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2 min

- di Gabriele Moretti

Considerazioni sparse post Sampdoria-Crotone (3-1)


Migliore in campo? Ranieri!


- Entrambe le squadre arrivano a Marassi in buono stato di forma, entrambe mettono in chiaro fin dal calcio d'inizio che non si accontentano di un pareggio e ne esce una partita giocata con ritmo, voglia e intensità. Insomma, un ottimo accompagnamento allo spritz del sabato pomeriggio;

- Come era già successo nella trasferta di Verona, la Sampdoria fa del gioco aggressivo e verticale la propria strategia cardine. La Gumina, Verre e i tre biondi del centrocampo mordono costantemente le caviglie degli avversari e non permettono praticamente mai alla difesa calabrese di avere mezzo secondo per alzare la testa e provare a costruire;

- Allo stesso tempo però, Stroppa sembra credere fortemente nella possibilità di salvarsi proponendo un identità che non sia un semplice "tutti dietro e pedalare" ma che faccia propri alcuni dei principi del gioco di posizione (vedasi l'uso di Marrone centrale di difesa, quasi un regista arretrato). Tuttavia, spiace dirlo, le qualità tecniche della rosa sembrano insufficienti per una proposta simile nel contesto della Serie A e la partita di oggi lo ha mostrato chiaramente;

- I rossoblù comunque fanno sfoggio di alcune individualità interessanti, in particolare Reca, che scorrazza pericolosamente sulla propria fascia creando praticamente tutte le occasioni degli ospiti e si procura il rigore del temporaneo 2-1. Anche Luperto sembra avere buoni margini di crescita, mentre sono rimasti decisamente in ombra Messias e Petriccione che avrebbero potuto dare quel quid in più alla manovra crotonese;

- Nella Samp il migliore è ancora Ranieri, che a quanto pare è anche riuscito a ricucire il rapporto con Candreva e tra Candreva e i compagni: oggi lo convoca di nuovo, lo fa entrare negli ultimi minuti e Candreva risponde con un assist (poi annullato per fuorigioco) e grandi abbracci da parte di Quagliarella & co. Prima di concludere, un ultima dritta: tenete gli occhi su Damsgaard, se continua a crescere fisicamente e tatticamente come negli ultimi mesi, potrebbe essere una sorpresa molto molto interessante.

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Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.

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