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2 min

- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Milan-Juventus (1-3)


Non basta l’orgoglio rossonero contro una Juventus più attrezzata.


- Indipendentemente dal risultato positivo, la Juventus disegnata da Pirlo continua a non convincere appieno. L’allenatore bianconero prometteva un calcio moderno e spumeggiante, invece in campo si vede ancora una squadra lenta e con poche idee, affidata totalmente all’inventiva dei singoli e tremendamente in difficoltà se pressata alta, senza un faro in grado di far partire il gioco. Pensando che da quelle parti ci si lamentava di Sarri e Allegri, c’è da lavorare ancora molto per accontentare i palati fini dei tifosi;

- Al contrario, fa impressione come il Milan provi a giocare a memoria nonostante le assenze rendano praticamente impossibile farlo, in particolar modo con un centrocampo in totale emergenza e ridisegnato praticamente questa mattina. Il pressing forsennato dei rossoneri, almeno fino alla rete dell’1-2, è quasi commovente e l’applicazione di tutti i giocatori nasconde per un’ora i grandi limiti a livello di singoli, soprattutto in una serata dove Theo Hernandez manca totalmente, sia in fase offensiva, che difensiva;

- Nella Juventus a brillare questa sera è stato Chiesa: un giocatore il cui arrivo aveva fatto storcere il naso a molti, convinti che servisse qualcosa in altri ruoli e che invece si sta progressivamente prendendo in mano la squadra e pare uno dei pochi a riuscire ad accendere la luce anche quando il gioco diventa lento e farraginoso. La sua uscita dal campo anzitempo, per crampi, non lo premia a sufficienza per una prova che avrebbe meritato l’encomio anche se non avesse segnato le due reti, comunque decisive;

- Vogliamo fare due complimenti a Calabria? Chi scrive ne è stato sempre un grande detrattore e non fatica ad ammetterlo. Un giocatore che pareva la brutta copia di De Sciglio (e ce ne vuole), con un picco iniziale seguito da un calo che pareva irrefrenabile e che invece, da qualche mese a questa parte, ha innestato una marcia che non pareva avere e si è preso il posto da titolare nel Milan. Questa sera gli è stato chiesto di fare il centrocampista centrale, ruolo dov’è chiaramente a disagio e lui come risponde? Con un goal. Chapeau;

- A vincere è stata la squadra che ha potuto fare maggiore differenza coi cambi. Dopo un’ora di gioco equilibrata, la possibilità di iniettare giocatori senza perdere qualità, in particolar modo McKennie e Kulusevski (che meriterebbe maggiore spazio), ha permesso a Pirlo di portare a casa una vittoria importantissima che rilancia le ambizioni scudetto della sua squadra. La sconfitta non toglie nulla al Milan, che ha fatto quello che ha potuto contro una squadra più attrezzata, mantenendo inoltre la testa della classifica in virtù della sconfitta dell’Inter a Genova.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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