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, , 10 Dicembre 2020

Considerazioni sparse post Sparta Praga-Milan (0-1)


Questo Milan trascende i singoli: è veramente un grande gruppo.


- Con la qualificazione già raggiunta, il Milan non rischia i titolari per giocarsi il primo posto e concede un po’ di visibilità ai giocatori impiegati meno nel corso della stagione; e loro non solo non deludono, ma portano anche a casa il girone, complice la reazione d’orgoglio del Celtic contro il Lille. Questa squadra trascende i singoli: è un grande gruppo;

- La partita si svolge su ritmi medio-alti con qualche ripartenza di qualità soprattutto sulla fascia sinistra rossonera. L’approccio passivo dello Sparta Praga non contribuisce però a rendere l’incontro interessante, il cui destino sembra già scritto dal momento del vantaggio del Milan;

- Tra i singoli del Milan brillano soprattutto Maldini, molto attivo sia in fase offensiva che in copertura, Dalot, che ormai si può considerare una degna alternativa a Theo, ma soprattutto il giovanissimo Kalulu, autore di interventi sempre puliti e puntuali, in particolare su palle alte. Ottimi elementi per il futuro rossonero;

- Oltre al primo posto nel girone, un’altra certezza che ci portiamo a casa da questa trasferta europea è Jens Petter Hauge, autore del gol della vittoria su splendida azione personale arricchita di dribbling; si prevede una bella bagarre nel ruolo d’esterno d’attacco sinistro per i rossoneri;

- Non c’è moltissimo da dire sulla prestazione dello Sparta Praga invece, che con i suoi timidi tentativi di mettere in difficoltà il Milan nel corso della partita non conclude un granché e finisce persino la partita in 10 per un brutto intervento di Plechaty sul contropiede di Leao. L’unica azione veramente pericolosa a due minuti dalla fine viene egregiamente parata da un formidabile Tatarusanu.

  • Khrystyna Gavrysh, 4.9.90, nata in Ucraina e cresciuta in Italia. Laureata in Giurisprudenza a Ferrara ed attualmente dottoranda in diritto internazionale all’Università di Padova. Grande appassionata di diritti umani, di Quentin Tarantino e di sport. Milanista fino al midollo, ovviamente per colpa dell’usignolo di Kiev, e incapace di rivedere un gol di Superpippo senza farsi venire la pelle d’oca.

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