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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Roma-Sampdoria (1-0)


Due squadre ormai abituate ad affrontarsi nel diluvio.


- Prosegue la tradizione consolidata che vede Roma e Sampdoria sfidarsi sotto il diluvio. La pioggia cade inclemente su Roma ma non modifica il piano gara delle due squadre: i giallorossi gestiscono il pallone e fanno la gara, la Samp aspetta compatta e prova a ripartire;

- Nel primo tempo la Roma, pur collezionando il 70% del possesso, soffre la solidità e la densità in mezzo al campo della Samp e non riesce a sfondare, nonostante un Pellegrini ispirato. Nei doriani Verre fa il trequartista quasi solo nominalmente, andando ad aiutare i due interni nella fase di non possesso, soprattutto nello schermare il regista avversario (Villar);

- Nella ripresa la Roma sale in cattedra, aumentando l’intensità e le occasioni iniziano a fioccare. Gli uomini di Fonseca non rinunciano alla costruzione del basso e ai fraseggi rapidi, ma date le condizioni deficitarie del campo non disdegnano anche il ricorso a qualche insolita palla lunga. Alla fine la sblocca Dzeko, con un anticipo sul primo palo da grande centravanti;

- La Samp non sfigura ed è ben organizzata ma nella seconda frazione si abbassa troppo, lasciando troppe opportunità alla Roma di entrare in area di rigore. Qualche contropiede poteva sicuramente essere gestito meglio, soprattutto con i due esterni Jantko e Candreva. Colley gioca un ottima partita, Ekdal abbina le sue grandi doti da diga di centrocampo ad una buona regia. Soffre invece Augello, come Quagliarella che risulta evanescente: non è mai stato nelle sue corde fare il centravanti abbandonato tra i difensori avversari;

- Nella Roma, molto bene i soliti Villar, Pellegrini e Mkhtaryan. Dzeko è decisivo, ma il man of the match va a Karsdorp, autore dell’assist e di un’altra prova di grande sostanza e continuità: l’olandese inizia ad essere un fattore. I giallorossi, abituati a giocare di fioretto, dimostrano di saper vincere anche nel pantano. E’ forse la notizia migliore, assieme ai 3 punti che consolidano la terza posizione.

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Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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