Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Kyrgios-Humbert (5-7 6-4 3-6 7-6 6-4)

kyrgios

Ci mancavano questi secondi turni da psicodramma. Ci mancava Kyrgios. Ma soprattutto ci mancava il tifo australiano da stadio.


– Nella notte australiana va in scena un secondo turno freschissimo, che ci regala un giro sulle montagne russe nella testa di Kyrgios (che se la prende prima con la bella giudice e poi con la macchinetta del net) e un assaggio del più promettente enfant della racchetta francese. Il match ci ha confermato che vincere o perdere le partite dipende tutto dalla volontà di Nick Kyrgios (top 10 a parte). A un passo dal baratro sul match point per Humbert nel 4º, l’australiano si rilassa e inizia a giocare a braccio sciolto. Tie-break perfetto, pioggia di vincenti umilianti e quinto set sulla cresta dell’onda. Al prossimo turno troverà Thiem. Si salvi chi può;

Humbert è un giovane da incorniciare. Andatevelo a vedere. Umile, affilato, combattente. Impassibile davanti alle bizze dello spaccone di Canberra, sciorina un tennis aggressivo, mancino e intelligente per 5 set. Nulla da recriminare se Kyrgios accende la luce e indovina un quinto set quasi perfetto. Il francese è da tenere d’occhio;

– Nota di merito a Marijana Veljovic, la bella giudice di sedia. Al di là dell’innegabile avvenenza, che di sicuro attrae di più dei sorrisi affettati di Mohamed Lahyani, la bravissima serba contiene le lamentele di Kyrgios con durezza ma senza scadere nel protagonismo arbitrale e lasciando correre una partita stupenda. Un gold badge da giudice non si ottiene per caso. Competente;

– Le molteplici scenate di Kyrgios contro l’arbitro e la macchinetta che segnala il “Let” (sic, si dice così in realtá) sul servizio, hanno un che di John McEnroe contro il gesso delle righe di Wimbledon, ma decisamente più tamarro. Come Mac lo si perdona solo perchè poi è troppo impressionante da ammirare in campo. YOU CANNOT BE SERIOUS;

Che bello vedere lo stadio pieno. E il tifo di parte, si anche quello. Lo facciamo noi a Roma per Fognini e lo fanno anche quegli scalmanati dei fanatici australiani. Con applausi e ovazione finale anche per lo sconfitto, perchè questo è il tennis.


 

Nato il 01/01/1996 chiedendosi perché tutti gli facessero gli auguri. Di buon anno. Cremonese di nascita, milanese d’istruzione. Laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità e Master in Arti e Mestieri del Racconto, tutto in IULM. Creativo da tastiera. Scrittore, ex-tennista, cinemaniaco. Segue uno stile ma non la moda. Ama la letteratura americana, la Toscana e i fumetti di Corto Maltese.