Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Roma-Inter (2-2)


Una partita divertente e senza padroni, che lascia un punto a testa e parecchio mal contento in casa Inter.


– All’Olimpico l’Inter cerca una risposta al Milan mentre la Roma cerca il primo big match vittorioso. Ne esce una partita divertente e senza padroni, che lascia un punto a testa e parecchio mal contento;

– Inter che inizia forte, come spesso le accade, e puntualmente si divora due occasioni nitide e poi va sotto. Da quel momento la Roma gioca in contenimento e ripartenza. La ripresa è a tinte nerazzurre ma dopo il comeback l’Inter smette inspiegabilmente di giocare rinculando dentro la propria area di rigore e la Roma trova un meritato pareggio;

– Ormai siam stanchi di ripetere le stesse cose. Tutti gli avversari dell’Inter l’affrontano nella stessa maniera. Conte non prevede varianti. Anche oggi due goal regolati oltre ai soliti cambi senza senso (ma Sanchez e Sensi?). Così diventa difficile puntare a qualcosa di importante;

– Roma meno spumeggiante del solito che lascia fare l’Inter, sfruttandone i punti deboli. Bene Villar e il solito enorme numero 77. Karsdorp è un fulmine ma dietro regala troppo. Manca Veretout: Cristante entra e porta peso e cattiveria;

Inter che evidenzia Hakimi, Vidal (gol sbagliati a parte, oggi sul pezzo) e Lukaku. Bene anche Barella, ma gli ultimi venti minuti della squadra sono sconcertanti. Questa partita pesa sulla coscienza di Conte.

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.