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, 20 Dicembre 2020

Considerazioni sparse post Inter-Spezia (2-1)


Una partita noiosa, che l’Inter vince senza neanche inserire la seconda.


- Inter per dare continuità alla rincorsa verso la vetta. Spezia per capitalizzare il bel gioco che la truppa di Italiano sta producendo. Ne esce una partita noiosa, più per colpa dei padroni di casa che sono tuttavia bravi a sfruttare le occasioni create e a portarla a casa, seppur con brivido finale;

- Inter che gioca a ritmo lentissimo, sembra una partitella di luglio in piena preparazione. Nel primo tempo si salva solo Barella. Poi Lautaro e la maggior malizia portano al break di Hakimi e al rigore di Lukaku. Grave il goal concesso a 10 secondi dalla fine;

- Darmian entra sempre bene, davvero merita di non essere titolare? Male Vidal, Brozovic, Bastoni e Gagliardini. Bene Lautaro che però deve tornare al goal;

- La squadra di Italiano gioca bene: buon ritmo e geometrie ma pecca di fantasia e furbizia. Si toglierà comunque tante soddisfazioni. Non è questa la domenica su cui recriminare;

- Conte infila la sesta vittoria nelle ultime sei partite di campionato e giustamente piglia e porta a casa. Ma deve lavorare su approccio alla gara e ritmo. Vidal e Gagliardini vanno troppo troppo lenti.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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