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, 17 Gennaio 2021

Considerazioni sparse post Inter-Juventus (2-0)


Il Re è nudo.


- Una Juventus sconcertante viene bullizzata da un’Inter evidentemente superiore sotto ogni aspetto possibile. È l’attacco più duro all’impero decennale bianconero, il più netto, il più indiscutibile. Era difficile immaginare una distanza simile tra queste due squadre. L’Inter da stasera è senza più dubbi la favorita per la vittoria dello Scudetto;

- Non c’è stata partita. Dopo una decina di minuti di studio, il gol di Vidal mette le partita nelle mani nerazzurre che non rischiano mai di lasciarsela sfuggire. L’Inter non si inventa nulla, gioca ordinata, corre di più e ci mette più voglia. Il 2-0 finale sta stretto a Conte. Questa squadra non è quasi mai bella e si esprime con un calcio fin troppo identitario che la puó esporre a problemi contro le squadre più chiuse. Ma delle volte giocare contro l’Inter equivale a lanciare dei sassolini verso una montagna. Alla lunga questa solidità peserà;

- La Juve poteva perdere questa partita, ma non poteva perderla in questa maniera. La prestazione è da zero in pagella. L’unica occasione degna di nota è arrivata al minuto ottantasette, sui titoli di coda. Ritmi bassissimi, confusione tattica (se qualcuno ha capito il ruolo di Ramsey ce lo scriva nei commenti) e sopra ogni cosa, un’indolenza inaccettabile. La Juve a tratti non sembrava nemmeno interessata alla partita. Pirlo non sta dando niente ma d’altronde sarebbe strano il contrario per uno che fino a sei mesi fa faceva un altro mestiere. Prestazione orribile di Ronaldo, in uno di quei momenti della stagione in cui fa giocare in 10 le sue squadre;

- Vidal e Barella da una parte. Rabiot e Bentancur dall’altra. La differenza è in fondo quasi tutta qua. L’energia sprigionata dal duo nerazzurro sotterra la flemma della coppia bianconera, oggi sembrata inadeguata come non mai. Questa squadra non puó fare a meno di McKennie e sembra incredibile che l’abbiano capito tutti meno che Pirlo. Barella ha giocato probabilmente la partita migliore della sua carriera. È stato semplicemente un’ira di Dio, senza girarci troppo intorno;

- È stata una partita che ci permette anche di evidenziare l’evoluzione del difensore centrale italiano. Da una parte il lavoro di sudore e di fatica di Chiellini, un uomo che puó non giocare per praticamente un anno e mezzo, rientrare e contenere fisicamente un wrestler come Lukaku. Dall’altra parte l’eleganza e la pulizia di Alessandro Bastoni. Mai in affanno in copertura, mette la gemma sulla partita con il lancio fantascientifico per il gol di Barella. In Nazionale saremo ancora in buone mani.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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