Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse su Clubhouse

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Cos’è Clubhouse? Perché è l’app del momento? Sarà un must have alla Instragam o un fuoco di paglia? Qualche nostra riflessione.


– Tutti in fissa per clubhouse (noi in primis), ma poi che diavolo è clubhouse davvero? L’app nasce nel marzo del 2020 – periodo lockdown e questo è un fattore da non trascurare – dalla startup Alpha Exploration, guidata da Rohan Seth e Paul Davison. Clubhouse è un’applicazione concepita esclusivamente per i contenuti audio: un incubatore delle chiacchierate a distanza che, proprio in tempi di pandemia, hanno visto un vero e proprio boom e che hanno trovato spazio su milioni di piattaforme diverse;

– Niente foto, stati, aggiornamenti o like. Su clubhouse semplicemente si parla e lo si fa in live e in maniera interattiva, non in stile podcast. E proprio come in una chiacchierata tra vecchi amici che si ritrovano al bar, anche su clubhouse è possibile scegliere con chi e come interagire. Alle “room” aperte da un singolo utente che ne sceglie anche il tema di discussione, si accede con un semplice click. Poi, la possibilità di interagire e parlare all’interno della “room” deve essere confermata dal moderatore (o dai moderatori) della stanza stessa;

Ma perché sta funzionando così tanto nonostante non sia un social tradizionale? Ciò che sta facendo la fortuna dell’ultimo gioiellino made in Silicon Valley al momento è proprio la sua semplicità. Niente di più che una replica di una situazione comune della vita pre-pandemia. Come il trovarsi con gli amici per discutere della partita appena finita, discussione estesa però ad una platea potenziale di persone molto più ampia. Potenzialmente infatti su clubhouse avrete la possibilità di parlare della bellezza dei movimenti di De Paul o dell’ultimo rigore assegnato al Milan non solo con i soliti quattro amici ma anche con tanti altri utenti con la vostra stessa passione e voglia di intervenire sull’argomento, compresi magari qualche giornalista, qualche ex calciatore e sicuramente qualcuno di noi di Sportellate;

– In questo momento, che potremmo ancora definire di early adoption, ciò che sta creando forte interesse è quindi la possibilità di interagire, proprio come in una telefonata di gruppo, con grandi di sport, musica, spettacolo, business o altri mondi senza filtri e con la possibilità di poter avviare una vera conversazione senza dover per forza avere il loro numero di cellulare o contatto Skype. Questo è senza dubbio possibile grazie al numero ancora contenuto di utenti: il fattore esclusività al momento appare un ulteriore elemento chiave della fortuna dell’app. L’esclusività e la possibilità di sentirsi un po’ vip per essersi ritrovati in una room con Biagio Antonacci a parlare di musica è probabilmente ciò che sta spingendo forte l’app in questo frangente storico. In tal senso le scelte strategiche di concedere solo due inviti ad ogni utente che si iscrive all’app e di rilasciare l’applicazione solo per Apple, aumentando l’attesa negli utenti android (che presumibilmente affolleranno i play store non appena sarà possibile scaricare clubhouse anche sui loro cellulari), creano ancora maggiore esclusività e desiderio di esserci;

Dal nulla, potreste ritrovarvi in una “room” a sentire chiacchierare Biagio Antonacci, Red Ronnie, Saturnino, Alberto Ferranini (per intenderci: l’ex motivatore di Bonucci) e Luis Sal, di matrimoni e relazioni sentimentali…

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– Il futuro appare di clubhouse, con già un miliardo di valutazione di mercato e diversi venture capitalist che hanno investito nell’app. Questo vorrà perciò dire larga scala di commercializzazione e di utilizzo, con i download che aumenteranno sino a raggiungere numeri importanti a livello di utenti presenti e attivi. Tutto questo porterà ad una esplosione di room e di persone in ognuna di esse, così facendo scemare l’effetto chiacchierata tra amici con i Montemagno e i Fiorello di turno o comunque rendendo sempre più complesso potervi accedere. Sarà interessante vedere cosa sceglieranno di fare i vip: se preferiranno avere un contatto diretto limitando al massimo gli ospiti in room o se renderanno clubhouse l’ennesimo luogo dove creare contenuti per i fan in maniera autoreferenziale. Questa scelta potrebbe fare molta differenza nel futuro dell’app stessa. Staremo a vedere, con molto interesse e curiosità.


 

Rimini 10/11/1996. Laureando magistrale in Gestione d'Impresa in LUISS, l'unica cosa gestita fino ad ora è il budget da allocare tra i vari Sky, Dazn, Eleven Sport, stadi, scarpe da running, skipass, campi da tennis e calcetto per soddisfare una fame ancestrale ed insaziabile di Sport. Ex arbitro, sogna un calcio dove il direttore di gara non sia l'oggetto di sfogo di una società frustrata.