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8 min

- di Nicola Santolini

Come stanno giocando i portieri in Serie A?


Il dibattito sull'evoluzione del ruolo del portiere è sempre vivo e si riaccende ogni volta che i portieri commettono un errore sanguinoso in impostazione o vengono sorpresi lontani dalla propria linea di porta. La capacità di destreggiarsi nel palleggio, la visione di gioco e il sapersi muovere anche fuori dall'area sono però diventati aspetti fondamentali nella valutazione di un portiere, soprattutto ai livelli più alti .


Il mutamento dei compiti del ruolo ha portato a rendere rilevanti per i portieri anche indicatori statistici che in passato non venivano considerati. Basti pensare che nella scorsa stagione Marc André ter Stegen ha realizzato due assist, e che i portieri di Serie A in questo inizio di stagione ne hanno già messi a referto tre.

È molto difficile definire il valore assoluto dei portieri attraverso le statistiche, ma un loro studio può essere comunque utile per valutare in maniera più oggettiva le loro prestazioni.

Di seguito sono analizzati dati raccolti da StatsBomb nelle prime 12 giornate, considerando solo i portieri che hanno giocato più di 180 minuti.

Difesa della porta

Una prima analisi può essere effettuata riguardo la capacità dei portieri di opporsi ai tiri avversari. Un fattore determinante è capire quale tra gli strumenti e indicatori statistici a disposizione è il più efficace per farlo. Se per la valutazione dei giocatori di movimento il numero di gol realizzati è tipicamente un parametro valido, lo stesso non si può dire dei gol subiti quando si tratta di portieri: è abbastanza ovvio che questo valore è troppo dipendente dal contributo della fase difensiva.

Allo stesso modo il dato sui clean sheets, risulta poco indicativo. Una statistica ampiamente utilizzata e più interessante è la percentuale di parate, ovvero il rapporto tra i tiri parati e il totale di quelli in porta subiti dal portiere.

Percentuale di parate. Il colore della barra è dato dal numero di tiri subiti dal portiere.

Alcuni dei portieri con le percentuali migliori sono avvantaggiati dall'aver giocato meno partite e subito pochi tiri, in particolare Gollini, Buffon e Pau Lopez. Tra chi ha giocato la maggior parte della partite quello con la percentuale più alta è Marco Silvestri con il 79% a fronte di 52 tiri affrontati. Cragno ha parato il 72% dei tiri subiti ed è stato il portiere più sollecitato, con 74 tiri in porta affrontati. A parità di tiri subiti (14) Ospina ha una percentuale di parate dell'86% mentre Meret solo del 64%. Si sottolinea spesso come il portiere colombiano venga preferito da Gattuso solo per la sua maggiore abilità con i piedi, ma al momento anche il dato sulle parate è a suo favore rispetto al collega italiano. Secondo questo parametro il peggior giocatore osservato è Sirigu, che ha parato solo il 43% dei tiri subiti.

Analizzare questo tipo di statistiche può essere interessante ma non è sufficiente: il dato non è pesato sul numero di tiri subiti dal portiere e soprattutto non tiene in alcun modo conto della loro pericolosità e di conseguenza della difficoltà delle parate.

Percentuale di cross in area bloccati. Il colore della barra è dato dal numero di cross ricevuti.

portieri

Un ulteriore parametro utilizzato spesso per la valutazione dell'abilità di un portiere nella difesa della porta è la capacità nelle uscite alte. Un dato che può essere utilizzato per questo scopo è quello relativo ai cross in area effettuati dagli avversari bloccati dal portiere. Ospina ha la percentuale migliore, ma a fronte di un numero piuttosto basso di cross subiti (32). A parità di cross (87) Donnarumma ne ha bloccati l'11,5% mentre Handanovic solo il 3,4%, un dato che conferma la storica difficoltà del portiere sloveno sulle palle alte.

Nessuna delle statistiche classiche risulta comunque efficace nella valutazione delle prestazioni dei portieri, ma le statistiche avanzate possono però fornire strumenti di analisi più raffinati.

Gli expected goals subiti

Gli expected goals sono uno strumento prezioso anche per la valutazione delle prestazioni difensive, poichè quelli subiti da una squadra permettono di quantificare la pericolosità delle occasioni concesse agli avversari. La differenza tra gli xG concessi e i gol effettivamente subiti permette di evidenziale over o under performance difensive per le squadre.

Differenza tra xG concessi e gol subiti.

portieri

Questo tipo di visualizzazione permette di notare, ad esempio, che il Verona ha subito oltre 6 gol in meno di quanto atteso dagli xG, mentre il Torino ne ha incassati 9,4 in più.

Anche questa analisi risulta però parziale: gli xG nella loro definizione canonica non permettono di quantificare il contributo del portiere rispetto a quello dei tiratori. Paradossalmente, un portiere potrebbe riuscire a non subire goal a fronte di un qualunque valore di xG se tutti i tiri considerati, per quanto pericolosi secondo il modello, finissero al di fuori dello specchio. Non è quindi possibile attribuire a queste performance una particolare influenza dei portieri.

I post-shot expected goals

Per ovviare a questo limite degli expected goals per la valutazione delle prestazioni dei portieri sono stati definiti i post-shot expected goals (che chiameremo psxG). Analogamente ai classici xG, i psxG associano un valore di qualità/pericolosità al tiro. Mentre i primi considerano solo caratteristiche del tiro prima che questo venga scagliato (distanza, angolazione, parte del corpo che colpisce il pallone, tipo di assist, ...) e tengono conto di tutti i tiri, i secondi si applicano solo ai tiri in porta (gli unici su cui il contributo del portiere è decisivo) e valutano ulteriori aspetti del tiro, come la velocità della palla e la parte dello specchio a cui è destinata.

Per fare un esempio pratico, un tiro dall'area piccola che finisce fuori dallo specchio avrà un valore alto di xG e nullo di psxG, mentre uno da 30 metri indirizzato all'incrocio dei pali avrà un valore di xG basso e psxG rilevante.

Definiti i post-shot expected goals è possibili utilizzarli, analogamente agli xG, per quantificare le performance difensive di una squadra e in particolare del portiere. Calcolando semplicemente la differenza tra psxG e i gol subiti dal portiere si evidenzia se lo stesso ha subito più o meno gol di quanto atteso dal modello. Nel primo caso il portiere evidenzia un'underperformance, nel secondo un'overperformance.

Differenza tra psxG e gol subiti.

portieri

Al momento il portiere che ha il delta migliore tra gol subiti e attesi dal modello statistico è Donnarumma: con un altro portiere il Milan avrebbe subito mediamente circa 3 gol in più. Si tratta di un valore notevole e in linea con quelli fatti registrare dal portiere nelle due stagioni precedenti.

Per quanto riguarda i portieri del Napoli, secondo questo parametro le prestazioni di Meret e Ospina si sono sostanzialmente equivalse, con un piccolo vantaggio per il portiere italiano. Handanovic ha subito circa un gol in più di quanto atteso, ma il valore è migliorato sensibilmente dopo la partita contro il Napoli, dove ha parato il 100% dei tiri subiti e ha sventato 0,6 psxG. La percentuale bassissima di parate di Sirigu si riflette nella disastrosa underperformance evidenziata dai psxG, con 8,5 gol subiti in più rispetto alle attese.

Il gioco con i piedi

Nel calcio moderno è ormai impossibile limitare la valutazione complessiva di un portiere alle sole capacità tra i pali. In molti contesti tattici il portiere è talmente sollecitato nelle fasi di impostazione e uscita dal pressing da rendere necessario osservare anche alcune statistiche relative ai passaggi e alla distribuzione del pallone.

Passaggi e precisione

Il dato sui passaggi tentati per 90 minuti, esclusi i calci di rinvio, è un indicatore utile per capire il grado di coinvolgimento dei portieri nella costruzione bassa e le sollecitazioni a cui sono sottoposti nel gioco con i piedi. Questo valore può essere influenzato dal fatto che una squadra tenda a giocare molto nella proprio metà campo o a difendersi bassa, ma è comunque interessante vedere tra i portieri che tentano più passaggi quelli di tutte le neopromosse. A prescindere dai risultati, in questa stagione tutte le squadre provenienti dalla Serie B hanno proposte di gioco coraggiose per quanto riguarda la costruzione e il coinvolgimento dei portieri. In particolare Provedel è il portiere che prova più passaggi per 90 minuti in Serie A: la squadra di Italiano non teme di coinvolgerlo nella costruzione bassa.

Passaggi tentati per 90 minuti. Il colore della barra rappresenta la precisione su tutti i passaggi.

Per quanto riguarda la precisione globale nei passaggi e sui lanci lunghi, due prestazioni opposte ma entrambe notevoli sono quelle di Szczesny e Silvestri. Il polacco, considerando tutti i passaggi, ha una precisione simile ad altri portieri come Meret, Handanovic e Ospina, mentre su quelli che StatsBomb definisce "lanci" (passaggi più lunghi di 36,5 metri) risulta nettamente il più accurato. Il portiere dell'Hellas Verona è stato invece incredibilmente impreciso in entrambi. Donnarumma è il secondo peggiore per precisione sui lanci lunghi e anche il valore complessivo su tutti i passaggi è modesto: il principale gap rispetto ai migliori portieri del mondo è probabilmente sotto questo aspetto, su cui però ci sono margini di miglioramento.

Sulle ascisse la precisione sui passaggi in gioco, sulle ordinate la precisione sui calci di rinvio.

Per contestualizzare meglio le statistiche relative alla precisione nei passaggi è utile considerare che tipo passaggi vengono effettuati dai portieri. Per farlo si possono osservare i dati sulle percentuali di lanci lunghi nei passaggi e sui calci di rinvio e sulla loro lunghezza. Questo permette di capire il tipo di gioco con i piedi richiesto ai portieri e aiuta a definire il contesto tattico in cui agiscono.

Sulle ascisse la percentuale di lanci lunghi nei passaggi in gioco, sullo ordinate la percentuale di lanci lunghi su calcio di rinvio.

Ad esempio la distanza abissale tra i valori di Meret e Silvestri è davvero efficace nel rappresentare la differenza tra il coinvolgimento nella manovra voluto da Gattuso e Juric per i loro portieri. A Silvestri non è richiesto (o meglio non deve) giocare corto con i compagni: lancia lungo quasi il 90% dei rinvii e oltre il 65% dei passaggi. Agli antipodi Meret, che non lancia praticamente mai: solo il 5% dei rinvii e il 7,4% dei passaggi.

Si potrebbe definire Silvestri come il portiere più "tradizionale" della Serie A: il precedente dato molto basso nella precisione dei passaggi è dovuto al fatto che il portiere dell'Hellas deve sostanzialmente solo lanciare lungo e limitare al massimo gli scambi corti con i difensori. Il Verona non è interessato ad attirare pressione palleggiando con portiere e difensori per crearsi spazi, ma preferisce raggiungere velocemente la metà campo avversaria per attaccare le seconde palle, pressare e riaggredire.

Le affinità tra i sistemi di Juric e Gasperini si trovano anche nel gioco dei loro portieri: Gollini e Sportiello sono tra quelli che lanciano lungo più spesso, ma senza raggiungere i livelli estremi di Silvestri. In particolare i lanci sono per la maggior parte su calcio di rinvio e Gollini sembra più portato di Sportiello al gioco lungo.

Sulle ascisse lunghezza media dei passaggi, sulle ordinate lunghezza media dei calci di rinvio.

portieri

Queste considerazioni si riflettono anche nella lunghezza media di rinvii e passaggi. Quelli di Silvestri (21 metri) sono mediamenti lunghi il doppio rispetto a quelli di Meret (42 metri). Sui calci di rinvio la differenza è addirittura superiore. Non sorprende vedere tra i portieri più spesso chiamati al palleggio corto quelli di squadre che utilizzano la costruzione bassa per muovere gli avversari e superare le linee di pressione, come Napoli, Juventus, Inter e Lazio.

I portieri italiani

In ottica Euro2021 l'unico portiere certo della convocazione (e della titolarità) è Donnarumma. Il portiere del Milan sta mantenendo un alto livello nelle prestazioni tra i pali, e anche se nel gioco con i piedi non rappresenta l'opzione migliore, ha comunque raggiunto un grado di affidabilità discreto. Meret può essere considerato il secondo portiere della nazionale, ma non è mai sembrato in grado di insidiare Donnarumma nelle gerarchie di Mancini. Anche se le statistiche evidenziano una prestazione discreta per quanto riguarda la difesa della porta e capacità superiori a Donnarumma nel palleggio, il continuo dualismo con Ospina e il minutaggio non pieno potrebbero penalizzarlo.

Il terzo portiere più coinvolto nel ciclo azzurro, Sirigu, sta avendo un rendimento disastroso: è possibile che a gennaio lasci Torino, ma in ogni caso il suo posto all'europeo appare molto dubbio. Gli altri portieri fin qui presi in considerazione da Mancini sono Silvestri, Gollini e Cragno.

Silvestri sta giocando molto bene tra i pali, e nell'avvio di stagione è apparso in una forma straordinaria, ma il contesto tattico in cui agisce e i suoi grossi limiti con i piedi lo rendono poco integrabile al contesto tattico costruito da Mancini. Anche Gollini è abituato a giocare in un sistema molto particolare e diverso da quello della nazionale, ma potrebbe avere margini di adattamento superiori a quelli del portiere dell'Hellas. Cragno è probabilmente il più inserito nel gruppo azzurro e nonostante la stagione non esaltante del Cagliari potrebbe essere la soluzione più semplice. I suoi numeri sulle parate non sono eccellenti, ma ha affrontato volumi di tiri superiori ai colleghi citati. Date le sue discrete capacità con i piedi l'inserimento nei meccanismi di Mancini potrebbe essere più agevole.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Forlì nel 1994. Laureato in Ingegneria Informatica e ora ricercatore presso l'Università di Bologna. Amante del calcio, malato di Inter e fantacalcio, tenta ostinatamente di razionalizzare il gioco attraverso numeri e statistiche, ma rimane piacevolmente incantato dalla sua irrazionale imprevedibilità.

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