Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Roma-Spezia (4-3)


Qualcuno faccia una serie tv sugli ultimi due Roma-Spezia.


– A pochi giorni dal match di Coppa Italia, trasformatosi in un capolavoro surrealista, Roma e Spezia tornano a sfidarsi e danno vita ad un altro match pirotecnico. La Roma, dopo una settimana all’insegna del totale auto-sabotaggio, arriva alla gara nelle peggiori condizioni possibili: oltre ai 10 assenti, pesano le voci incontrollate emerse negli ultimi giorni, con Fonseca apparentemente a un passo dall’esonero;

– Nel primo tempo la Roma ci mette corsa e voglia contro uno Spezia organizzato e in fiducia. La papera di Pau Lopez, al primo tiro avversario, che costa il pari sembra la rappresentazione plastica di un periodo maledetto. Nella ripresa la reazione stavolta c’è e arrivano 2 gol in 3 minuti, poi però succede di tutto. Riemerge anche l’autolesionismo dei giallorossi, Borja Mayoral e Carles Perez con i loro errori sottoposta fanno di tutto per tenerla aperta e lo Spezia ringrazia e impatta il 3-3 al 90’.

Il miglior attore protagonista di questo clamoroso sceneggiato alla fine se lo aggiudica Lorenzo Pellegrini, la vox clamantis in deserto di martedì che aveva provato a evitare, inutilmente, il disastro 6 cambi. Nel giorno in cui (forse) eredita definitivamente la fascia da capitano, fornisce una straordinaria prova da leader: si mette a disposizione nonostante un risentimento muscolare, guida i suoi con gli atteggiamenti e li trascina con una prova maiuscola, fino all’urlo liberatorio che vale il 4-3 al 92’.

Italiano ha fatto un grandissimo lavoro: a dispetto di un budget limitato e di un gruppo con pochissima esperienza in A, lo Spezia gioca quasi a memoria, fa un calcio propositivo e non sembra nemmeno una neopromossa. La variante di oggi è la costruzione a 3, con Marchizza che si affianca ai 2 centrali e Dell’Orco e Farias (ispiratissimo) a dare ampiezza sulle fasce. Dietro concede decisamente qualcosa di troppo e alla fine la Roma presenta il conto, ma è il bello di questa squadra.

Borja Mayoral ripaga la fiducia con 2 reti e una buona prova, anche se deve decisamente crescere in quanto a cinismo. Bene Karsdorp e un ritrovato Spinazzola, male invece Smalling, Kumbulla e i disastrosi Pau Lopez e Carles Perez: l’ex Barca continua a sembrare un pesce fuor d’acqua, con l’aggravante di sbagliare ogni scelta, comprese quelle a due metri dalla porta. Nel momento più difficile la squadra ha dimostrato di essere con Fonseca e al netto dei passi falsi, la Roma è comunque terza: sarebbe ora che la società prendesse una posizione chiara sull’allenatore.

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.