Interventi a gamba tesa

I 10 giocatori da non acquistare all’asta di riparazione del Fantacalcio

asta di riparazione

Ci sono stati anni in cui ci siamo presentati all’asta di riparazione muniti di tanta determinazione e con la disponibilità a ricorrere a mezzucci sul filo della legalità pur di assicurarci l’acquisto di punta del mercato invernale. Un mercato da sbadigli potrebbe condurre a un’asta un po’ diversa, ma forse proprio per questo bisogna stare ancora più attenti alle trappole disseminate sul percorso.


1. Aleksand Kokorin 
(di Alberto Faini)

In un mercato di Gennaio da sempre dominato da pochi colpi ad effetto e tante scommesse, l’arrivo di Kokorin a Firenze segue perfettamente questa traccia. La Fiorentina di Prandelli, alla disperata ricerca di un centravanti, ha deciso di puntare tutto sul 30enne russo ex Zenit.

Osservando il percorso nel calcio russo di un giocatore come Kokorin, da sempre considerato un prodigio in patria, vediamo subito il profilo di un attaccante estremamente precoce e con talento da vendere, ma discontinuo in maniera preoccupante. Dopo il fulminante esordio a 17 anni con la Dinamo Mosca (più giovane marcatore nella storia del club), la sua carriera è stata un gigantesco rollercoaster, con stagioni giocate ad alto livello alternate ad altre in cui a malapena ha visto il campo. Alle enormi difficoltà nella costanza di rendimento di Kokorin non hanno pesato solamente una serie di infortuni molto seri, ma anche gli assurdi comportamenti fuori dal campo. Non si parla solo di serate in discoteca o comportamenti sconvenienti, come quando venne ripreso mentre sparava in aria con delle pistole ad un matrimonio. Nel 2018 per Kokorin è arrivato addirittura il carcere, con una condanna ad un anno di prigione dopo aver aggredito ripetutamente un funzionario pubblico.

Il più classico dei matrimoni.

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Se il talento di Kokorin non si discute, è proprio questa discontinuità cronica, unita ad atteggiamenti non esattamente professionali, a preoccupare.

A livello di Fantacalcio semplicemente il gioco non vale la candela. Pur trattandosi di un giocatore duttile, nelle gerarchie parte come innesto a partita in corso e Prandelli sta puntando davvero forte su Vlahovic. Giocarsi tutto su un attaccante preso per aggiungere peso offensivo negli ultimi minuti non è esattamente la soluzione ideale, soprattutto nelle complicate aste di Gennaio. E tutto questo senza considerare le difficoltà di ambientamento, da sempre grande ostacolo per tutti i talenti russi in Europa, e la già citata e ormai proverbiale (soprattutto in patria) discontinuità. Certo, non bisogna fraintendere. Sarà davvero interessante vedere in Italia uno dei migliori attaccanti russi della propria generazione. Per il Fantacalcio però, anche per chi ama scommettere, meglio puntare su chi può dare qualche certezza in più.

2. Radja Nainggolan
(di Fabrizio Meco)

Se siete degli inguaribili romantici avrete sicuramente stappato una delle vostre bottiglie migliori alla notizia del ritorno a casa di Radja Nainggolan, sicuri che questo sia il colpo perfetto per rinforzare la vostra rosa. Benissimo se ancora il tappo non è partito posate la boccia e leggetevi tre “perchè “che vi faranno evitare di svenarvi per il Ninja.

Perché non è tutto oro quel che luccica. Il bottino del centrocampista nella stagione passata parla di 6 goal e 6 assist, dati però fuorvianti. Le migliori prestazioni del centrocampista belga sono infatti arrivate sotto la gestione Maran, con un Cagliari che volava e una posizione che liberava l’ex Roma dal ruolo di “tuttocampista”, avvicinandolo alla porta. Queste non sono le condizioni che il ninja troverà nella sua terza avventura sarda, con l’aggravante dell’età che avanza e della tenuta fisica che, complici lo scarso impiego con Conte e un’etica del lavoro non alla CR7, non fanno presagire nulla di buono.

Perché c’è (ancora) Di Francesco. Il buon Eusebio non ci ha ancora capito un granché. Per far rendere al meglio il suo Cagliari ha esplorato moduli differenti, con e senza trequartista o con cinque dietro. Ha provato combinazioni diverse di uomini e situazioni in campo ma senza successo. Pochi punti, tanta fatica a creare gioco e nervosismo che cresce per una posizione lontana dalle aspettative. Sicuri possano arrivare più bonus che malus?

Riuscirà il buon Di Fra a salvare il Cagliari? Noi iniziamo ad avere più di un dubbio.

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Perché i bonus non li porta la cicogna. Il fantallenatore romantico non leggerà nemmeno i primi due punti: lui ha già in mente la valanga di bonus che porterà il suo pupillo. Si ma quali bonus? Se i rigori sono affare di Joao Pedro e le punizioni hanno preso la via della Grecia, con un Lykogiannis ispirato, allora a Radja cosa rimane? Di certo le conclusioni da fuori, sempre che il Cagliari riesca a liberarlo in zona utile, e gli assist. Si ma a chi li dovrebbe fare questi assist? Con un Pavoletti ormai lontano parente di sé stesso e un Simeone ciclicamente allergico al goal, il belga potrebbe trovare più di qualche difficoltà. Troppo poco per garantire i bonus che il romantico si attende dal suo colpo di gennaio.

3. Ernesto Torregrossa
(di Leonardo Salvato)

Torregrossa, in un mercato di gennaio privo di grandi nomi che fanno scaldare il cuore e accendere le fantasie dei fantallenatori, può quasi considerarsi un pezzo pregiato: 7 gol al suo primo campionato di A, altri 5 in 12 partite in B nella prima parte di stagione, in gol subito all’esordio coi blucerchiati.

Cosa mi porta quindi a sconsigliarlo in vista dell’asta di riparazione? In primis la Samp non è una squadra particolarmente brillante, in grado di segnare tantissimi gol e dispensare gioie in abbondanza per il fantacalcio: d’altronde, Ranieri e il calcio-spettacolo sono andati molto raramente d’accordo. Torregrossa in questo contesto è infatti utilissimo, proprio perché in grado di garantire tantissimo lavoro oscuro che agli allenatori piace perché utile, ma che mal si concilia col nostro gioco preferito. In seconda battuta, il buon Ernesto dovrà guardarsi da una concorrenza agguerrita: Keità Balde, Verre (spesso la Samp rinuncia a un attaccante per un trequartista) e soprattutto l’intramontabile Fabio Quagliarella non staranno di certo a guardare.

4. Riccardo Saponara
(di Gianguido Maggioli)

Riccardo Saponara è un po’ come le polpette sul menù del ristorante: quando le leggi in carta fanno gola, hanno quell’aura di ricordi e nostalgia, ma quando poi le ordini hanno sempre un sapore diverso da quello che ti aspettavi e spesso servono a dar fondo alla linea della settimana. Anche Ricky prova darsi un’altra possibilità e a reinventarsi ancora, cambiando squadra e diminuendo di prestigio pur di trovare spazio in Serie A.

Giocare sei mesi in una neopromossa come lo Spezia, che oltre ad aver fatto vedere belle cose come squadra ha anche messo in mostra alcune ottime individualità, potrebbe diventare il sogno di ogni talento incompreso (o sfortunato), compreso Saponara, con il mister che ha un ruolo apposta per lui, con una pressione psicologica e mediatica moderata e con un pazzesco esordio in Coppa Italia nonostante i dubbi sullo stato di forma.

No, non è certo la qualità a mancare…

Cosa potrebbe andare storto? La risposta è tutto il resto, come al solito. Il ragazzo di Forlì, infatti, ha sempre brillato quando le cose andavano bene, inventando splendide giocate e facendo girare la squadra quando arrivano tanti palloni davanti, ma forse non è quel tipo di calciatore che divora chilometri, sradica l’erba del campo e che si mette a giocare quando il gioco si fa duro.

Con i liguri invischiati in una lotta salvezza in cui molte squadre hanno una rosa più competitiva e più profonda, la seconda metà di campionato sarà da coltello fra i denti e serviranno dei lottatori: gli anni di continua alternanza tra campo e panchina lasciano intuire che Saponara non abbia la stoffa del leader, del trascinatore, nonostante l’ormai decennale esperienza nella massima serie.

Così, nei momenti decisivi, anche dei giovani con una immensa voglia di dimostrare, come Pobega, Maggiore o Piccoli, potrebbero essere preferiti a Ricky, che, fino ad ora, al puro talento non è mai riuscito ad aggiungere qualcos’altro altro: un po’ di pepe, un po’ di fuoco, di piccante (tutte cose che invece nelle polpette servono).

5. Kevin Strootman
(di Lorenzo Piscaglia)

Bentornato in Serie A, Strootman! Guarda, non vorrei essere scortese con te, sia chiaro! Ma non penso di acquistarti al fanta in questa sessione di mercato… Perchè? Beh Kevin, che dire… in primis ti ho visto giocare poco ultimamente, ma da quel che so in Francia hai avuto poco spazio e giocato pochissimi minuti nel girone d’andata. In più l’ultimo ricordo che ho di te è quello di un giocatore fragile, propenso più agli infortuni che ai bonus. Per non parlare dei cartellini. Poi mi costeresti un sacco! Ci sono un paio di amici romanisti che non hanno mai smesso di amarti e sono pronti a vendere cara la pelle pur di rivivere un momento nostalgico schierandoti tra le loro file nel nostro fantacalcio. Ti stimo, davvero. Penso che tu possa anche risollevare il centrocampo del Genoa in questo girone di ritorno. Ma personalmente cerco di lasciare fuori i sentimenti da questo gioco, mi piace essere cinico. Quindi ti auguro il meglio e vedi di non segnarmi contro tra un paio di giornate”.

Potrei riassumere così una potenziale conversazione tra me e la versione “fantacalcistica” di Kevin Strootman. Ragazzi, cerchiamo di essere realisti. Parliamo di numeri. L’ultima stagione di Kevin Strootman alla Roma (2017-2018) lo ha visto protagonista di un memorabile 5.88 di FMV. Vero anche che la stagione precedente aveva chiuso con un buon 6.76 e che questa sua nuova avventura al Genoa è iniziata con ottimi voti (FMV 6.67). Ma quanti milioni siamo disposti a spendere per un giocatore che non ha mai fatto dei bonus la sua caratteristica peculiare e che viene da stagioni in cui ha giocato meno del previsto?

Sappiate che dovrete investirne abbastanza. Strootman per quei fantallenatori (tendenzialmente scarsi) che pensano che il fantacalcio altro non sia che l’estensione realistica di Fifa rimane comunque un giocatore appetibile per cui son disposti a sborsare cifre considerevoli.

L’unica cosa da fare in queste situazioni è armarsi di popcorn e guardare l’asta a rialzo dei vostri nemici, godendo ad ogni milione in più pagato per questo modestissimo fantacentrocampista.

6. Mario Mandzukic
(di Matteo Briolini)

Paratici qualche mese fa ha dichiarato che il calciomercato post lockdown deve essere fatto con molta fantasia e con capacità di cogliere l’opportunità quando questa si palesa. Il dirigente bianconero ha avuto ragione: i profili svincolati, possibilmente d’esperienza, hanno decisamente fatto da padroni questa sessione invernale. A queste caratteristiche corrisponde l’identikit di Mario Mandzukic, che torna sui campi della Serie A dopo la parentesi qatariota all’Al Duhail.

L’ex Juve è sicuramente una freccia importante che si aggiunge alla faretra offensiva di Pioli, anche e soprattutto in virtù della sua duttilità tattica e la sua rinomata “generosità” sul piano agonistico. Per quanto concerne il calcio giocato è senza dubbio un ottimo acquisto, specie per una squadra che tenterà di giocarsi il campionato fino in fondo. Se però si sposta la propria lente d’ingrandimento sul fantacalcio è decisamente tutta un’altra storia: Mandzukic non sarà ora, come non lo era prima, l’uomo della svolta per i fantallenatori.

Ci sono diversi elementi in grado di avvalorare questa tesi. Ai più scaramantici basti sapere che l’ex Bayern ha preso la maglia numero 9, che, negli ultimi anni ha portato ben poca fortuna agli attaccanti rossoneri. Per quelli che invece non vogliano farsi scoraggiare da un simile dettaglio sussistono ancora diversi motivi, ben più razionali. Innanzitutto “SuperMario” spegnerà trentacinque candeline il prossimo maggio. Questo dato rileva ancor di più se si considera che, per entrare nell’undici titolare del Milan, probabilmente dovrà agire da ala sinistra, come faceva alla corte di Allegri.

La carta d’identità, di certo, non è più una sua alleata e l’inattività a cui è stato costretto negli ultimi mesi difficilmente potrà aiutarlo. E’ risaputo inoltre quanto Ibra catalizzi su di sé il ruolo di finalizzatore: Mandzukic sarebbe così chiamato a fare tanto lavoro “sporco” per agevolare il compito dello svedese, e questo lo costringerebbe a giocare più lontano dalla porta, come era solito fare all’ombra della Mole.

Per quanto possano essere apprezzabili la leadership e la propensione al sacrificio che contraddistinguono la nuova punta rossonera, queste doti non portano ai fantallenatori i bonus utili a vincere le giornate. 

Per i fan di SuperMario, ecco tutti i suoi 44 gol in maglia bianconera.

7. Fernando Llorente 
(di Matteo Tencaioli)

Fernando Llorente s’è accasato all’Udinese dopo un anno e mezzo di purgatorio a Napoli e ha promesso a tifosi e fantallenatori che si farà voler bene a suon di goal. Ma siamo sicuri che sarà così?

Il calcio di Gotti è estremamente prudente e molto fisico: l’allenatore dei friulani sfrutta molto la prima punta per far salire la squadra e premiare gli inserimenti dei giocatori più tecnici, in particolare De Paul, così come Pereyra e Deulofeu. Un canovaccio che aveva penalizzato molto Lasagna, ora trasferitosi a Verona, e che si è visto anche all’esordio in bianconero dello spagnolo, in casa dello Spezia: una partita che ha visto Llorente protagonista nel battagliare e sgomitare per difendere il goal di vantaggio.

A questo possiamo aggiungere anche le crude statistiche, che per l’attaccante parlano di una media di un goal ogni tre partite nel periodo di apice della sua carriera, tra Bilbao e Juventus, con un picco allo Swansea dopo l’infelice esperienza a Siviglia e un successivo crollo prepotente sia nel numero di presenze, che di reti.

A 36 anni da compiere proprio questo mese, Llorente proverà dunque a rilanciarsi ancora una volta per un finale di carriera tutto italiano. Stando ai numeri, nel migliore dei casi da lui ci si potremmo aspettare circa 6 reti e qualche assist, sempre sperando che giochi tutte le partite, senza mai infortunarsi e mantenendo forma costante: tutti fattori che non si possono dare per scontati alla sua età.

Numeri che non lo rendono certo un attaccante di quelli da schierare sempre titolare e c’è il forte rischio di trovarselo in panchina quando farà qualche rete e in campo quando non riuscirà a timbrare il cartellino. Un terno al lotto, insomma, che lo vede più indicato da acquistare per pochi crediti come quinto o sesto attaccante da inserire quando non si hanno molte alternative, piuttosto che spendere molto puntando sulla sua titolarità nel club di appartenenza.

8. Stephan El Shaarawy
(di Lorenzo Lari)

Stephan El Shaarawy è tornato in Italia. E dove se non alla Roma? Ne son sicuro: il suo ritorno in giallorosso, fortemente voluto dalla proprietà americana, metterà sicuramente in crisi tanti fantallenatori che saranno super tentati di acquistarlo per avere una valida alternativa in più in attacco. Bene, andrò sicuramente controcorrente, ma il mio consiglio è solo uno: non fatelo.

Non fatelo perché seppur è vero che ci troviamo di fronte al più triste mercato invernale di sempre e le alternative offensive si chiamano Gaich, Torregrossa e Kokorin, il Faraone viene da una esperienza in Cina totalmente disastrosa con 16 presenze ed un solo gol all’attivo per lo Shanghai Shenhua. Non fatelo poi perché Stephan sarà quasi sempre in bilico tra un posto nell’undici titolare e uno fuori, finendo per rilevarsi il classico giocatore che segnerà più volentieri entrando dalla panchina, con voi allenatori che vi ritroverete a tirare giù i vostri santi preferiti ogni weekend per averlo tenuto nella vostra di panchina (se non addirittura in tribuna).

Insomma – consiglio rivolto in particolar modo ai sognatori amanti del rischio e del brivido – lasciate perdere Elsha, che sì sicuramente porterà a casa qualche bonus, ma che vi creerà più dubbi di formazione e batoste morali che altro.

Calcisticamente parlando, il punto più basso della carriera di Stephan.

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9. Joakim Mahele
(di Alberto Fabbri)

Il 90% di quelli che in rosa hanno i tipici “quinti” atalantini riterranno corretto l’acquisto dello pseudo sconosciuto esterno danese, gettandone impulsivamente il nome sul proprio taccuino. La restante parte del campione, più riflessiva, farà bene nel porsi il doveroso quesito di rito: Maehle chi?

Gasperini ha già fatto vedere di poter esser in grado di trasformare un bruco in una farfalla, e l’occasione di poter tramutare Joakim in un esterno alla Robin Gosens, o alla Hans Hateboer dei tempi d’oro, gli si ripresenta ghiotta sotto i propri occhi. Ma come ogni ciclo che volga al suo corso, anche quello meraviglioso dei tornanti scavezzacollo del “Gasp” sembra voler trovare un limite al suo tempo.

Acquisto di prospettiva certo, ma i fantallenatori dagli esterni della Dea sono abituati ad aspettarsi i bonus, e sin da subito! Sognare non costa nulla, rende saggi ed esaspera le illusioni, ma Maehle da una fantasticheria causerà soltanto un risveglio agrodolce. Calciatore da rotazioni, il minutaggio sarà il prefisso ricercato dal proprio allenatore focalizzato nel far rifiatare il più possibile i suoi levrieri di vecchia data.

Entrare nei meccanismi collaudati “Gasperiniani” richiede un processo d’addestramento non così immediato da assimilare. Da giocatore fantacalcisticamente appetitoso a portatore di una costanza del rendimento sul 6, 5,5 con giallo, o s.v. per gli ultimi spezzoni di gara il passo è breve. La prudenza deve essere massima, poiché già i predecessori hanno dimostrato quest’anno che saper prendere l’eredità di Timothy Castagne può presto rovinare i buoni propositi con cui si è giunti a Zingonia.

Una rivoluzione sul parco tornanti certamente è nei propositi della dirigenza e dubbi sulla meticolosità della scelta a priori non paiono esserci. Quello che mi sento di dire è di non lasciarsi abbindolare dal fascino del ruolo che ricopre in una squadra che, nonostante tutto, veste il suo abito di gala. La pazienza è quella che gli si chiede per calarsi prepotentemente nel cuore della città; un attributo che suscita tolleranza, ma che un fantallenatore al mercato di riparazione non può avere.

10. Nicolò Zaniolo
(di Andrea Ravasi)

Durante l’asta di riparazione tutti leggeremo il listone degli svincolati in cerca della gemma che potrebbe esplodere nel girone di ritorno e regalarci la vittoria finale. Quest’anno nel listone, in quasi sicuramente in tutte le leghe si troverà il nome di Nicolò Zaniolo.

Zaniolo è sicuramente un nome appetibile e di primo piano in vista dell’asta di riparazione. E’ infatti quel centrocampista con gol e assist nelle gambe che potrebbe svoltarti la stagione e nel 3-4-2-1 di Fonseca sarebbe sicuramente titolare, o come secondo dietro la prima punta o anche come falso nove, visto il mistero che aleggia introno a Dzeko.

Ma allora perché non puntarci? È un’infortunato di lungo corso, fermo ormai da un anno e mezzo, arriva da 2 crociati di fila, e riprendersi è difficile (riprendersi da uno figuriamoci da 2), soprattutto per un giocatore come lui che fa dello “strappo” palla al piede una delle sue caratteristiche principali. Inoltre, la sua condizione fisica è un vero e proprio mistero, non sappiamo quando tornerà e quanti minuti gli concederà Fonseca. Infine, le voci degli ultimi mesi hanno dimostrato che forse in questo periodo è più concentrato sull’extra campo che sul suo rientro.

Intorno al suo nome ormai ci sono tanti ma e puntarci in fase di asta di riparazione è sicuramente un azzardo: è una scommessa che potrebbe togliere crediti per rinforzarsi in altri reparti, con giocatori di maggior affidabilità per il girone di ritorno. Un nome alternativo a Zaniolo? Eriksen, che in molti svincoleranno proprio per andare sul talento che gioca in giallorosso.


La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.