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, 18 Dicembre 2020

Considerazioni sparse post 13a giornata di Premier League


Il Liverpool di Klopp, seppur martoriato dagli infortuni,  è ancora la squadra da battere.


- Era il big match del turno infrasettimanale e non ha tradito le aspettative. Mercoledì sera Liverpool-Tottenham hanno dato spettacolo in quella che potrebbe tramutarsi nella saga della lotta alla Premier 2021. Nel magico teatro di Anfield una zuccata al 90’ di Bobby Firmino ha consegnato ai Reds la rete decisiva del 2-1 e tre punti che proiettano la banda di Klopp in cima all’albero di Natale. Nonostante alcune sbavature, l’impressione è che Salah e soci siano i più accreditati a terminare in vetta la corsa finale. Per Mou non basta il consueto Son ed ora gli Spurs sono a 25 gettoni, a -3 dai rivali rossi;

- Non ne approfitta il Leicester, stracciato delle proprie vesti al King Power Stadium da un Everton che riprende quota e colore. Scalpo di spessore per gli uomini di Ancelotti che passano 2-0 sul terreno delle Foxes grazie a Richarlison ed Holgate. Ora i Toffees sono a -1 dalla zona Champions in una graduatoria ben trafficata nelle zone nobili della competizione. Difatti al quarto posto troviamo, pari a 24 punti con il Leicester, un Southampton che è la vera grande sorpresa di questa stagione che mercoledì ha fatto 1-1 all’Emirates, contro un Arsenal sempre più invischiato in area salvezza;

- Diciamocelo, una Premier tanto equilibrata e ricca di capovolgimenti è il fatturato di un calendario così ristretto e di una preparazione estiva inesistente. Ma un Manchester City così in basso se lo aspettavano in pochi. Martedì sera De Bruyne e compagni non sono riusciti a demolire le barricate alzate da un West Brom commovente, con Johnstone che ha parato pure le imprecazioni dei tifosi dei Citizens, basiti per un 1-1 in casa inaspettato. La banda di Guardiola è nona con 20 punti in campionato, troppo ondivago il rendimento dei suoi fuoriclasse, in particolare mancano come l’ossigeno le reti di Aguero. Da sottolineare che l’allenatore dei Baggies Bilic un giorno dopo l’impresa di Manchester è stato rimpiazzato da Big Sam Allardyce; strano il foootball;

- Chi risale dopo tante delusioni è il Manchester United che ieri sera ha invaso, con tanta sofferenza finale, il Braham Lane di Sheffield per 3-2. Sugli scudi Rashford, talento cristallino se c’è ne è uno, mentre non vi invitiamo ad osservare la prima rete delle Blades: erroraccio pacchiano di Henderson, il secondo di De Gea. Per Solskjaer sono comunque tre punti zuccherosi che permettono ai Red Devils, con una gara in meno, di annusare l’élite della classifica, ad un potenziale -2 dal Liverpool. In casa Sheffield l’annus horribilis non trova luce, con la squadra di Wilder che ha racimolato una sola tacca a seguito di 13 turni effettuati: nella storia della Premier League nessuno ha fatto peggio;

- Chiudiamo parlando del secondo scivolone filato del Chelsea. Martedì sera i sempre pericolosi Wolves hanno gioito 2-1 al 95’ grazie alle giocate sontuose di Podence e dell’ex Lazio Pedro Neto, vista l’assenza di Raul Jimenez. Nei Blues Mendy sta incontrando le prime difficoltà inglesi, mentre Havertz e Werner pungono poco. Allora la compagine di Lampard perde quotazioni in borsa. Il Leeds del “loco” Bielsa invece ne rifila 5 al Newcastle e chi vuole vedersi i Whites non si annoia mai. A proposito, appuntamento già a domani per il nuovo turno inglese, occhi puntati su Saints-Citizens e su Tottenham-Leicester domenica.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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