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, 6 Gennaio 2021

Considerazioni sparse post Cagliari-Benevento (1-2)


Il Benevento di Filippo Inzaghi non vuole smettere di stupire.


- Lunch match della Befana e a mangiare leccornie prelibate alla Sardegna Arena è la rivelazione Benevento che espugna meritatamente il terreno dei cagliaritani per 2-1. Uomo copertina l’onnipresente faro dei Sanniti Pasquale Schiattarella, equilibratore e anemometro del suo undici. Ma che lavorone sta sciorinando Pippo Inzaghi sulla panchina dei campani da oltre un anno e mezzo. Carbone a iosa e notte fonda invece sul lato dei rossoblù di casa, squadra in caduta libera dopo un primo scorcio di Serie A incoraggiante. Urge una rivoluzione tattica e mentale per gli uomini di Di Francesco;

- Nel Lato A dell’incontro i sardi passano avanti abbastanza fortuitamente, segnando da corner grazie all’immarcescibile Joao Pedro su torre di Pavoletti. Il Benevento ha fatturato calcio, il Cagliari ha griffato la marcatura. Fino a quando la bussola della Strega Pasquale Schiattarella, che dà ritmo e pure polmoni alla sua squadra, si inventa un lancio al bacio per l’accorrente Sau (oggi titolare a fare le veci di Caprari) che di prima con un bel tocco batte la sua ex formazione. Walukiewicz è ancora assonnato e al tramonto della prima frazione si fa saltare sulla testa anche da Tuia, sconosciuto per tanti e pure per il sottoscritto, che con una bella girata di zucca porta avanti il Benevento;

- Nel secondo round il mister del Cagliari sistema la pedina Nainggolan, al debutto bis tra i sardi, da falso trequartista destro a schermo a fianco di Marin, riponendo Nandez sulla linea dei trequarti. Entra Sottil – out un disorientato Caligara – che un po’ di effervescenza la mette, poi Difra tenta il tutto per tutto gettando nel mischione Simeone al posto di Tripaldelli. Superpippo si copre togliendo Insigne Roberto per il difensivo Foulon. Due boe, due trequartisti, due esterni alti e tutto l’arsenale offensivo in campo per i padroni di casa, ma serve poco perché se cambia l’ordine degli addendi, l’assioma è identico: Cagliari che scorna disordinatamente sull’ordinato bastione ospite senza luce di trame col pallone, e pure il nervosismo si impossessa di Nandez che si fa espellere per proteste;

- Salvato il soldato Eusebio, verrebbe da dire. Per la banda rossoblù solamente 4 punti messi in croce in 9 giornate. Sono numeri da retrocessione per una rosa che a poche curve dal termine del girone d’andata traballa a 14 gettoni, tremebonda vicino alla lotta per non retrocedere. Eppure, i sardi dispongono di un roster dalle ambizioni più mirate: Nainggolan appena tornato, che sarà fondamentale ma deve ritrovare la condizione, Simeone, Nandez, Godin, Cragno, Marin, Joao Pedro. Sono ricami lussuosi da far tessere in un modulo più adatto rispetto al riluttante 4-2-3-1. Inoltre, oggi il Cagliari è sembrato assai stanco e Di Fra appannato nelle scelte; ora la sua panchina non è per nulla salda;

- Sbagliando si impara, recita un aforisma e potrebbe sposarsi alla perfezione alla carriera da allenatore di Pippo Inzaghi. L’ex leggenda del Milan, reduce da sciagurate annate alla guida del Diavolo – troppo prematura – e del Bologna, si è arrotolato le maniche e tra Venezia e Benevento si è costruito una solida credulità tecnica, sublimata dai risultati in campo. I neopromossi sanniti, che a tre virate dal giro di boa della Seria A occupano il decimo posto con 21 gettoni (vette impensabili a settembre), pressano alto producendo tante palle perse del Cagliari. In attacco si muovono disinvolti a fisarmonica con un 4-3-2-1 che profuma di Albero di Natale e che non risente di guasti eccessivi nonostante l’adattamento di Improta da esterno alto a terzino fluidificante, vista l’indisponibilità del talismano Letizia. Molto squisito il mancino di Roberto Insigne, già detto di Schiattarella e da sottolineare i pugnaci soldatini del centrocampo Hetemaj e Ionita; ci fosse un altro attaccante più prolifico per Lapadula…;

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male.
    Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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