Interventi a gamba tesa

6 match tra giornalisti e allenatori che non avete mai visto

giornalisti

L’ultimo in ordine cronologico è stato quello di Antonio Conte contro Fabio Capello, ma la storia dell’informazione sportiva italiana è costellata da centinaia di questi “scambi di vedute”. Dall’ambiente agli arbitraggi, passando per il lato più tecnico fino ad arrivare alla deontologia professionale, abbiamo raccolto 6 di questi match. Siamo sicuri che se non li avete mai visti li suggerirete a qualcuno. Altrimenti li rivedrete volentieri.
Spoiler: no, non troverete Malesani, Allegri, Zenga, Spalletti et simila, i top player abitano altrove.


#1 Gagliardi alla Reggina

La conferenza prima di Reggina – Varese

Iniziamo con un profeta in patria. Questo lo sfogo di Franco Gagliardi, allenatore della Reggina nel 2014, alla vigilia della partita col Varese valida per il campionato di serie B e che avrebbe visto i contestuali festeggiamenti per il centenario della squadra amaranto. Gagliardi lamenta ai giornalisti uno scarso impegno nel promuovere l’avvenimento, nonostante i biglietti a basso prezzo proposti dalla società, e una maniacale ed inutile attenzione da parte loro nella ricerca della formazione che il tecnico avrebbe dovuto schierare.

Le cose che maggiormente risaltano nel video, oltre al carattere sanguigno di Gagliardi, sono proprio gli intercalari in dialetto calabrese del tecnico, che rendono la conferenza stampa una chiacchierata animata tra persone sedute ad un ideale bar sport, con tanto di giornale e di appunti sul bancone.

Volete sapere com’è andata la partita del giorno dopo? Nel giorno del centenario, la Reggina in vantaggio per 3-0 nel primo tempo perderà 3-4 e retrocederà alla fine di quel campionato.

#2 Ezio Capuano post Benevento – Sora

Una delle conferenze più brevi di sempre, ma seconda a nessuna in quanto a intensità.

Lo sappiamo, lo sapete. In questa classifica non poteva non esserci una delle migliaia di straordinarie performance di Eziolino Capuano, personaggio e allenatore conosciutissimo in terra campana ma che negli ultimi anni ha conosciuto la ribalta nazionale grazie alla diffusione di alcuni suoi sfoghi in spogliatoio da allenatore dell’Arezzo.

Questa è la stagione 03-04 ed il nostro Eziolino è alla guida del Sora che deve affrontare lo squadrone Benevento nel girone B della serie C1. La differenza tecnica delle due squadre è notevole (il Benevento verrà eliminato ai playoff mentre il Sora otterrà solo la salvezza) ed il tecnico di Pescopagano opterà per un 451 basato su un assetto prettamente difensivo. La partita si concluderà 2-0 per i giallorossi ed in conferenza stampa il giornalista Reno Giannantonio, seguace della strega, punzecchierà Capuano con domande (checchè ne dica l’interessato) pungenti e provocatorie. Capuano si ribellerà a tutto questo (in malo modo) e ne nascerà una semi rissa che solo la moltitudine di persone presenti in sala stampa eviterà.

Anche qui la cosa che ci colpisce maggiormente è la familiarità dell’ambiente, l’artigianalità della sala in cui sono presenti anche ragazzi e semplici curiosi e i dialoghi di sottofondo, tra cui spiccano delle voci che chiedono a Capuano di rimanere in maniera molto amichevole, quasi fraterna. La chicca finale è il passaggio dal “Lei” al “Tu” negli ultimi istanti di video, ma a quel punto lo capiamo.

#3 L’addio di Pozzecco a Capo D’Orlando

La conferenza stampa, in t-shirt.

Chi l’ha detto che questi match ci sono solo nel calcio? La dimostrazione del contrario vivente è data da Gianmarco Pozzecco, mai uno banale davanti a microfoni e giornalisti. Ci siamo persi tra la miriade di interviste che ci sono su internet in cui si sfoga o analizza le partite in maniera accalorata.

Scegliamo l’addio a Capo D’Orlando, a vantaggio di Varese, non perchè ci sia chissà quale attacco personale o rissa mediatica, ma perché ci sembra di una spontaneità disarmante (con tanto di lacrime finali), difficile da vedere nel mondo dello sport professionistico. Racconta tutto come se parlasse a casa sua.

E per gli occhiali da sole in sala stampa.
Gianmarco Pozzecco, signori.

#4 Galderisi ad Arezzo

Rimaniamo nelle categorie minori con un post-partita di Nanu Galderisi ad Arezzo. La partita è quella contro il Viareggio, che i granata vedranno sfuggirsi di mani al 91′ per via del pareggio di Eusepi, complice anche una strana gestione dei minuti finali da parte dell’allora giovanissimo arbitro Pasqua (che abbiamo imparato a conoscere). Il gol degli ospiti verrà convalidato dopo controverse decisioni che scaturiranno nell’espulsione di Galderisi e del dirigente dell’Arezzo.

Questo è il post-partita, con la domanda di Romano Salvi (giornalista del Corriere di Arezzo) su un presunto nervosismo della squadra nella gestione dei minuti finali che scatenerà l’ira di Galderisi, che cercherà di mantenere la calma ma che mostrerà alcuni segnali di impazienza nei confronti del giornalista.

Questa volta, per la rubrica “occhio al particolare”, segnaliamo che Galderisi fu esonerato la sera stessa.

#5 Maurizi ad Ischia

Segnaliamo la sala stampa con il bus parcheggiato dietro.

Ci spostiamo nelle isole, anche queste minori, per inserire in questa classifica lo sfogo di Maurizi, all’epoca allenatore dell’Ischia. Dopo l’1-1 casalingo contro il Cosenza, sia tecnico che giornalisti sembrano abbastanza spazientiti fin dalle prime battute del post gara, vista la delicata situazione della squadra che navigava in zona playout e aveva disperato bisogno dei 3 punti, che nemmeno contro i ben più quotati calabresi arrivarono nonostante un’ottima prestazione.

Il video parte subito “con il botto”, nessuno tenta di trattenersi e, pur rimanendo nell’ambito delle parole, nessuno risparmia niente alla controparte.

Due menzioni speciali per questa conferenza: l’accento romano di Maurizi e il suo phisique du role lo fanno assomigliare ad un personaggio della serie TV “Suburra”, ma nel cuore ci rimarrà sempre l’addetto stampa dell’Ischia, malamente cacciato via in pochissimi secondi mentre tenta di calmare la situazione ormai arrivata ad un punto di non ritorno.

#6 Ranieri dopo il derby

“Ammetto che sono laziale…” “Sta scritto, mica so’ silvan”

Ci concederete, per concludere, un piccolo upgrade di categoria. Ma un gentleman come Claudio Ranieri lo meritava. Perchè questo post partita di un derby vinto 1-2 e che porterà la Roma a sfiorare un clamoroso scudetto contro l’Inter di Josè Mourinho è un sunto di come si possa essere signori anche in questi casi.

L’aplomb con cui risponde ai giornalisti, molti dei quali tifosi della Lazio, le pause tra una frase e l’altra, il tono di voce deciso ma pacato allo stesso tempo. Un capolavoro di comunicazione e di correttezza dopo una battaglia sportiva come quella avvenuta pochi minuti prima. Non le manda a dire ma quasi non ce ne si accorge.

Poi, ovviamente, c’è la romanità.


 

27 anni, laureato alla magistrale di turismo, territorio e sviluppo locale presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca. Grande passione per calcio, musica e viaggi. Da sempre appassionato di giornalismo sportivo.