivo Zirkzee, su cui, visti gli infimi risultati degli uomini offensivi dei parmensi, si posano le speranze di permanenza del Parma.

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.