Interventi a gamba tesa

Why do we love Football? Chapter Seven: Red Star Football Club



Non c’è identità più indissolubile, più etica di quella che si stabilisce tra socialismo e umanesimo. Il socialismo ha tolto l’etica ai filosofi e l’ha data alla classe operaia, come Prometeo rubò il fuoco agli dèi per darlo agli uomini

(Manuel Vázquez Montalbán, Assassinio al Comitato Centrale)

Fondato a Parigi il 21 Febbraio del 1897 il Red Star Football Club è tra i club più antichi di Francia e, di per certo, il più antico della Ville Lumiere. Ed è proprio in un bar vicino alla Tour Eiffel (dove se no?), che Jules Rimet, all’epoca studente di Legge di 23 anni ma che poi sarà l’ideatore del Campionato del Mondo di calcio, fondò la squadra insieme a suo fratello Modeste ed amici.

Photo taken from the Red Star Official website (as per Cover Photo)

Una delle principali motivazioni alla base della fondazione della Red Star è stata quella di poter far praticare il fútbol a tutte le classi sociali. Un’idea, se si pensa con la mentalità dell’epoca, totalmente controcorrente visto che il Gioco era ancora considerato principalmente un passatempo delle élites.

Tra le sue fila militeranno molti giocatori ed allenatori che hanno fatto la storia non solo del Club ma anche del Gioco: Helenio Herrera (El Mago), con cui la squadra vincerà una coppa di Francia; Franck Merelle e Michael Oriot, tra i primi giocatori firmatari di un contratto “breve” come calciatore e membri attivi della Etoile Rouge – il sindacato che nacque a Parigi nel ’68 i cui membri occuparono per 3 giorni la sede della Federazione calcistica francese; Rino della Negra, migrante italiano, che partecipa alla resistenza contro l’occupazione nazista nel gruppo Manouchain del FTP-MOI (Franc Tireur Partisans – Maine d’oeuvre Immigré), che venne catturato in azione insieme ad altri 23 membri della sua brigata e fucilato il 21 febbraio del 1944 ed, infine, Jean-Claude Bauer, dottore e antifascista, a cui è intitolato lo stadio, ed anch’egli fucilato dai nazisti.

photo taken from the Red Star Official website

Questa storia, unitamente ai valori profondamente antifascisti, è portata avanti anche dalla tifoseria della Red Star, il Collectif Red Star Bauer.

(photo credit: @champagne_missia)

Lo spirito che anima questa tifoseria è ben raccontata un’intervista apparsa qualche tempo fa da un tifoso al quotidiano Le Temps: Non veniamo a vedere un bel calcio. Le nostre sfide riguardano altre aree. Veniamo a vedere come i nostri giocatori combattono e mostrano valori. Qui giochi un’altra idea di calcio! Se il Barcellona è più di un club, la Stella Rossa è più del calcio; lo stesso Collettivo che durante le partite intona “Bella ciao” con il “flic, arbitre ou militaire, qu’est-ce qu’on ne ferait pas pour un salaire” (“poliziotto, arbitro o militare, non tutto va a prendere uno stipendio ”).

(Photo credit: @analogfootball)

Des supporters du red star encouragent a son equipe contre le laval a le stade bauer (photo credit: @tresasuarezphoto)

Dopo questa brevissima, ma non esaustiva, introduzione, lascio volentieri la parola a David Bellion, Brand Manager del Club

David buongiorno e grazie del tempo dedicatomi. Siete il club più antico di Parigi e anche uno dei più antichi d’Europa: cosa significa?

È un’eredità fantastica. Essere il club fondato da Jules Rimet, il creatore della Coppa del Mondo, ma anche il primo presidente della FIFA e della FFF è qualcosa di molto forte e potente. Dimostra l’importanza del club per il suo territorio, la sua popolazione. Significa che dobbiamo rispettare e dare vita alla nostra Storia. I nostri 123 anni di storia ci offrono molte possibilità. Come facciamo oggi ad esempio con la nostra maglia che ripercorre letteralmente la nostra storia. Dall’inizio dell’anno scolastico a settembre, la maglia della Red Star è stata utilizzata come supporto educativo per gli studenti per consentire loro di raccontare sia la storia del club, ma anche la storia della Francia a cui sono legate. Poi ovviamente, vogliamo guardare al futuro e lavorare allo sviluppo del club.

Maglie letteralmente storiche

(photo credit: @elyse_photographie)

(photo credit: @nico_swanzka)

Perché un nome di lingua inglese?

Già nel 1897 si ha l’impressione che Jules Rimet scegliendo un nome inglese volesse dare questa dimensione internazionale senza limiti e senza confini al suo club.

Sappiamo che ci sono diversi miti attorno al nome: qual è la vera storia?

La storia dice che è stata la signorina Jenny, la governante di Jules Rimet, a trovare il nome del club perché spesso utilizzava la Red Star Line, una compagnia di navigazione.

Perché quei colori sociali e quella stella rossa sul petto?

In origine non esiste alcun legame con il socialismo. Rosso per il nome Red Star line. Il verde non apparve sul logo fino al 1946. Originariamente il club giocava in blu e bianco, fino alla fusione con l’Olympic de Pantin nel 1926. Di cui la Stella Rossa manterrà i colori, verde e bianco.

Sopra e sotto l’emblema spicca “Notre Coeur – Notre Force”: cosa significa per voi?

Un motto che ha molto significato per la Red Star. Non abbiamo i mezzi più grandi, ma il cuore ci permette di superare noi stessi e andare oltre. Siamo centrati sull’uomo. Il che significa che l’umanesimo è un pilastro fondamentale tra i nostri valori. Quando giochiamo a calcio, giochiamo con il cuore. Ciò che collega le persone con la Red Star, è l’amore per la visione del club. E perché alla fine della giornata, se non c’è più niente, c’è sempre il cuore e questo ti tiene motivato.

Quali sono i valori che hanno portato alla fondazione della Stella Rossa? E in quali ti riconosci oggi?

Il club vuole essere fedele ai valori umanisti dei suoi fondatori, ed è aperto in particolare ai giovani provenienti da famiglie di quartieri popolari. Oggi il club ha mantenuto lì questo DNA ed è un club popolare accessibile a tutti.

Quanto “pesano” i grandi nomi che hanno attraversato la tua storia (penso a Rimet – fondatore – Helenio El Mago Herrera ecc)?

Fanno parte della storia e dell’eredità della Red Star. Come spiegato sopra, alcuni compaiono sulla nostra maglia in questa stagione. Come Jules Rimet, Helenio Herrera, ma anche René Fenouillère, Eugene Maes ed altri grandi nomi passati dalla Red Star.

Qual è il vostro rapporto con la città?

Fondamentale. Lo Stadio Bauer è il cuore della città, siamo in costante contatto con i vari attori del territorio. Il nostro motto è il nostro cuore la nostra forza, ma potremmo benissimo dire anche il nostro territorio la nostra forza. Abbiamo firmato una partnership con l’ufficio turistico del comune completo che amministra nove città: Aubervilliers, La Courneuve, Épinay-sur-Seine, L’Île-Saint-Denis, Pierrefitte-sur-Seine, Saint-Denis, Saint- Ouen-sur -Senna, per rafforzare ancora di più il legame tra le persone del territorio e il nostro club.

Abbiamo anche un gran numero di sponsor che provengono principalmente dal territorio. Il territorio è il polmone del club, con Marville situata tra la courneuve e Saint-Denis, che oggi è il luogo che ospita l’Accademia, e che domani ospiterà il centro di formazione e la squadra professionale. E la ricostruzione dello Stade Bauer, il club sarà ancor più saldamente ancorato nel distretto 93.

Dopo una serie di traslochi siete arrivati a Saint Ouen, 93 ° dipartimento: cosa significa essere in quel quartiere oggi?

Il presidente Patrice Haddad ama dire «siamo come nel cuore della Silicon Valley del calcio», dove tanti talenti emergono dal 93°. È un onore e una responsabilità essere un attore dello sviluppo giovanile e dell’educazione attraverso la nostra squadra di calcio con l’aiuto di varie collaborazioni, dalla cultura al sociale, dall’istruzione, alla sanità, alla beneficenza, dalla moda all’ecologia… amiamo sempre collegare i punti ed essere una piattaforma per il nostro territorio

Quali sono le criticità?

Il problema principale è che il 93° è uno dei codici di zona più poveri e più giovani in Francia. E Red Star è la squadra di calcio più famosa di questa zona e la squadra più antica di Parigi, quindi abbiamo la possibilità di essere un attore principale in questa lotta quotidiana per renderla migliore per molte famiglie che mandano i loro figli nel nostro club e non li fanno solo calciatori, ma prima di tutto, uomini e donne il più possibile istruiti

Come si inserisce il Red Star Lab in questo contesto?

È essenziale. Vogliamo far crescere i talenti del calcio al calcio, ma anche aiutare ragazze e ragazzi a svilupparsi e dare loro indizi per essere adulti in questo mondo complesso. Durante le ultime vacanze scolastiche abbiamo avuto modo di accogliere i giovani nel rispetto delle misure sanitarie, ma il nuovo confinamento è avvenuto al termine della seconda settimana del workshop Red Star LAB. Quindi da allora non siamo stati in grado di organizzare nessun nuovo Red Star LAB.

(photos credit:@HugoLecrux)

Quali sono le iniziative che state portando avanti?

Dalla sua fondazione nel 1897, Jules Rimet si è posto l’obiettivo di offrire ai giovani una formazione culturale accanto alla loro formazione sportiva con la Red Star. L’associazione aveva poi una biblioteca nel suo stadio. Più di 100 anni dopo, il Club si impegna a sostenere lo spirito del suo fondatore e visionario con il Red Star Lab. La sua ambizione: promuovere l’accesso alla cultura. Come? Offrendo ai propri licenziatari la possibilità di scoprire, durante le vacanze scolastiche, un’attività culturale o artistica oltre alla propria formazione. Ecco il programma della stagione di Red Star LAB: https://www.redstar.fr/2020-10-07/red-star-lab/red-star-lab-3/

Quanto può incidere il calcio in un periodo come quello attuale?

Prima di tutto è un vero peccato giocare in stadi vuoti. Soprattutto al Bauer. Ovviamente ci sono impatti finanziari. Ma il club continua a crescere e noi aumentiamo le entrate attraverso il merchandising ed i partner.

Credi che sia necessario un altro modello economico di riferimento? In caso affermativo, quale?

Riteniamo di dover tenere a mente le origini del calcio e l’importanza delle connessioni sociali, ad esempio il nostro ruolo da svolgere nell’istruzione. Detto questo, un club professionistico ha bisogno di svilupparsi. Per noi significa che abbiamo una chiara linea nella scelta dei nostri sponsor in modo che condividano i nostri valori.

Cosa significa avere il PSG “a casa”? Cosa significa questo per il calcio francese e parigino? Che impatto ha avuto l’arrivo dello sceicco?

Qui abbiamo un’espressione per dire che siamo il club del «Paname». «Paname» è sia Parigi che la sua periferia.

Potreste essere considerati “resistenza” al loro potere economico e l’esempio che “un altro calcio è possibile”?

La Red Star è molto più vecchia del PSG, il che significa che non abbiamo aspettato che il nuovo PSG trovasse la nostra ragione di esistere. Alcuni dicono che siamo davvero una specie di resistenza. Siamo solo quello che siamo, senza tener conto di cosa sia il PSG.

Il motto del PSG è “Ici c’est Paris”, è vero? In caso contrario, dov’è Parigi adesso?

Sì, come si suol dire «ici c’est Paris»  Alla Red Star «Questo è più del calcio».  La Red Star non rappresenta solo Parigi dal 1897, ma rappresenta anche, come si dice in francese, «toutes les banlieues de France»

Qual è il vostro rapporto con il “Collectif Red Star Bauer”?

Abbiamo contatti regolari con loro. Hanno fatto molto per lo stadio. Abbiamo lo stesso obiettivo: restare a Bauer.

Uno dei loro cori più famosi è “Io sono diverso. Io sono la via Sono un calciatore. Sono un banlieusard”: rispecchia lo spirito della Stella Rossa?

Hai la versione originale della canzone dei nostri fan? Forse: «Nous sommes les Red Star Fans, in vient de la banlieue rouge, et la ville s ‘enflamme toujours pour l’étoile rouge. »


ENGLISH VERSION

Founded in Paris on February 21, 1897, the Red Star Football Club is among the oldest clubs in France and, certainly, the oldest in the Ville Lumiere.

And it is precisely in a bar near the Eiffel Tower (where else?), where the team played in the very early days, that Jules Rimet, at the time 23-year-old law student but who, as it is known, will be the creator of the World Cup, he founded the team together with his brother Modeste and friends.

One of the main reasons behind the founding of the Red Star was that of being able to practice fútbol for all social classes. An idea, if you think with the mentality of the time, totally against the tide given that the Game was still considered primarily a pastime of the elites.

Among its ranks will play many players and coaches who have made history not only of the Club but of the Game: Helenio Herrera (El Mago), with whom the team will win a French Cup; Franck Merelle and Michael Oriot, among the first players to sign a “short” contract as a footballer and active members of Etoile Rouge – the union that was born in Paris in ’68 whose members occupied the headquarters of the French Football Federation for 3 days; Rino della Negra, an Italian migrant, who participates in the resistance against the Nazi occupation in the Manouchain group of the FTP-MOI (Franc Tireur Partisans – Maine d’oeuvre Immigré), who was captured in action along with 23 other members of his brigade and shot on 21 February 1944 and Jean-Claude Bauer, doctor and anti-fascist, to whom the stadium is named, and also shot by the Nazis.

photo taken from the Red Star Official website

This story, together with deeply anti-fascist values, is also carried on by the Red Star supporters, the Collectif Red Star Bauer.

(photo credit: @champagne_missia)

The spirit that animates this supporters is well told in an interview that appeared some time ago by a fan in the newspaper Le Temps: “We don’t come to see good football. Our challenges are in other areas. We come to see how our players fight and show values. Here you play another idea of ​​football! If Barcelona is more than a club, the Red Star is more than football ”; the same Collective that during the games intones “Bella ciao” with the “flic, arbitre ou militaire, qu’est-ce qu’on ne ferait pas pour un salaire” (“policeman, referee or military man, not everything goes to get one salary “).

(Photo credit: @analogfootball)

Des supporters du red star encouragent a son equipe contre le laval a le stade bauer (photo credit: @tresasuarezphoto)

After this very brief, but not exhaustive, introduction, I gladly leave the floor to David Bellion, Club Brand Manager:

You are the oldest club in Paris and also one of the oldest in Europe: what does this mean?
 
It’s a fantastic legacy. Being the club founded by Jules Rimet, the creator of the World Cup, but also the first president of FIFA and the FFF is something very strong and powerful. It shows the importance of the club for its territory, its population. It means we must respect and give life to our History. Our 123 years of history offers us plenty of possibilities. As we do today for example with our jersey that retraces our history. Since the start of the school year in September, the Red Star jersey has been used as an educational support for students to allow them to tell both the history of the club, but also the history of France which are linked. Finally it means we definitely want to look in the future and work developing the club.
(photo credit: @elyse_photographie)
(photo credit: @nico_swanzka)
 
Why an English-speaking name?
Already in 1897 one has the impression that Jules Rimet by choosing an English name wanted to give this international dimension without limit, without border to his club.
 
We know that there are several myths around the name: what is the real story?
History says that it was Miss Jenny, Jules Rimet’s housekeeper, who found the name of the club. Because she often used the Red Star Line, a shipping company
 
Why those social colors and that red star on the chest?
Originally there is no link with socialism. Red for the name Red Star line. Green did not appear on the logo until 1946. originally the club played in blue and white, until the merger with the Olympic de Pantin in 1926. Of which the Red Star will keep the colors, green and white.
 
“Notre Coeur – Notre Force” stands out above and below the emblem: what does it mean for you?
A motto that has a lot of meaning for the Red Star. We don’t have the greatest means, but the heart allows us to surpass ourselves and go further. We are human centric. Which means, humanism is a key pilar among our values.
When we play football, we play with our heart. 
What connects people with the Red Star, is the love for the club’s vision. 
And because at the end of the day, if there is nothing left, there is always heart and that’s keep you motivated.
 
What are the values that led to the founding of the Red Star? And in which ones do you recognize yourself today?
The club wants to be faithful to the humanist values ​​of its founders, and is open in particular to young people from families from working-class neighborhoods. Today the club has kept this DNA there, and is a popular club accessible to all.
 
How much do the big names that have crossed your history “weigh” (I am thinking of Rimet – founder – Helenio El Mago Herrera etc)?
They are part of the history and legacy of the Red Star. As explained above, some appear on our jersey this season. Like Jules Rimet Helenio Herrera, but also René Fenouillère, Eugene Maes of the big names passed by the Red Star.
 
What is your relationship with the city?
Fundamental. The Bauer Stadium is at the heart of the city, we are in constant contact with the various actors of the territory. Our motto is our heart our strength, but we could very well also say Our Territory our strength. We have signed a partnership with the full commune tourist office which administers nine city: Aubervilliers, La Courneuve, Épinay-sur-Seine, L’Île-Saint-Denis, Pierrefitte-sur-Seine, Saint-Denis, Saint- Ouen-sur-Seine, Stains and Villetaneuse. in order to strengthen even more the bond between the people of the territory and our club. We also have a large number of sponsors who are mostly from 93 district. the territory is the lung of the club. with Marville located between la courneuve and Saint-Denis, which is today the place which hosts the Academy, and which tomorrow will host the training center and the professional team. And the reconstruction of Stade Bauer, the club will be even more firmly anchored in the 93 district.
 
After a series of relocations you are in Saint Ouen, 93rd department: what does it mean today to be in that neighborhood?
Our chairman Patrice Haddad like to say « we are like in the heart of the football Silicon Valley » , where so much talents emerge from 93. It’s an honor and responsibility to be an actor of youth development and education through our football club with the help of various partnerships, from culture to social , from education, healthcare to charity , from fashion to ecology…we always love to connect the dots and be a platform for our area
 
What are the critical issues?
The main issue is that 93 is one of the poorest and youngest area code in France.
And Red Star is the most famous football club of this area and the oldest club in Paris so we have the chance to be a main actor in this everyday struggle to make it better for many families that send their kids to our club and make them not only footballers but first , future well educated men and women as much as we can
 
How does the Red Star Lab fit into this context?
It’s essential. We want to train football talents to football but also help girls and boys to develop themselves and give them clue to be adults in this complex world. During the last school holidays, we had the chance to welcome the young people in compliance with health measures, but the new confinement took place at the end of the second week of the Red Star LAB workshop. So since then we haven’t been able to organize any new Red Star LABs.
(photos credit:@HugoLecrux)
 
What are the initiatives you are carrying out?
From its founding in 1897, Jules Rimet set himself the goal of offering young people cultural training alongside their sports training with the Red Star. The association then had a library in its stadium.
More than 100 years later, the Club makes a point of sustaining the spirit of its founder and visionary with the Red Star Lab.
Its ambition: to promote access to culture. How? By offering its license holders the opportunity to discover, during their school holidays, a cultural or artistic activity in addition to their training. here is the program of the season of Red Star LAB : https://www.redstar.fr/2020-10-07/red-star-lab/red-star-lab-3/
 
How much can football affect in a period like the current one?
First it’s a real pitty to play in empty stadiums. Especially in Bauer. There is of course financial impacts. 
But the club keep son developing and we raise income through the merchandising and partners.
 
Do you believe that another reference economic model is needed? If so, which one?
 
We do think we must keep in mind the origins of football and the importance of social connections, our role to play in education for instance. 
That being said, a professional club needs to develop himself. For us, it means we have a clear editorial line in the choice of our sponsors so they share our values.
What does it mean to have PSG “at home”? What does this mean for French and Parisian football? What impact did the Sheikh’s arrival have?
Here we have an expression to say that we are the club of « Paname » . « Paname » is both Paris and its suburbs. 
 
Could you be considered “resistance” to their economic power and the example that “another football is possible”?
Red Star is way older than PSG which means we haven’t waited the new PSG to find our reason to exist. Some say we are kind of a resistance indeed. We are just who we are, without taking account what PSG is. 
 
PSG’s motto is “Ici c’est Paris”, is that true? If not, where is Paris now?
Yes like they say «  ici c’est Paris »
At Red Star « This is more than Footbal »
And Red Star doesn’t only represent Paris since 1897 but also represent as we say in French «  toutes les banlieues de France »
What is your relationship with the “Collectif Red Star Bauer”?
We have regular contacts with them. They’ve been doing a lot for the stadium. We have the same goal: staying in Bauer.
 
One of their most famous choirs is “I am different. I am the way. I am a footballer. I am a banlieusard ”: does it reflect the spirit of the Red Star?

Do you have the original version of the song from our Fans ?  Maybe : « Nous sommes les Red Star Fans, on vient de la banlieue rouge, et la ville s’ enflamme toujours pour l’étoile rouge. »


 

40 anni. Vivo a Bologna da 22 anni, sono pugliese di nascita ma con influenze genetiche sia napoletane che romane. Amo il Gioco del Fùtbol in tutte le sue nuance, tifo Lazio, ma le mie prime esperienze allo stadio sono state allo Zaccheria a seguire il Foggia di Zeman e, per influenze paterne, ho vissuto l'epopea del Napoli di Maradona a cui, emotivamente, sono legato. Amante della settima arte e della saga di Pepe Carvalho, nonchè di tutta la letteratura sudamericana, specialmente quella legata al Gioco (Soriano&Co.)