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, 18 Gennaio 2021

Considerazioni sparse post Cagliari-Milan (0-2)


I rossoneri ad un passo dal titolo di campioni d'inverno.


- Il Cagliari è lento. Punto. Nonostante il tentativo di Eusebio di Francesco di cambiare qualcosa e dare più equilibrio alla squadra, c’è poco da fare quando i giocatori in campo toccano sempre il pallone una volta di troppo e, quando provano a non farlo, lo perdono. Non è semplice capire se il problema sia più fisico o psicologico, ma forse in questo momento i sardi avrebbero bisogno di un tecnico più utilitaristico, che pensi meno al fraseggio e li faccia giocare maggiormente in verticale;

- Non stupisce più, invece, la personalità da grande squadra con cui il Milan gestisce la partita e le forze dei calciatori in campo, alzando ed abbassando il ritmo del match a piacimento, alternando momenti in cui si limita a gestire a folate improvvise con cui riesce a rendersi pericolosissimo. È in questo modo che la squadra di Pioli riesce in qualche modo anche a mascherare la scarsa condizione fisica di alcuni calciatori, in primis Hauge e Tonali, non a caso usciti entrambi dal campo anzitempo;

- Parliamo di un calciatore: Charalampos Lykogiannis, di cui ho dovuto cercare il nome preciso su Wikipedia per fare copia-incolla, stupendomi che avesse una pagina. Non c’è una partita del Cagliari che abbia visto in cui non è stato uno dei peggiori in campo, eppure è titolare e pure nazionale nel suo paese. Possibile che i dirigenti rossoblu non siano riusciti a trovare qualcosa di meglio, nemmeno in Serie B, per quella fascia? Anche stasera rigore regalato e fuorigioco sbagliato che valgono due reti avversarie;

- Al greco fa da contraltare un certo Ibrahimovic, che dopo un doppio infortunio torna titolare in campionato e ricorda a tutti che per la classifica marcatori c’è pure lui. Rigore procurato e segnato, rete perfetta sul filo del fuorigioco e solite lotte sulla trequarti che ne fanno un calciatore unico. Se qualcuno si fosse chiesto se lo svedese potesse in qualche modo temere la concorrenza di Mandzukic, la risposta è arrivata dal campo ed è “NO”: il croato sarà utilissimo, ma il titolare è Zlatan;

- Il finale non del tutto tranquillo non si può imputare al Milan come squadra, ma all’ingenuità di Saelemaekers che decide di prendere due gialli in meno di dieci minuti dopo il suo ingresso nella ripresa e mette la squadra in difficoltà, soprattutto psicologica. Non si discute comunque il risultato di un match che, finché le squadre erano in parità numerica, aveva visto il Cagliari tirare in porta una volta sola e Di Francesco dovrà riflettere molto sulle sue scelte: in primis quella di lasciare fuori Sottil, che in questa rosa pare una spanna superiore a molti. Può godere invece Pioli, che sogna il titolo di campione d’inverno.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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