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premier league
, 14 Dicembre 2020

Considerazioni sparse post 12a giornata di Premier League


Tra le quattro litiganti, il Leicester gode.


- Tra le quattro litiganti, il Leicester gode. Potrebbe essere questo il compendio dell’ultimo weekend regalato dalla Premier League. Perché nel turno che dice nessuna vittoria per Tottenham, Liverpool, Chelsea e City, l’unica a festeggiare è la truppa di Brendan Rodgers. Ieri sera le Foxes, manifestando un primo tempo monstre, hanno camminato sui resti del Brighton affossando i Seagulls 3-0. Oltre all’eterno Vardy che ha timbrato il cartellino, ha dato spettacolo Maddison con una doppietta d’autore; vi consigliamo di ammirare la perla del tre a zero. Ora il Leicester è a 24 punti, a -1 dal duo di testa istituito da Tottenham e Liverpool;

- Andando a disquisire sulle prestazioni di Spurs e Reds, le due formazioni che timonano la nave dorata del campionato inglese, nel fine settimana sono inciampate in due pareggi fragorosi, se paragonate all’avversario che affrontavano. La truppa di Mourinho ha impattato 1-1 al Selhurst Park contro un coriaceo Crystal Palace che ha trovato l’equilibrio nei 10’ finali grazie a Schlupp, su indecisione in uscita di Lloris. Per il Tottenham non basta l’abitudinaria rete del mortifero Kane su paperone di Guaita, che però diventa man of the match candidandosi alla parata del 2020 con il tuffo prodigioso sulla punizione di Dier sul gong finale;

- Stesso risultato – l’1 a 1 – per il Liverpool, in improbabile difficoltà nel testacoda contro il Fulham. Al Craven Cottage difatti i londinesi erano persino andati sopra con Decordova-Reid, a cui è corrisposto il pari, di rigore, firmato da Momo Salah. Per la compagine della sponda rossa del Mersey, sempre bucata dall’importante infortunio di Van Dijk, è il terzo segno “x” nelle ultime cinque virate di Premier, segno di come quest’anno la “Klopp band” non sia la schiacciasassi di un anno passato;

- Ma non ne approfittano le altre due scuderie contendenti alla grande corsa verso l’ambito trofeo. Perché il Manchester City non riesce ad abbattere il muro eretto dai cugini dello United, in un derby di Manchester che ha deluso le aspettative e non ha regalato sprazzi di spettacolo per uno spento 0-0 e le due squadre non trovano quella scintilla per accendere il loro campionato ad intermittenza. Chi cade totalmente dopo circa tre mesi di imbattibilità – non registrava passi falsi dal 20 settembre – è il Chelsea, fermo a 22 punti e al quinto posto, sorpassato fuori casa 1-0 dall’Everton. Mendy compie il primo errore da quando indossa i guantoni dei Blues, Sigurdsson su rigore è quindi il match-winner. I Toffees risollevano morale e classifica a seguito di un mese novembrino di difficoltà;

- Tralasciando per questa disanima la zona retrocessione e la “middle class” che non dispensano novità eclatanti – eccezion fatta per un Southampton in missione e al quarto posto grazie al 3-0 inflitto ieri al derelitto Sheffield United – volevamo soffermarci un attimo sull’Arsenal. I Gunners, effettuati 12 turni, sono quindicesimi con appena 13 punti conquistati. Un totale disastro l’inizio degli uomini di Arteta, battuti ieri dal Burnley all’Emirates e che nelle ultime cinque hanno incassato un misero pareggio. Solamente dieci reti prodotte, Aubameyang – che fa autogol – e Lacazette sono colpiti da siccità perenne, Gabriel ed Holding non possono reggere la baracca difensivamente e si sta recitando il De Profundis nell’ambiente del nord di Londra. Bei tempi quando c’erano Henry e Bergkamp in attacco…

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male.
    Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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