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3 min

- di Carlo Cecino

Considerazioni sparse post Spezia-Sampdoria (2-1)


Fate una statua a Vincenzo Italiano.


- Nel Monday night della 17esima giornata in Serie A va in scena l’inusuale derby ligure tra Aquilotti e Doriani. In un Picco dalle temperature quasi glaciali, si acclimata un match gradevole e dai ritmi intensi, in particolare nella prima frazione, con un tramonto dell’incontro elettrico. Gioisce per 2-1 l’esponente della “new vawe” Italiano, su una vecchia volpe e un Sensei come Ranieri. Per stasera è giusto così, lo Spezia ci ha messo più benzina e voglia, e timbra la prima storica vittoria in Serie A nel suo vero stadio, sulle ali del capitano Terzi e del totem flangiflutti Agoumé davanti la difesa. Troppa poca qualità tecnica mostrata dalla Doria rispetto alle previsioni post vittoria sull’Inter;

- La prima frazione di gara annota un tempo frantumato in spezzoni, in cui albeggia la manovra degli spezzini, illuminata dai lanci di capitan Terzi per la corrente destra Vignali. La Samp, presentatasi con Jankto e Candreva a piedi inversi – poi propriamente tornati nei ruoli abituali – e sorprendentemente con Damsgaard nell’insolita veste di seconda punto vicino a Keita Balde, difende troppo bassa. I padroni di casa tengono le redini del gioco e da gioco aereo le torri difensive Chabot (assistman) e Terzi (goleador) confezionano l’1 a 0. Ma forse incoscienti, Terzi e co. subiscono subito il pari. Ranieri difatti sfoglia dalla margherita di soluzioni il contropiede, perfetto e letale col velocista Jankto per la staffilata volante di Candreva. Da lì i doriani salpano gli ormeggi e sono più sfrontati con la pressione più alta;

- Ma gli uomini di Italiano hanno irrorato perennemente gioco e hanno un ricettacolo di manovre limpido e vario. Il solito Vignali affonda sul binario destro, cross per l’inserimento di Pobega toccato da Thorsby in area di rigore. Penalty trasformato dall’ineluttabile Nzola e nuovo vantaggio casalingo. Battiti del match che si abbassano per acido lattico accumulato, Sir Claudio getta Quagliarella solo per il quarto d’ora finale e le bollicine sampdoriane sono più frizzanti, tuttavia non basta. Il tiro di Nzola dagli undici metri è decisivo per gli Aquilotti che ghermiscono i corregionali della Doria;

- Diamo a Italiano quel che è di Italiano. Lo Spezia ha idee e principi di gioco gustose che sopperiscono al budget ristretto e alla non eccelsa qualità media della rosa. Merito dell’allenatore novello in A. Agoumé si abbassa tra i difensori centrali per migliorare la costruzione della ragnatela di palloni, i due terzini sovrappongono sulle ali che si accentrano per esprimere le loro abilità col piede migliore. I centrocampisti interni si inseriscono e garantiscono fosforo a volontà, e poi se il tuo attaccante boa Nzola – dura non amare la sua parabola sportiva che ha sfumature simili a quella di Messias del Crotone – ha già timbrato nove gol sinora, hai ottime possibilità di salvarti. Per gli spezzini sono due successi filati dopo lo scalpo illustre di Napoli e a 17 punti si può respirare aria salubre, inoltre stasera tutti promossi alla lavagna della pagella; basterebbe meno fumo e più arrosto da Farias;

- Dall’altra parte la Sampdoria non supera il test ostico del derby ligure. Un vulnus, i sette gol presi da palla inattiva sinora. Una nota tattica: i quattro difensori e i due centrali di centrocampo non filtrano bene il pallone per destinarlo ai giocatori avanzati. Inoltre la banda di Ranieri – che forse poteva inserire prima le risorse della panchina – non sembra essersi arrovellata troppo per mettere una toppa ritornata sotto nella ripresa. Difendersi bassi in buona parte del match per far ripartire il solo Keita non è bastato come canovaccio d’impostazione della sfida. Damsgaard sprizza comunque giocate sopraffine, mentre Colley e Yoshida non hanno garantito sicurezza difensiva per tutti e 90 i minuti.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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