Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Super Bowl LV

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Tom Brady trionfa ancora e raggiunge quota 7 Super Bowl vinti: ne ha conquistati più lui, rispetto a qualsiasi altra franchigia della NFL.


– Il Super Bowl LV, giocato tra i Kansas City Chiefs e i Tampa Bay Buccaneers, finisce 9 a 31 per i pirati che hanno la fortuna, il merito ed il piacere di festeggiare il trionfo nel loro stadio, seppur in presenza di un pubblico ridotto a causa dell’emergenza COVID (22.000 gli spettatori presenti, 7.500 dei quali erano operatori sanitari vaccinati ai quali sono stati regalati biglietti gratis);

– È inutile girarci intorno: bisognerebbe fare una statua a Tom Brady che a 43 anni (43 ANNI) porta a casa il suo settimo Super Bowl in carriera. Dopo aver subito critiche per una stagione intera ed essere stato continuamente bollato come vecchio, bollito o system qb mette a tacere tutti con l’ennesimo anello al dito. Il buon Tom ha ora in bacheca più Super Bowl rispetto a qualsiasi altra franchigia della NFL;

Siamo sinceri, chi non vorrebbe rinascere Tom Brady?

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– Diciamo la verità: se Brady ha vinto ieri notte, una gran fetta del merito va dato alla difesa stellare di Tampa, che già aveva fatto molto bene in stagione ma ieri sera ha giocato la partita perfetta. Tampa Bay aveva talento anche prima dell’arrivo di Brady, ma TB12 ha portato quel quid in più, quella mentalità tipica degli atleti ossessionati dal vincere (alla Lebron o alla Cristiano Ronaldo per intenderci) che ha permesso il salto di qualità definitivo;

– Tra le fila di Kansas, male Mahomes che non riesce nell’impresa di portare a casa il suo secondo Lombardi Trophy in un back to back che lo avrebbe consacrato nell’Olimpo del football a soli 25 anni. Il consiglio ai tifosi degli Chiefs, resta comunque quello di non disperare: Kansas ha una squadra fortissima e Mahomes un contratto decennale che lo lega ancora a lungo alla franchigia. Sentiremo ancora parlare di lui e dei suoi, potete scommetterci;

Menzione d’onore allo spettacolo offerto durante l’halftime show da The Weeknd. In un epoca dove i concerti sono diventati delle esibizioni in studio senza pubblico, il cantautore canadese ha messo a referto una esibizione stellare davanti ai “solo” ventiduemila spettatori del Raymond James Stadium. Tra scenografie degne di Hollywood ed un esercito di ballerini dal volto bendato, il suo spettacolo merita la visione. Noi intanto cogliamo l’occasione per ringraziarlo: ne avevamo davvero bisogno.

Buona visione e buon ascolto.


 

Studio storia. Vivo tra Milano e Pavia, mi interesso di libri, persone, cose, auto e fogli di giornale.