Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Verona-Sampdoria (1-2)


Ranieri ha perso Candreva ma ha trovato la quadra


– “Attacchiamo la palla! Attacchiamo la palla!”: un’indicazione gridata varie volte a squarciagola da entrambe le panchine e che – nel bene e nel male – riassume il match di questa sera. Hellas e Samp si mostrano per quello sono, o per lo meno per quel lato di sé che dovrebbero mostrare ogni domenica: due squadre toste, corte, verticali, affamate e aggressive su ogni pallone. Nessuno tira mai indietro la gamba, nessuno si risparmia uno scatto, nessuno vuole accontentarsi del pareggio;

– Rispetto alle ultime uscite Ranieri ha introdotto alcuni accorgimenti che hanno aiutato i blucerchiati ai lasciare a Bogliasco la timidezza delle ultime uscite e ad affrontare il Verona faccia a faccia, colpo su colpo: terzini che spingono e si prendono molti più rischi del solito, pressing molto alto e ben congeniato sulla prima costruzione avversaria, ricerca dell’uno contro uno in entrambe le fasi;

– Juric, nonostante la sconfitta, non dovrebbe avere troppe preoccupazioni. Il Verona è il solito Verona, anche se appare un po’ più moscio e appannato rispetto alle ultime brillantissime uscite. Ma ci sta, anche senza le coppe si gioca spesso e tra infortuni, turn-over e belle prestazioni del portiere avversario è normale perdere qualche punto qua e là. Sarà comunque l’ennesima stagione sopra le aspettative;

– Tra gli scaligeri spicca, come al solito, la prestazione di Zaccagni, che oltre a segnare il rigore dell’1-2 si sacrifica costantemente in appoggio a Lazovic e Dimarco. Bene anche Dawidowicz. Per i blucerchiati, prestazioni maiuscole di Verre (uno splendido gol, tre dribbling riusciti e ben tre passaggi chiave in 70 minuti!), Ekdal e Alex Ferrari, che da fuoriruolo riesce a dominare la fascia destra;

– L’1-2 del Bentegodi rispecchia una partita molto equilibrata, in cui entrambe le squadre hanno mostrato voglia e coesione e hanno saputo creare molte occasioni. Se la classifica rimarrà corta fino alla primavera e se Verona e Sampdoria sapranno mantenere concentrazione e fedeltà ai principi di gioco, chissà, forse potremmo trovarle nella metà sinistra della classifica a cercare di arrampicarsi verso posizioni inaspettate.

Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.