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, 31 Gennaio 2021

Considerazioni sparse post Spezia-Udinese (0-1)


Lunch match nel segno di De Paul.


- Oggi sarebbe una delle glaciali giornate della merla, ma a La Spezia nel lunch match di Serie A il cielo è terso e le temperature quasi primaverili. In campo le due formazioni bianconere (anche se oggi l'Udinese di trasferta è in divisa gialla) danno vita ad una gara interessante, ma priva di spunti tecnici altamente elevati, eccezione fatta per le poesie calcistiche del solito De Paul. E alla fine il rigore dell'argentino di Sarandì consegna ai suoi tre punti dal peso specifico notevole;

- Nella prima metà di sfida Musso e Provedel non devono compiere troppi voli fotografici tra i pali. Il lato B dell'incontro è più effervescente. In primis, il penalty trasformato da De Paul all'alba della seconda frazione, in seguito Italiano abbassa i centimetri gettando Agudelo per Galabinov, Gotti è antitetico e alza il tonnellaggio inserendo la carta Llorente per Deulofeu. La sfida si innervosisce e dai continui spigolosi falli sono cacciati dal campo per doppia ammonizione il 10 degli ospiti, comunque miglior elemento dei 22, e Saponara. Si consuma infine al 95' il successo ospite che mancava da oltre un mese;

- Fa tutto De Paul, autore della rete determinante e colui che si becca due gialli nel giro di poche lancette. Ma il tocco di palla del mago De Paul è una visione celestiale per gli amanti del calcio. Da rigustarsi in tutte le angolazioni la danza con cui manda al bar tre difendenti avversari e spinge in porta Pereyra nella trama che ha poi regalato il tiro dagli undici metri, trasformato dallo stesso talento dell'Albiceleste;

- Dello Spezia si deve riaffermare la solita narrativa: squadra ben piazzata in campo, 4-3-3 propositivo con i terzini che spingono molto e le mezzali ad inserirsi negli spazi. Ma troppa spavalderia a difendere alti è un'arma a doppio taglio, come accaduto nell'azione che porta al fallo di rigore di Chabot. Galabinov purtroppo non è N'zola e l'attacco leggero della ripresa non ha scalfito la muraglia udinese; per salvarsi sicuramente occorre un po' di malizia nei momenti cruciali dei match. I friulani di Gotti esprimono il coriaceo 3-5-2 di fabbrica, roccioso con i centrali dietro, linee di reparti strette e provando a posare il peso offensivo sugli scambi tra Don Rodrigo e il Tucu Pereyra, i due interpreti di maggior spessore. Inoltre lo si dice spesso in questa community e lo ripetiamo volentieri: il rientrante Nuytinck è sinonimo di solidità difensiva, poi Musso dà affidabilità certa tra i pali. Per la banda del Friuli all'Alberto Picco una gioia esterna vitale in chiave salvezza tranquilla;

- Capitolo singoli: nei padroni di casa Erlic in difesa ha indossato un cartello con scritto “divieto di accesso”, Maggiore sia da mediano che da terzino garantisce quantità e qualità e Acampora è un bel toretto ricco di verve, mentre Chabot compie il fallo mortifero nella sua area di rigore e Saponara si fa espellere in meno di 30 minuti. Tra gli ospiti oltre ai già elogiati appena sopra, segnaliamo un Deulofeu sì sprecone, ma con un numero d'alta giocoleria si conquista il rigore; rimandato Llorente subentrato nella ripresa.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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