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3 min

- di Mattia Polver

Considerazioni sparse post 19a giornata di Ligue 1


Il Lione torna campione d’inverno conquistando un ottimo punto a Roazhon Park in rimonta.


- Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Per quanto costui sia diventato uno specialista nel macchiare di fango il tricolore italico, risulta arduo non dedicare qualche riga al personaggio calcistico più discusso di Francia. Raymond Domenech, lo immagineresti in Arabia Saudita, ricoperto d’oro dagli emiri e invece no, è ritornato, pungente come sempre. Alla sua maniera, perché la banalità appartiene ad altri. E allora via con i botti (quasi) di Capodanno, la memoria di Diego Armando Maradona calpestata con oltraggiosa indifferenza, conferenze stampa più attese dei discorsi di Macron. Forse l’unico transalpino mal sopportato dai suoi stessi compatrioti, incoerente, cinico e pure vittimista. Anti-tutto, persino anti-calcio, il suo programma elettorale per condurre il Nantes alla salvezza. Un credo che non invecchia mai e che, anzi, ben si sposa con il ritmo noiosamente cadenzato del football francais. Rennes e Montpellier ci cascano come allocchi, mentre il sorriso sornione dell’uomo con i riccioli bianchi si fa strada sotto i baffi. Ma stia tranquillo, monsieur Domenech, nessuno ha sentito la sua mancanza;

- Il bello è che di personaggi come l’ex-commissario tecnico francese ce ne sono diversi, usciti dallo stesso stampino. Lui si chiama Frederic Antonetti, altro nome ormai conosciuto nel panorama calcistico d’oltralpe, un allenatore senza peli sulla lingua. Intorno al quarto d’ora check del VAR per un probabile calcio di rigore contro il suo Metz, poi successivamente accordato. Mentre l’arbitro si accingeva a visionare le immagini del tocco di mano, si sente chiaramente in sottofondo un acceso alterco tra Antonetti e Yoan Cardinale, secondo portiere del Nizza. “Spiegami come fai ad averlo visto da lì?” o ancora “Il tuo posto è in Curva Sud”. Ma l’escalation del tecnico grenats prosegue: “Sei lo zimbello di Francia! Vai a comprarti un cervello!”. Terza categoria chi? Ci sarebbe poi da capire come mai l’Arsenal si sia disfatto di William Saliba, ma questa è un’altra storia…;

- Solo la caricatura ironico-satirica di Domenech ha potuto offuscare la bomba natalizia, stiamo parlando ovviamente dell’esonero di Tuchel e dell’approdo a Parigi da allenatore di Mauricio Pochettino. 18 anni più tardi il tecnico argentino ritorna dunque al Parc, con il beneplacito dei tifosi (striscione dedicato in curva) e della proprietà qatariota (mai nascosta l’ammirazione verso i progetti sportivi del Paese). Prima della scossa tattica, comunque attesa, ci si attende un cambio di rotta nel rapporto con i giocatori. E qui è sufficiente guardare i profili social del club per rendersi conto di un deciso upgrade a livello di comunicazione. Tornando a monte, la buona stella è pronta a illuminare il suo cammino: il ritorno al gol di Mauro Icardi, l’avanzamento sulla trequarti di Verratti, l’idea di ergere Marquinhos come baluardo difensivo. Servirà trovare il bilanciamento giusto, laddove il predecessore aveva fallito. Obiettivo perseguibile indipendentemente da quanto gli sceicchi apriranno il portafoglio;

- Non c’è pace in casa Saint-Etienne. Dopo l’amaro epilogo della separazione con Stephane Ruffier, arriva anche l’addio di Xavier Tuilot, DG dei Verts. Alla base della frattura i gravi problemi economico-finanziari del club ma probabilmente anche la gestione del caso relativo all’ex-capitano Ruffier. La finale di Coppa di Francia conquistata nella passata stagione avrebbe dovuto essere il trampolino per la ricostruzione di un progetto analogo a quello del Milan in Serie A, tuttavia il pessimo avvio di stagione (il Saintè è attualmente sedicesimo) sembra aver spezzato duramente l’incantesimo. Occhio ora all’effetto domino, con Claude Puel, fido braccio destro di Tuilot, a forte rischio;

- Sono invece una trentina i licenziamenti nell’organigramma del Bordeaux, frutto di un tentativo fallito di riorganizzazione societaria. Ennesimo spettro di una debacle che rischia di spargere copiosamente sangue sulla maggioranza dei club di massima serie. Finora il fondo d’investimento proprietario dei girondini (l’americano King Street subentrato a dicembre 2019) ha sempre coperto i debiti del club e dovrebbe farsi garante anche del nuovo buco previsto alla conclusione del prossimo esercizio, ovvero circa 40/50 milioni di euro.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.

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