
Considerazioni sparse post Napoli-Real Sociedad (1-1)
È arrivato il momento dei complimenti per il Napoli, che vince un girone che presentava parecchie insidie.
- Nonostante cada giù acqua a secchiate, il Napoli gioca per tutto il tempo col fuoco e, alla fine, si scotta subendo nel finale il gol del pari: un gol che, visto ciò che succede in Croazia, è ininfluente per le sorti degli azzurri;
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!- E allora arriva il momento dei complimenti, meritati nonostante tutto, al Napoli che vince un girone che, se già al momento del sorteggio prometteva parecchie insidie, una volta in campo si è rivelato ancora più tosto del previsto;
- Per ottenere la vittoria gli azzurri hanno messo in mostra la loro versione sporca e cattiva: pallone lasciato agli avversari, che determinavano modi e tempi di gioco, stretto 4-1-4-1 in fase di non possesso e, a pallone conquistato, veloci ripartenze sfruttando la brillantezza fisica di Lozano. Sic et simpliciter, ma sufficiente per centrare l'obiettivo;
- A braccetto col Napoli va ai sedicesimi la Real Sociedad, mattatrice a sorpresa della Liga in questo avvio fu stagione: una squadra zeppa di talento e capace di giocare un buonissimo calcio che, non ce ne voglia l'AZ, sarebbe stato davvero un peccato perdere per strada;
- Fra i singoli spicca naturalmente Zielinski, autore di un gol clamoroso e sempre più vero padrone del centrocampo partenopeo. Fra i baschi buona gara di Januzaj e Merino. Portu rischia fino al 92' di essere il carnefice dell'eliminazione dei suoi con un errore davvero raccapricciante sotto porta.
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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.
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