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, 29 Gennaio 2021

Nessuno vuole bene a Leonardo Bonucci


Non è ora che la Juve metta da parte Bonucci per puntare con decisione su de Ligt e Demiral?

Domanda di Lucio Pelliccioni


Caro Lucio, la tua domanda ci permette di esplorare uno dei rapporti più torbidi e oscuri del calcio italiano degli ultimi anni. Quello tra la Juventus e Leonardo Bonucci. Se tante volte nel calcio è capitato che un giocatore messo su un piedistallo abbia tradito la sua tifoseria con un’acerrima nemica, praticamente mai abbiamo visto lo stesso giocatore tornare sui suoi passi fischiettando come nulla fosse dopo nemmeno 12 mesi. Con un’affermazione per certi versi inquietante, Bonucci ha liquidato il suo passaggio al Milan con annessa fascia di capitano come “un momento di scarsa lucidità”.

Voi perdonereste un tradimento del vostro partner? E se si, lo perdonereste anche se è successo proprio con quello là, quello antipatico, quello che non sopporti da una vita e anche lei aveva giurato di odiare insieme a te? Sono queste le domande esistenziali che si sono dovuti porre i tifosi della Juventus davanti al ritorno di Bonucci. La convivenza è stata gelida ma tutto sommato pacifica, favorita dalla tradizionale accondiscenza della tifoseria bianconera, una delle più indulgenti verso gli umori dei propri giocatori; il Bonucci bis si è rivelato sul campo peró molto più fragile rispetto al primo, con meno facilità di impostazione palla al piede e con un numero di incertezze difensive costanti. Bonucci sembra fare sempre più fatica nella marcatura a uomo, quello che dovrebbe essere l’abc di un difensore, lasciando quasi sempre il destino all’anticipo, fondamentale su cui rimane comunque un difensore di grande qualità. Quest’anno quando le cose vanno male, Bonucci è diventato per gli juventini una sorta di bambola voodoo da bruciare su un palo, facendo esplodere tutta l’insofferenza sopita per un tradimento mai davvero perdonato. Il tenore degli insulti che arrivano quotidianamente sulle sue pagine social ad ogni post fa quasi tenerezza ed è allucinante pensare che si tratta di uno dei capitani in campo della squadra, di uno degli uomini che sulla carta dovrebbero essere più rappresentativi di una società di calcio. Il cortocircuito creato da Bonucci, ha costruito un personaggio divisivo, un villain da film Marvel a cui oggi fondamentalmente, quasi nessuno vuole bene.

Però Lucio la tua domanda parla di campo e al campo dobbiamo guardare per risponderti nel pieno merito. Può la Juve ad oggi fare a meno di Bonucci? La risposta è no. Il parco difensori della Juve attuale non presenta un grado di affidabilità di rendimento tale da permettere a Pirlo di accantonare Bonucci. Volendo intendere Chiellini come una sorta di special guest in grado di guidare la difesa quando sta bene (e non è possibile fare affidamento sul suo fisico ormai fragile) bisogna dire che se da un lato puntare su de Ligt più di quanto sta facendo la Juventus è umanamente impossibile, dall’altro lato Demiral ancora non ha mostrato di avere accesso a quel livello. Il turco si è mostrato troppe volte irruento, totalmente a disagio palla al piede, falloso, nervoso, agitato nelle situazioni delicate. È vero, è giovane, ha tempo e meriterebbe più minuti per dimostrare il suo valore (e l’anno scorso fino alla rottura del crociato sembrava in chiara ascesa). In questo momento peró per una squadra che ha l’ambizione di vincere tutto, Demiral non è un elemento da considerare affidabile. Il resto del reparto centrale potrebbe vedere la soluzione Danilo, il Mister Wolf di Pirlo, giocatore che però dà il suo meglio o in un reparto a tre o come terzino a quattro o evenutalmente la suggestione Dragusin, ragazzo che nei pochi minuti concessi fin qui ha fatto vedere cose interessanti. Poca roba nel complesso per pensare di fare a meno di Bonucci, con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni. Di certo nella prossima sessione di mercato estiva qualcuno dovrà arrivare. Il sostituito naturale di Bonucci deve ancora arrivare a Torino. Ti facciamo un nome (difficile). Alessandro Bastoni. Come caratteristiche di gioco è il suo erede designato.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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