Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post PDC World Darts Championship 2021


C’è chi aspetta il periodo natalizio per i regali, chi per le abbuffate e chi per godersi il campionato mondiale di freccette.


Il periodo natalizio è per certi versi il momento più felice dell’anno. Okay, può anche darsi che dietro quest’affermazione ci sia un pizzico di condizionamento dovuto all’ipercomunicazione mediatica del Natale, che ne snatura un po’ il senso ai fini della costruzione di una “filosofia della finta felicità” e bla bla bla, ma non è assolutamente questo il punto del discorso. Il punto del discorso è che se qualche anno fa uno sconosciuto mi avesse detto che uno dei motivi principali per cui attendo così impazientemente il Natale è gustarmi il mondiale di freccette in tv avrei riso di gusto, e invece mi ritrovo esattamente in questa condizione.

– Quando ho visto il mio primo World Darts Championship nel 2014 mi sono immediatamente innamorato dell’incredibile ambiente di Alexandra Palace: un palazzetto nel cuore dell’elegante Londra, che per un paio di settimane si trasforma nel più grande pub del mondo, con pinte di birra che non vanno mai sotto il litro, hot dog che difficilmente stanno al di sotto dei 50 cm e gente che canta mentre dei fenomeni si sfidano di fronte a un bersaglio. Di tutto lo sport che ho visto in televisione senza pubblico da quando è scoppiata la pandemia (e ne ho visto tanto), le freccette sono quello in cui mi è mancato di più in assoluto. 

– L’assenza del pubblico ha condizionato anche i giocatori, che per assicurare la buona riuscita del torneo sono stati costretti dall’organizzazione a rimanere all’interno di una bolla per tutta la durata della competizione, senza poter incontrare i familiari nemmeno per le feste. Nonostante le condizioni ambientali avverse, quello del 2021 è stato probabilmente il mondiale dal livello tecnico più alto di sempre e alla fine ha incoronato un nuovo Re: il gallese Gerwyn Price, ex rugbista (uno con cui vi sconsigliamo di discutere animatamente), che con la vittoria in finale sull’esperto Gary Anderson è riuscito nell’impresa di sfilare il numero 1 del ranking a Michael Van Gerwen, l’olandese che occupava quella posizione da 7 anni. Questa sì che è una Revolution.

– La caduta di Van Gerwen arriva ai quarti di finale di fronte a una prestazione sensazionale dell’inglese Dave Chisnall, che gli ha rifilato un incredibile 5-0. Chisnall, come spesso gli capita, si è sciolto come neve al sole nel turno successivo. Peggio è andata però al campione uscente Peter Wright (qui suggeriamo a chi sente questo nome per la prima volta di vedersi le sue acconciature per comprendere il personaggio), che ha salutato la competizione ai sedicesimi di finale, sconfitto 4-3 dal tedesco Clemens. È stato un mondiale denso di sorprese e di favole, una su tutte quelle di Stephen Bunting, tanto forte in pedana quanto uguale a Peter Griffin, che è arrivato fino alla semifinale.

Dato che è la prima volta che sui nostri schermi diamo visibilità a questo magico mondo ci teniamo a fare una considerazione finale sullo stato di questo sport. Ridurre le freccette a uno “sport da bar” è l’errore più grande che si possa commettere. La PDC ha fatto un lavoro davvero incredibile negli anni sulla promozione globale del movimento, portandolo a livelli di popolarità inattesi: capacità di costruire e raccontare personaggi oltre che sportivi, lungimiranza nelle scelte di palinsesto, marketing adattato sulle esigenze dei tifosi e rapporto con i media. Fidatevi di noi, dategli una possibilità il prima possibile e non stupitevi se vostra nonna e vostra madre urleranno insieme “CENTOTTANTAAA”, perché è uno spettacolo davvero per tutti. Ecco, l’importante è che non vi venga in mente di comprarvi un bersaglio e essere subito in grado di fare ciò che fanno i professionisti, potreste rimanere delusi dal provare sulla vostra pelle quanto sia difficile.

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.