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, 10 Gennaio 2021

Considerazioni sparse post Parma-Lazio (0-2)


La Lazio vince, Milinkovic domina e il Parma ritrova parvenze di solidità.


- “Libiamo, libiamo ne' lieti calici Che la belleza infiora E la fuggevol ora s'inebrii A voluttà” così Giuseppe Verdi dava inizio al crescendo nell’aria “i Libiamo ne' lieti calici” de La Traviata. Così la Lazio, nella città natale del compositore, gioca contro il Parma, vincendo, invertendo un trend che la vedeva in calando nelle ultime uscite;

- Il mistero che avvolgeva l’avvento di Liverani sulla panchina crociata al posto del solido D’Aversa è a tutt’ora irrisolto visto che i Ducali si presentano compatti e pronti a pungere contro una Lazio che, dopo un avvio frizzante, si abbassa e attende iniziative avversarie;

- Nel lungo periodo, complice la coperta corta in termini di rosa in casa Parma, la tecnica e la melodia di gioco crescente della Lazio incalzano e portano dapprima al vantaggio e successivamente al raddoppio con chiusura dei giochi;

- Milinkovic domina, Immobile - eroe verdiano - si sacrifica per la causa imbeccando e creando spazi per Luis Alberto e Caicedo, la cui presenza diventa meravigliosamente ingombrante. Lazzari ara la fascia, soprattutto nel secondo tempo;

- Lato Ducale, la squadra dovrebbe dare “addio al passato” - per restare sulle note verdiane - e guardare al futuro con la convinzione che D’Aversa sarà in grado di assicurare la permanenza nella massima Serie alla squadra.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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