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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Benevento-Torino (2-2)


Segnali di vita dal pianeta Torino.


- Il Torino di Nicola mostra in novanta minuti più carattere di quanto non ne abbia mostrato quello di Giampaolo in cinque mesi e si ribella al suo destino giocando una furiosa mezzora finale. È un pareggio di fame e disperazione, una prima bandiera issata su un nuovo pianeta. Il Benevento si mangia le mani ma puó guardare la classifica e sorridere;

- È stato un pareggio sopra ogni cosa indubbiamente meritato. Il Benevento di Pippo Inzaghi recita il suo solito spartito fatto di transizioni isteriche, intelligenza tattica e lotta greco romana. Va avanti di due gol ma prende il 2-1 troppo presto. I granata impugnano la partita e alla fine dopo numerose occasioni sciupate acchiappano il punto;

- È difficile sostenere che su questo punto ci possa essere la mano tattica di un allenatore arrivato al centro sportivo da tre giorni, ma di certo Zaza e Belotti insieme non li avevamo quasi mai visti quest’anno. Nicola li lancia in coppia e viene premiato da una prestazione quasi sospettosa di Zaza. Come è possibile giocare una partita del genere dopo mesi e mesi ai limiti dell’indecenza? Chi è davvero Simone Zaza? Chissà;

- Come detto la classifica del Benevento rimane eccezionale e un girone d’andata chiuso a quota 22 punti è una bella cambiale per la salvezza. Occhio peró. La nostra sensazione è che questa squadra abbia fin qui, come dicono quelli bravi, overperformato. Potrebbero arrivare tempi duri e questi due punti avrebbero fatto molto comodo. Inzaghi deve tenere alta la guardia e non pensare che sia già arrivato al traguardo. Siamo sicuri che non commetterà questo errore. Oggi intanto partitazo con gol di Lapadula, un ragazzo che se venisse pagato per l’impegno che mette in campo, avrebbe più soldi di Jeff Bezos;

- Abbiamo visto poco ma la sensazione chiara è che Nicola, torinese e torinista, sia un allenatore evidentemente più adatto alle caratteristiche tecniche di questa rosa. Anche la sua personalità tumultosa, ai limiti della teatralità, puó aiutare un gruppo che a tratti con Giampaolo sembrava un film di Lino Banfi proiettato in un cinema d’essay. Il percorso per Nicola è ancora lungo ma c’è vita.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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