Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Milan-Torino (5-4 d.c.r.)


Rigorosamente Tatarusanu.


– Nonostante l’assenza di molti titolari, il possesso di palla del Torino funziona piuttosto bene, a riprova che la rosa stia lentamente assimilando i dettami di Giampaolo. Se da un lato la presenza di Zaza fa bene alla manovra, che aiuta con il suo costante arretrare per dare un appoggio ai compagni, a mancare sono qualità e velocità per trasformare quanto costruito lentamente in qualcosa di realmente pericoloso;

– Sponda Milan, se da un lato le settimane senza Ibrahimovic sono state utili per imparare a cavarsela senza di lui, dall’altro pare che in qualche modo si sia dimenticato quanto possa essere utile per far salire la squadra e non viene quasi mai cercato con il lancio lungo. Dal canto suo, lo svedese cammina per il campo tradendo la scarsa forma fisica e forse un pizzico di paura di farsi nuovamente male, non dando mai la sensazione di poter essere pericoloso;

– Decisamente meglio i rossoneri nella ripresa, quando esce lo svedese e riprendono l’assetto che ultimamente sta dando certezze, basato molto sugli scambi in velocità e sulla ricerca della profondità con la palla bassa. Nel momento migliore, però, hanno la sfortuna di imbattersi in un Milinkovic-Savic che pare tecnicamente imbarazzante, ma tremendamente efficace e anche piuttosto fortunato;

I supplementari sono una punizione per gli spettatori quanto per i giocatori in campo, in particolare per quelli del Torino che sono attesi dall’importantissimo scontro salvezza contro lo Spezia che si disputerà sabato. I ritmi sono bassi, complici il freddo, la stanchezza e probabilmente la paura di farsi male, riducendo il tutto a mezz’ora di noioso trasferimento verso gli inevitabili calci di rigore;

L’eroe di serata è Tatarusanu: portiere di coppa per il Milan, che neutralizza il rigore di Rincon e condivide il merito della qualificazione coi compagni designati a calciare i propri, bravi a non sbagliarne nemmeno uno. I rossoneri vanno meritatamente ai quarti di finale di Coppa Italia, se non altro per aver fatto vedere qualcosina in più nei tempi regolamentari, dov’erano stati fermati dai legni e da un pizzico di imprecisione di troppo.

Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.