Interventi a gamba tesa

Maggiore sta conquistando anche la Serie A

Maggiore Spezia

Foto: Twitter @acspezia


Il centrocampista dello Spezia sta confermando in massima serie quanto fatto vedere nello scorso campionato di B.


Osservando con attenzione il primo gol dello Spezia nell’ultima sfida col Bologna si possono facilmente notare tre importanti elementi. Numero uno: Emmanuel Gyasi e M’Bala Nzola si intendono a meraviglia. Numero due: l’attaccante francese riesce sempre a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Sei gol in otto partite per lui. Numero tre: Giulio Maggiore ha una grande visione di gioco. Il numero 25 riceve palla sulla trequarti da Lucien Agoumé e, di prima, lancia col destro proprio Gyasi mettendo fuori causa tutta la difesa di Mihajlovic. Un filtrante illuminante per un giocatore in continua crescita.

Ha soltanto 22 anni ma ha già collezionato 125 presenze e 13 reti col suo Spezia. Numeri che lo elevano quasi a giovane bandiera di un club nel quale è cresciuto e che ha condotto l’anno scorso alla prima, storica promozione in Serie A. Un traguardo al quale ha contribuito con 34 apparizioni, due reti e 6 assist tra campionato e playoff. Un successo che vale doppio per chi, come lui, ha vissuto una vita intera col bianconero addosso. Sedici anni intervallati soltanto dalla breve avventura nelle giovanili del Milan, conclusa tuttavia anticipatamente a causa di un infortunio in ritiro con i rossoneri.

Consapevolezza

“Rispetto al 2015, questa volta andremo a sfidare la Roma con un po’ più di consapevolezza, perché siamo in Serie A e lo Spezia sta dimostrando di essere una bella realtà del campionato”, aveva dichiarato ai microfoni dei canali ufficiali del club bianconero poco dopo la splendida doppietta messa a segno nella sfida di Coppa Italia contro il Bologna. Un successo che ha permesso ai liguri di ottenere il prezioso pass per gli ottavi di finale della competizione.

Consapevolezza nei mezzi di uno Spezia capace di conquistare 11 punti nei primi 12 turni di A della sua storia e nelle proprie qualità. Quel famoso 16 dicembre del 2015 Maggiore aveva probabilmente assistito soltanto alla televisione all’impresa della sua squadra, riuscita ad eliminare la Roma ai calci di rigore. Una vittoria insperata e storica. Quasi un antipasto delle sfide che si sarebbero consumate quest’anno in massima serie. Per gustarsi la prima apparizione con la prima squadra bianconera di Maggiore bisogna infatti attendere il 20 settembre del 2016, data dell’incrocio in B con il Trapani.

La prima rete in maglia Spezia, invece? Il 29 settembre di due anni dopo, nel match con il Carpi. Tappe importanti nel percorso di crescita di un ragazzo riuscito a coronare un altro grande sogno in un 2020 letteralmente da incorniciare per lui. Quello di indossare per la prima volta la fascia di capitano del suo Spezia. Era il 1º febbraio. La partita, quella col Pordenone. Momenti indelebili nella giovane carriera del centrocampista genovese.

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Faro

Prima una squalifica per somma d’ammonizioni, poi un doppio stop forzato causa positività al Covid-19 e una condizione fisica da ritrovare. In mezzo, le prime presenze in Serie A. Sette quelle collezionate finora da Maggiore, sempre schierato nel ruolo di centrocampista centrale nel 4-3-3 di Vincenzo Italiano. L’abito ideale per un giocatore capace, tuttavia, di vestire anche i panni della mezzala, posizione ricoperta soprattutto nelle giovanili del club ligure.

Secondo quanto riportato dalla piattaforma WhoScored, il giovane genovese valutato 1,5 milioni da Transfermarkt ha finora fatto registrare un 74,1% di passaggi riusciti a partita. Un dato poco elevato per un ragazzo che viene comunque ripetutamente cercato dai propri compagni sul terreno di gioco. Una sorta di faro sulla linea mediana bianconera. Quasi uno, invece, il passaggio chiave per partita per un giocatore capace di illuminare in qualsiasi momento il match con una sua giocata.

Destro naturale fisico (184 cm per 69 kg) e abile nei lanci, Maggiore incarna perfettamente le qualità necessarie ad un centrocampista per destreggiarsi al meglio nel modulo offensivo di Italiano. Verticalizzazioni continue, incessante ricerca degli attaccanti esterni e della prima punta con filtranti precisi e pallone spesso giocato di prima. A soli 22 anni, nell’anno della sua prima esperienza in Serie A, Maggiore stupisce per la tranquillità con la quale gioca il pallone. Dote delle quali si è accorto anche il ct dell’Under 21 Paolo Nicolato che, dopo avergli regalato la prima presenza in azzurro il 6 settembre del 2019, ha deciso di richiamarlo in altre quattro occasioni.

Prima la Serie B, poi la A. Prestazione dopo prestazione, ora Maggiore vuole lasciare il segno nella massima serie del Campionato Italiano.

Cagliaritano, classe '96. Laureato in Scienze Politiche ed ex stagista alla Gazzetta dello Sport. Pallavolista da quando ho memoria, amo i libri, i viaggi, il mare e lo sport. Raccontarlo è la mia passione.