Interventi a gamba tesa

L’inizio di tutto: da chi e quando sono state codificate le regole del calcio?

regole del calcio

“Perfino in Vaticano parlano solo di calcio. Stamattina ho sentito che pregavano perché non crolli l’Olimpico.” Osvaldo Soriano


 

Non mi piacciono le immoralità di gruppo. Le orge vanno bene solo nei film di Fellini

(Peccati di gola. Montalban: “Viva l’immoralità, purché di coppia”)

Scavando tra le radici del Gioco attraverso le storie dei club più antichi del Football si è andata mano mano ponendo una domanda: da chi e quando sono state codificate le regole del Gioco?

All’inizio del XIX secolo, la working class doveva lavorare sei giorni alla settimana, spesso per più di dodici ore al giorno e, come immaginabile, non c’erano tempo e voglia di praticare sport per svago considerando anche che, all’epoca, molti bambini facevano parte della forza lavoro.

Dall’altro lato della barricata c’erano i ragazzi delle scuole pubbliche (Public Schools che, va segnalato, è un false friend poiché si riferisce a scuole private ed a frequentazione unicamente elitaria), che godendo del privilegio di poter anche non lavorare, divennero gli inventori di partite di calcio organizzate con codici formali di regole.

Il calcio nasce, quindi, come sport di svago per giovani dell’upper class riscuotendo un ampissimo successo, tanto che venne adottato da numerose scuole come mezzo per incoraggiare la competitività e mantenere i giovani in forma. Ogni scuola, però, aveva le proprie regole che variavano tra loro ed, addirittura, venivano modificate ad ogni nuova classe di alunni.

Sulla nascita di regole uniformi si sono sviluppate due scuole di pensiero: alcune scuole preferivano un gioco in cui la palla potesse essere portata (come a Rugby, Marlborough e Cheltenham), mentre altre preferivano un gioco in cui venivano promossi calci e dribbling (come a Eton, Harrow, Westminster e Charterhouse).

Si stava assistendo alla nascita di due distinti sport: il Rugby e il CalcioIl discrimine era sostanzialmente dovuto alle circostanze in cui si giocavano le partite. Ad esempio, a Charterhouse e Westminster le aree di gioco erano molto limitate potendosi giocare all’interno dei chiostri della scuola e ciò rendeva difficile adottare giochi di corsa ruvidi e cadenti.

Nel 1823, però, William Webb Ellis, allievo della Rugby School, “con un bel disprezzo per le regole del calcio” prima prese la palla tra le braccia e corse con essa, creando così il tratto distintivo del gioco del rugby: questo atto diede inizio al rugby. 

Nel 1840 il trasporto ferroviario permise le competizioni sportive interscolastiche fisicamente ma non culturalmente visto che ogni scuola giocava secondo le proprie regole. La soluzione a questo problema era che la partita fosse divisa in due metà, una metà giocata secondo le regole della scuola ospitante e l’altra metà dalla visiting scuola.

Altro elemento che permise lo sviluppo del Gioco, e la sua conseguente necessità di codificazione, fu il Factory Act, che aumentò notevolmente il tempo di ricreazione disponibile per i bambini della classe operaia: prima di quella legge, infatti, molti bambini britannici dovevano lavorare sei giorni alla settimana, per più di dodici ore al giorno. Dal 1850 non potevano lavorare prima delle 6:00 (7:00 in inverno) o dopo le 18:00. nei giorni feriali (19:00 in inverno); il sabato dovevano smettere di lavorare alle 14:00. Ciò ha significato che i bambini della classe operaia hanno avuto più tempo per i giochi, compreso il calcio, vista la sua semplicità nell’essere praticato.

Si arriva, dunque, al 1846, H.C. Malden of Trinity ha codificato le Regole di Cambridge, uno dei primi codici del calcio, pubblicandole sugli alberi intorno a Parker’s Piece.

regole del calcio

La storia di come venero formulate venne spiegato dallo stesso Mr HC Malden in una lettera datata 8 ottobre 1897 che diceva: “Sono andato fino al Trinity College di Cambridge. L’anno seguente è stato fatto un tentativo di giocare un po ‘di calcio, preferendolo all’ hockey che era allora in voga. Ma il risultato è stato una terribile confusione, ogni uomo giocò seguendo le regole alle quali era stato abituato nella propria scuola pubblica. Ricordo come gli uomini di Eton urlavano contro gli uomini di Rugby per la gestione della palla con le mani. Così venne deciso che due uomini dovevano essere scelti per rappresentare ciascuna delle scuole pubbliche, e due uomini per le scuole non pubblica; G. Sale ed io stesso fummo scelti per la Varsity. Vorrei poter ricordare gli altri. Burn di Rugby, era uno; Whymper di Eton, credo, anche. Eravamo 14 in tutto credo. Harrow, Eton Rugby, Winchester, Shrewsbury si sono visti.Ci incontrammo nelle mie stanze alle 4.pm., e prevedendo una lunga riunione, fornii penne, carta e inchiostro. Molti mi chiesero se ci fosse un esame! Ognuno di noi aveva in mente le regole della propria scuola, le conosceva a memoria, e il nostro progresso nella definizione di nuove regole fu molto lento. In diverse occasioni Sale e io, essendo senza pregiudizi, davamo il parere decisivo per una regola quando il voto era alla pari. Ci lasciammo cinque minuti prima di mezzanotte. Le nuove regole erano state stampate come le “Cambridge Rules”, le copie vennero distribuite e le regole vennero molto apprezzate, ed è giusto aggiungere che esse vennero fedelmente conservate, e non ho mai sentito parlare di un uomo di una scuola pubblica che rinunciò a giocare e che non gradiva le regole. Bene signori, anni dopo, qualcuno prese queste regole, tuttora in vigore a Cambridge, e con pochissime modifiche divennero le Association Rules“.
Le regole codificate erano le seguenti:
  1. All’inizio del gioco, la palla deve essere calciata dal centro del campo: dopo ogni gol ci sarà un calcio d’inizio allo stesso modo.
  2. Dopo un gol, la parte perdente deve calciare; le parti cambiano obiettivi, a meno che non sia stato preso un accordo contrario.
  3. La palla è fuori quando ha oltrepassato la linea dei pali delle bandiere su entrambi i lati del terreno, nel qual caso deve essere lanciata in linea retta.
  4. La palla è dietro quando ha superato la porta su entrambi i lati.
  5. Quando la palla è dietro, deve essere portata in avanti nel punto in cui ha lasciato il terreno, non più di dieci passi, e calciata.
  6. Il goal è quando la palla viene calciata attraverso i pali delle bandiere e sotto la corda.
  7. Quando un giocatore prende la palla direttamente dal piede, può calciarla come può senza correre con essa. In nessun altro caso la palla può essere toccata con le mani, se non per fermarla. Se la palla ha superato un giocatore ed è arrivata dalla direzione della propria porta, non può toccarla fino a quando l’altra parte non l’ha calciata, a meno che non ci siano più di tre giocatori dell’altra parte prima di lui.
  8. Nessun giocatore è autorizzato a bighellonare tra la palla e la porta degli avversari. In nessun caso è consentito tenere un giocatore, spingere con le mani o inciampare.
  9. Qualsiasi giocatore può impedire a un altro di raggiungere la palla con qualsiasi mezzo conforme alle regole di cui sopra.
  10. Ogni partita sarà decisa dalla maggioranza dei gol.

Le summenzionate regole, che hanno poi portato alla nascita dello University Foot Ball Club di Cambridge nel 1848, vennero riprese e modificate dieci anni dopo dai membri dello Sheffield FC i cui membri del club sentirono la necessità di produrre una serie di regole entro cui giocare, prendendo spunto da quelle di Cambridge ma volendole adattare allo spirito ed ai cambiamenti osservabili sui campi dell’epoca. Per cui nell’Ottobre 1858 iniziò questo processo ben cinque anni prima che la Federcalcio londinese inizi il suo dibattito alla Freemason’s Tavern nel 1863 per elaborare una serie di leggi calcistiche universali.

Il processo per la creazione delle regole di Sheffield iniziò con una copia della lettera di Nathaniel Creswick datata 9 ottobre 1858, che convocava una riunione del club nel suo ufficio “giovedì prossimo alle 7:00”. Il verbale di quella riunione includeva la risoluzione secondo cui “le seguenti norme e leggi devono essere sottoposte a una riunione dei membri che si terrà alle 6:00 di giovedì prossimo 28 inst. presso l’Adelphi Hotel”. Questi includevano una bozza di quattro regole del club, verbali di una riunione del 14 ottobre per la nomina degli officer di club e del comitato firmato dal presidente Frederick Ward.

La prima bozza del regolamento è stata scritta da Nathaniel Creswick e prevede:

  1. Kick off from the middle must be a place kick.
  2. Kick out must not be more than 25 yards out of goal.
  3. Fair catch is a catch direct from the foot of the opposite side and entitles a free kick.
  4. Charging is fair in case of a place kick (with the exception of a kick off) as soon as a player offers to kick, but he may always draw back unless he has actually touched the ball with his foot.
  5. No pushing with the Hands or Hacking is fair under any circumstances whatsoever.
  6. Knocking or pushing on the Ball is altogether disallowed. The side breaking this rule forfeits a free kick to the opposite side.

(Il calcio d’inizio dal centro deve essere un calcio piazzato. Il calcio d’inizio non deve essere a più di 25 yard dalla porta. La presa corretta è una presa diretta dal piede del lato opposto e dà diritto a un calcio di punizione. La carica è corretta in caso di calcio piazzato (ad eccezione di un calcio d’inizio) non appena un giocatore si offre di calciare, ma può sempre ritirarsi a meno che non abbia effettivamente toccato il pallone con il piede. Non spingere con le mani è giusto in nessuna circostanza. Spingere sulla palla è completamente vietato.La parte che infrange questa regola perde un calcio di punizione dalla parte opposta)

C’è, poi, il verbale di una riunione del comitato tenutasi il 21 ottobre con la “Prima bozza delle regole del gioco, con 12 leggi” che è stata ampiamente rivista a penna e matita di Nathaniel Creswick. Queste regole favoriscono chiaramente il gioco del dribbling e legiferano contro un gioco di tipo rugby.

La Seconda bozza 21 ottobre 1858 ci dice questo:

  1. Kick off from the middle must be a place kick.
  2. Kick out must not be more than 25 yards out of goal.
  3. Fair catch is a catch from any player provided the Ball has not touched the ground and has not been thrown from touch. Entitles a free kick.
  4. Charging is fair in case of a place kick (with the exception of a kick off) as soon as a player offers to kick, but he may always draw back unless he has actually touched the ball with his foot.
  5. Pushing with the Hands is allowed but no Hacking (or tripping up) is fair under any circumstances whatsoever.
  6. Holding the Ball, excepting the case of a free kick is altogether disallowed.
  7. No player may be held or pulled over.
  8. It is not lawful to take the ball off the ground (except in touch) for any purpose whatever.
  9. The ball maybe be pushed or hit.
  10. A goal must be kicked but not from touch nor by a free kick from a catch.
  11. A Ball in touch is dead, consequently, the side that touches it down, must bring it to the edge
    of touch & throw it straight out at least six yards from touch.
  12. Each player must provide himself with a red and dark blue flannel cap- one colour to be worn by each side.

(Il calcio d’inizio dal centro deve essere un calcio piazzato. Il calcio d’inizio non deve essere a più di 25 yard fuori porta. La presa corretta è una presa di qualsiasi giocatore a condizione che la palla non abbia toccato il suolo e non sia stata lanciata in touch. Autorizza un calcio di punizione. La carica è corretta in caso di calcio piazzato, ad eccezione di un calcio d’inizio, non appena un giocatore si offre di calciare, ma può sempre indietreggiare a meno che non abbia effettivamente toccato il pallone con il piede. È consentito spingere con le mani, ma nessun fallo è giusto in nessuna circostanza. Tenere la palla, eccetto il caso di un calcio di punizione, è del tutto annullato. Nessun giocatore può essere trattenuto o fermato. Non è lecito sollevare la palla da terra, eccetto in touch, per qualsiasi scopo. La palla può essere spinta o colpita. Un goal deve essere calciato ma non da touch né da calcio di punizione da presa. Una Palla in touch è morta, di conseguenza, il lato che la tocca deve portarla a bordo di touch e lanciarlo dritto ad almeno sei yard dal touch. Ogni giocatore deve dotarsi di un berretto di flanella rosso e blu scuro, un colore da indossare per ogni lato.)

Infine, negli archivi vediamo il verbale di una riunione del 28 ottobre che ha approvato le regole e le leggi di cui sopra, che includevano anche più revisioni.

Prima che le regole venissero consegnate a Pawson e Brailsford di High Street per la stampa nel 1859 di un “Regolamento e legge ufficiale dello Sheffield Foot-ball Club” seguirono alcune ulteriori ristrutturazioni e le dodici leggi furono ridotte a undici. Le leggi originali 6 e 9 sono state rimosse e sostituite da una nuova legge: “La palla può essere spinta o colpita con la mano, ma tenere la palla (eccetto nel caso di un calcio di punizione) è del tutto vietato. Il calcio di Sheffield può essere accreditato con le seguenti innovazioni alle regole: la traversa. Il calcio di metà campo spento. Calci d’angolo. Arbitri. Le regole della Coppa Youdan del 1867 hanno introdotto il concetto di golden gol e che le partite dovrebbero durare “un’ora e mezza“. 

Nonostante il trascorrere di un secolo e più, nonostante i tentativi della FIFA di rendere questo gioco similare allo spettacolo di metà Super Bowl e nonostante le televisioni, con la loro famelica necessità di attrarre pubblico, lo spirito del Gioco, come dettato sul finire dell’800, continua ad essere vivo specialmente per le strade dove quelle regole basilari possono essere le uniche e sole ad essere rispettate da tutti.


 

40 anni. Vivo a Bologna da 22 anni, sono pugliese di nascita ma con influenze genetiche sia napoletane che romane. Amo il Gioco del Fùtbol in tutte le sue nuance, tifo Lazio, ma le mie prime esperienze allo stadio sono state allo Zaccheria a seguire il Foggia di Zeman e, per influenze paterne, ho vissuto l'epopea del Napoli di Maradona a cui, emotivamente, sono legato. Amante della settima arte e della saga di Pepe Carvalho, nonchè di tutta la letteratura sudamericana, specialmente quella legata al Gioco (Soriano&Co.)