
Considerazioni sparse post Roma-Cagliari (3-2)
La Roma gioca davvero un bel calcio, ma deve imparare a gestire i blackout.
- Quando ha benzina, la Roma gioca un calcio esteticamente appagante, con sprazzi davvero di altissimo livello. Nel primo tempo l’aggressione alta funziona alla grande e il Cagliari viene annullato: solo due grandi interventi di Cragno e il momento-no di Pedro evitano ai sardi un passivo più pesante dell’1-0;
- Nella ripresa sembra di rivedere il film di Bergamo: la Roma va in black out e il Cagliari prende fiducia, pareggiando con Joao Pedro e sfiorando il sorpasso con la traversa di Simeone. Stavolta però gli uomini di Fonseca reagiscono dopo 10’ di autentico imbarazzo calcistico, e portano a casa la posta piena;
- Di Francesco prova a mescolare le carte in tavola presentandosi con un 3-5-2. Come gli accadeva anche ai tempi in cui sedeva sulla panchina della Roma, però, l’interpretazione di questo modulo da parte dei suoi è troppo piatta e rinunciataria: dalle prime battute diventa una linea a 5, con gli unici spunti offensivi affidati a Joao Pedro. Nei secondi 45’ si vede un miglioramento, più di carattere che di idee, ma la costruzione dal basso resta troppo scolastica;
- La Roma riesce a non risentire dell’assenza di Spinazzola (sostituito da Bruno Peres adattato a sx) grazie all’ottima prova di Karsdorp sull’altra fascia, che mette lo zampino nei primi 2 gol ed è un fattore in molte delle sortite offensive dei suoi. Villar-Veretout si conferma la miglior coppia di centrocampo: il primo lucida palloni e li distribuisce con sapienza, il secondo contribuisce a tutte le fasi con la maestria del tuttologo. Pellegrini e Mkharyan accendono la luce nel momento più difficile, male invece un sempre più appannato Pedro e uno svagato Kumbulla. Il 2020 si chiude al terzo posto, con merito: buon panettone;
- Nel Cagliari Lykogiannis soffre maledettamente, facendosi rigare continuamente la fiancata. L’uscita per infortuno di Rog pesa come un macigno, vista anche la prova abulica del subentrato Oliva. Joao Pedro canta e porta la croce, confermandosi bestia nera della Roma, mentre anche Simeone si batte ma è poco assistito. 14 punti (con appena 3 vittorie) in 14 partite sono un bottino piuttosto magro per una rosa come quella del Cagliari, ma quello che colpisce di più è l’assenza di una sola gara in cui abbia davvero impressionato.
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