Interventi a gamba tesa

Quarantena Australian Open 2021: cosa sta succedendo all’Happy Slam

australian open

Quarantena, “sindacalisti” e bolla Vip. All’Australian Open 2021 entra in gioco la politica del tennis, tra polemiche e colpi di tweet. Con Djokovic ancora in prima linea dopo le prove di scisma dall’ATP.


Due settimane all’inizio del primo Slam dell’anno. Nella terra dei canguri va in scena l’Australian Open più complicato di sempre. Il 10 gennaio sono finalmente partite le qualificazioni, che porteranno al main draw finale, slittato all’8 febbraio causa Covid. Ma la quarantena obbligatoria, richiesta ai giocatori prima di scendere in campo sul rovente cemento aussie (e costata ben 40 milioni di dollari), ha acceso le polemiche tra organizzatori e giocatori. Due categorie che lo scorso anno erano scese sul piede di guerra, con lo “scisma” del sindacalista Djokovic nei confronti dell’ATP (di cui parliamo più sotto).

Ma facciamo chiarezza sui tipi di quarantena in vigore, perchè non tutti hanno ottenuto lo stesso trattamento.

Quarantena, 41-bis e la “bolla Vip”

Ci sono ben due “bolle “ all’Australian Open, dove i giocatori scontano la quarantena, e non una sola come da programmi. La principale è a Melbourne, dove si gioca il torneo, mentre la seconda è ad Adelaide ed è già stata ribattezzata “bolla Vip”. Il motivo? Alcune strutture alberghiere di Melbourne hanno dato forfait rifiutando di ospitare i tennisti in quarantena, e così la città di Adelaide si è subito resa disponibile per dare asilo ai giocatori, in cambio però… di un’esibizione dei top players il 29-30 gennaio. Risultato? Djokovic, Nadal e Thiem passeranno la quarantena ad Adelaide insieme anche a Osaka, Halep e Serena Williams, anch’esse richieste per l’esibizione. La modesta struttura che ospita i “Vipponi” offre delle suite a tre stanze, con spa privata e ristorante gourmet (l’M-Suites Hotel), e si trova a due passi dai campi di allenamento. In veste di sparring partner di Nadal, ad Adelaide ci sarà anche il nostro Jannick Sinner.

Pioggia di polemiche dalla Melbourne “proletaria”, dove la situazione quarantena è molto più complicata, certo non per colpa dei top players. Infatti dopo la scoperta di casi positivi sui tre voli charter in arrivo in Australia, i 73 tennisti a bordo di quei voli sono stati messi in quarantena “dura” per 15 giorni. Una soluzione necessaria, per quanto difficile, che sta mettendo a dura prova i nervi e la preparazione ottimale del torneo da parte dei giocatori. Infatti, a differenza dei tennisti in quarantena “normale”, che hanno a disposizione 5 ore al giorno per uscire e allenarsi ai campi, i 73 sfortunati non possono mai lasciare la propria camera d’albergo, nè entrare in contatto con il proprio team.

A complicare il tutto, ci sono state le lamentele dei giocatori per le condizioni igieniche (Yulia Putintseva ha trovato un topo in camera. Spostata in un’altra stanza ha constatato che i topi si erano moltiplicati), per la qualità del cibo del servizio ristorante (il pratico Benoit Paire ha pensato bene di ordinarsi un hamburger da McDonald) e per la situazione generale, paragonata a una prigione da Bautista Agut (Come in carcere ma con Wi-Fi, salvo poi eliminare il tweet con scuse). Un 41-bis, insomma, per molti dei partecipanti allo Slam, torneo che sarà senz’altro influenzato da una preparazione parziale obbligata.

 

Il Sindacato Djokovic

Ma mentre i Nadal, i Thiem e i Federer mantengono un basso profilo sulle questioni “politiche” del tennis, il numero uno del mondo Djokovic si è fatto subito sentire dagli organizzatori.

Già lo scorso anno, Djokovic si era fatto notare in piena pandemia estiva, prima organizzando quel pasticcio dell’Adria Tour (torneo di esibizione che in luglio ha violato tutti i protocolli anti-covid, con lo stesso Djokovic risultato poi positivo), e poi annunciando la nascita del PTPA, una sorta di sindacato dei tennisti esterno all’ATP, per far pesare maggiormente le posizioni dei tennisti rispetto a un Council ATP che, secondo Novak, pende sempre dalla parte degli organizzatori. La linea politica di PTPA è stata da subito di non volersi sostituire all’ATP, ma i critici hanno fatto notare come questo di fatto sia molto difficile.

Un’idea, quella di un’associazione di soli giocatori, che da anni in realtà circola nell’ambiente. Idea legittima, sicuramente, che però per le tempistiche renziane (piena pandemia) con cui è stata presentata da Djokovic con PTPA, ha suscitato gli appelli al “restare uniti” di Nadal e Federer, da sempre più vicini all’ATP. Tra i sostenitori anche Raonic, Schwartzman e Pospisil.

E così anche all’Australian Open 2021, Djokovic ha ribadito le sue posizioni in favore dei diritti dei giocatori, con una lettera a Craig Tiley, CEO di Tennis Australia, per chiedere minori restrizioni per i 73 tennisti bloccati in camera, miglior cibo, contatti con i coach, e la messa a disposizione di case private con campo da tennis per allenarsi.

Le richieste sono state respinte dal governo australiano, dal cui punto di vista (e da quello degli abitanti locali) l’allentamento delle misure per il torneo, rischierebbe di vanificare mesi di lockdown, con cui l’Australia ha ridotto quasi a zero i casi. Djokovic ha poi twittato che le sue intenzioni sono state “fraintese”, e che il suo scopo era quello di supportare i suoi colleghi in virtù della sua posizione privilegiata (Djokovic è in quarantena ad Adelaide appunto).

Kyrgios, la fidanzata di Tomic e l’erotica noia borghese

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La quarantena del mai banale Bernard Tomic

Nick Kyrgios, l’australiano più pericoloso del West, non gioca una partita da un anno (Acapulco 2020). Ma nonostante le arie da bad boy, si è sempre dimostrato sensibile al tema della pandemia, senza risparmiare frecciate ai colleghi sui social. Il primo a cadere vittima dei post di Kyrgios è stato proprio il malcapitato Djokovic, beccato senza mascherina su un bus navetta nelle immagini di un video che Kyrgios ha ripostato, dando a Djokovic del “burattino” e commentando “l’immagine è ridicola”.

Proprio l’estate scorsa l’australiano non si era risparmiato nel condannare l’Adria Tour come un idea stupida. Dimenticanza? Gesto realmente rischioso, anche considerato che Nole sul bus era praticamente isolato? Quello che di sicuro Djokovic non può non sapere è che la propria immagine di numero uno al mondo è sotto i riflettori (e dovrebbe essere presa come esempio). Kyrgios ha poi raddoppiato la dose dicendo di Djokovic che Se non può battermi non sarà mai il migliore di tutti i tempi.” (Kyrgios è 2-0 negli scontri diretti con il serbo).

L’immagine di Nole “incriminata”

E infine Kyrgios non ha risparmiato critiche neanche a Vanessa Sierra, fidanzata dell’amico Bernard Tomic. Infatti, dopo una bollente quarantena dei due a suon di OnlyFans, la bella australiana se ne è uscita con una frase che il popolo di Instagram non ha gradito, degenerando addirittura in insulti e minacce di morte. Non mi lavo mai i capelli da sola, è una cosa che non faccio. Di solito ho due acconciatori che lo fanno per me. E mi tocca anche lavare i piatti. Questa è la situazione a cui siamo ridotti.Seppur estrapolata da un vlog di dieci minuti, la frase è suonata piuttosto fuori luogo, e Kyrgios ha definito la scena ridicola e la Sierra  “senza prospettiva”, sempre ripostando il tutto.

 

 

Nota di merito per l’indomabile Pablito Cuevas, che data la situazione non ha però rinunciato ad allenarsi come poteva, trasformando il suo materasso in un muro da prendere a pallate. Tra gli scontenti, Viktor Troicki ha affermato che se avvese saputo che la situazione sarebbe stata questa, non sarebbe proprio venuto in Australia. A smentirlo sono stati gli organizzatori ma anche il doppista Artem Sitak, che ha fatto presente che i tennisti erano stati avvisati in una teleconferenza evidentemente snobbata dai più. Certo i casi positivi trovati sui tre famosi charter hanno peggiorato la situazione.

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Cuevas il casalingo

L’illustre assente di questi Australian Open 2021 è Roger Federer, atteso proprio a Melbourne per il rientro, che però è stato di nuovo rinviato a causa di un ginocchio non al top (almeno ufficialmente). Un altro grande appuntamento perso, che inizia a pesare sul timer di fine carriera di Roger, con il fantasma della probabile cancellazione delle Olimpiadi di Tokyo 2021, obiettivo caro al palmares dello svizzero. Lo rivedremo con probabilità verso marzo a Doha. Anche Andy Murray, seppur non testa di serie, ha dovuto rinunciare all’Australia causa tampone positivo e focolaio nel centro sportivo dove si stava allenando.

Sarà un Australian Open imprevedibile, di sicuro condizionato nella preparazione e che metterà in luce la capacità di adattamento e tenuta psicologica dei giocatori nei confronti della situazione. Non così diverso dal 2021 di tutti.

australian open 2021

I primi 100 giocatori nel Main Draw, con gli italiani in evidenza

PTPA Supporters: Djokovic, Ruud, Pospisil, Schwartzman, Berrettini, Marach, R Harrison, C. Harrison, Karlovic, Mektic, Martin, Skugor, Qhreshi, Pavic, Dodig, Dellien, Pella, Bopanna, Bedene, Krajinovic, Dzumhur, Fritz, Hurzkacz, Garín, Kovalik, Mayer, Daniel, Fucsovics, Moutet, Paul.


 

Nato il 01/01/1996 chiedendosi perché tutti gli facessero gli auguri. Di buon anno. Cremonese di nascita, milanese d’istruzione. Laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità e Master in Arti e Mestieri del Racconto, tutto in IULM. Creativo da tastiera. Scrittore, ex-tennista, cinemaniaco. Segue uno stile ma non la moda. Ama la letteratura americana, la Toscana e i fumetti di Corto Maltese.